Scritto: Venerdì, 17 Aprile 2015 18:24 Ultima modifica: Sabato, 18 Aprile 2015 07:03

Curiosity marca i 10 km di odometria totale e si lascia alle spalle Parhump Hills


Nel mese di aprile, Curiosity sembra essersi messo di impegno continuando a guidare attraverso la Artist's Drive  e lasciandosi alle spalle Parhump Hills, la zona alle pendici del Monte Sharp dove ha trascorso gli ultimi sei mesi.
Ieri, 16 aprile, ha superato i 10 chilometri di guida totale da quando è sbarcato nel cratere Gale ad agosto 2012.

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Curiosity Sol 949 Curiosity Sol 949 Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS - Processing: Processing: M. di Lorenzo e K. Kremer

Curiosity - traverse map sol 957

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Avevamo lasciato il rover all'inizio dell'Artist's drive. Qui, nella zona di imbocco chiamata Garden City, che si trova 12 metri più in alto rispetto al bordo inferiore dello sperone Pahrump Hills, Curiosity si è imbattuto in un incredibile ambiente geologico, caratterizzato da vene bicolore, che appaiono come una rete di creste in rilievo rispetto al resto dell'affioramento ormai eroso.

Curiosity Mastcam left sol 926

Curiosity Mastcam left sol 926
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Curiosity Mastcam right sol 926 anaglyph

Curiosity Mastcam right sol 926 anaglyph
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Questi "rilievi" raggiungono i 6 centimetri di altezza e il mezzo centimetro di larghezza.
"Alcuni di loro sembrano sandwich di gelato: scuri su entrambi i lati e bianchi in mezzo", ha detto Linda Kah, membro del team presso l'Università del Tennessee, Knoxville, in un report pubblicato il 1 aprile. "Questi materiali raccontano di fluidi secondari che venivano trasportati attraverso la regione quando la roccia ospitante si era già formata".

Secondo Kah i diversi colori sarebbero dovuti a due fluidi differenti che si mossero all'interno delle fratture, in tempi diversi.
"Possiamo notare la presenza di almeno due fluidi secondari. Vogliamo capire la loro chimica e la sequenza degli eventi. Come hanno interagito con la roccia ospitante?".

In parte la storia è stata ipotizzata: il minerale più scuro si sarebbe formato per primo, mentre in una fase successiva le crepe si sarebbero ulteriormente ampliate e riempite con il materiale più chiaro.
In particolare, gli scienziati ritengono che il fango indurito trovato da Curiosity vicino al lungo di atterraggio nel 2012, a Yellowknife Bay, possa aver raggiunto il Monte Sharp, dove si sarebbe asciugato, indurito e successivamente fratturato. E questo sarebbe il materiale scuro del sandwich che rifletterebbe quindi episodi precedenti rispetto alle vene chiare ricche di solfato di calcio.

Garden City è stato il paradiso per il MAHLI, la fotocamera di Curiosity utilizzata per i primi piani, posta sul braccio robotico del rover.
Nonostante il CHIMRA (Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis), posto anch'esso sul braccio robotico di Curiosity, utilizzato per setacciare e porzionare il campione, conservasse ancora parte del materiale prelevato da Telegraph Peak, riducendo così i movimenti del MAHLI, quest'ultimo è riuscito a catturare una grande quantità di immagini.

Curiosity MAHLI sol 930

Curiosity MAHLI sol 930
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Curiosity MAHLI sol 930

Curiosity MAHLI sol 930
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Uscendo da Garden City il rover si è imbattuto in una curiosa roccia dall'aspetto un po' lucido, chiamata "Kanosh", forse un residuo duro di una sorta di "tappo" roccioso che una volta ricopriva l'intera regione.

Curiosity Mastcam right sol 940 Kanosh anaglyph

Curiosity Mastcam right sol 940 Kanosh anaglyph
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

L'aspetto intrigante ha fatto sì che il team, nonostante Curiosity fosse già entrato nell'Artist’s Drive, tornasse indietro per ulteriori analisi.

Curiosity MAHLI sol 942

Curiosity MAHLI sol 942
Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

L'occasione è stata buona anche per riprendere un nuovo mosaico con il MAHLI delle vene di Garden City.

Mars : Mineral filled veins at Garden City (in context)

Mars: Mineral filled veins at Garden City (in context) sol 946
Credit: NASA / JPL / MSSS / Paul Hammond

Purtroppo Curiosity non ha potuto eseguire alcuna perforazione a Garden City a causa del terreno duro e della mancanza di una posizione stabile durante le operazioni con il braccio robotico. Tuttavia, aveva perforato tre target a Pahrump Hills: Confidence Hills (sol 759), Mojave2 (sol 882) e Telegraph Peak (sol 908). Il primo campione è stato quello maggiormente ricco di minerali argillosi ed ematite ed entrambi si formano in condizioni di bagnato. Mojave aveva più jarosite, un minerale ossidato contenente ferro e zolfo che si forma in condizioni acide; il terzo ed ultimo non ha praticamente evidenze di minerali argillosi, né di ematite, né di jarosite. Il campione presenta, invece, grandi quantità di cristobalite, che è una forma minerale della silice e contiene anche una piccola quantità di quarzo (un'altra forma di silice). Le spiegazioni potrebbero essere differenti per giustificare queste diversità: ad esempio, qualche processo potrebbe aver rimosso gli ingredienti, lasciando un arricchimento in silice; oppure, la silice disciolta potrebbe essere stata trasportata e consegnata da fluidi; o la cristobalite potrebbe essersi formata altrove, sedimentando successivamente in Telegraph Peak.

Lasciato quest'ultimo target, il team ha guidato il rover verso l'Artist's Drive per raggiungere livelli superiori.
Qui Curiosity ha iniziato a muoversi come un vero turista, collezionando scatti panoramici.

Curiosity sol 952

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS - Processing: Processing: M. di Lorenzo e K. Kremer

Nei piani ci sono lunghe guide in programma e ciò potrebbe significare anche collezionare altri nuovi danni sulle ruote.
Purtroppo il rover sta festeggiando i suoi 10 chilometri, raggiunti durante il sol 957, in un punto da cui non ha molta visuale così, come anticipato da Ryan Anderson, si sposterà il cima al crinale per guardare più lontano ed aiutare il team a pianificare le prossime unità di guida.

Curiosity Front Hazcam left sol 958

 Curiosity Front Hazcam left sol 958
Credit: NASA/JPL-Caltech

Curiosity NavCam sol 957

Curiosity NavCam sol 957
Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS - Processing: Processing: M. di Lorenzo e K. Kremer

Letto: 3455 volta/e Ultima modifica Sabato, 18 Aprile 2015 07:03
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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