Scritto: Martedì, 09 Dicembre 2014 06:32 Ultima modifica: Domenica, 04 Gennaio 2015 15:23

Nuova conferma: il cratere Gale era un antico lago


Il Monte Sharp, il tumulo di materiale che si innalza dal centro del cratere Gale per 5,5 chilometri, ha rappresentato fino ad oggi un bel mistero per i ricercatori.

Studi precedenti avevano messo in dubbio che la curiosa montagna si fosse formata con depositi lacustri e fluviali optando esclusivamente a favore dell'origine eolica. Ora, questa ipotesi non è del tutto smentita e trova spazio in uno scenario più complesso raccontato dalle osservazioni del rover della NASA Curiosity.

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Nuova conferma: il cratere Gale era un antico lago Credit: NASA/JPL-Caltech/ESA/DLR/FU Berlin/MSSS

Il Monte Sharp, il tumulo di materiale che si innalza dal centro del cratere Gale per 5,5 chilometri, ha rappresentato fino ad oggi un bel mistero per i ricercatori.

Studi precedenti avevano messo in dubbio che la curiosa montagna si fosse formata con depositi lacustri e fluviali optando esclusivamente a favore dell'origine eolica. Ora, questa ipotesi non è del tutto smentita e trova spazio in uno scenario più complesso raccontato dalle osservazioni del rover della NASA Curiosity, in base alle quali il Monte Sharp sarebbe un accumulo di depositi sedimentari che si ergono sul letto di un antico lago esistito decine di milioni di anni fa.

"Se la nostra interpretazione è corretta, allora il fatto che le condizioni calde e umide siano state solo transitorie, locali o solo sotterranee su Marte potrebbe essere messo in discussione", ha evidenziato Ashwin Vasavada, vice scienziato del progetto al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena.
"Una spiegazione radicale è che Marte avesse un'atmosfera più spessa in grado di alzare le temperature a livello globale".

I fianchi inferiori del Monte Sharp espongono centinaia di strati di roccia, tra depositi lacustri, fluviali e di origine eolica, a testimonianza di ripetuti episodi di piena ed evaporazione di un lago molto grande, esistito per lunghi periodi di tempo.

"Stiamo facendo progressi nel risolvere il mistero del Monte Sharp,", ha detto il project scientist John Grotzinger del California Institute of Technology di Pasadena, in California. "Dove c'è ora una montagna, poteva esserci una serie di laghi".

A dire il vero, questa idea non è nuova.
Oltre alle diverse prove locali a sostegno di ambienti abitabili, come i risultati sul primo campione di roccia marziana prelevato da Curiosity a Yellowknife Bay, o le rocce sedimentarie contenenti ghiaia di fiume vicino al sito di atterraggio Bradbury Landing, già a agiugno 2013 alcuni studi suggerivano che, eoni di anni fa, nel cratere esistevano tre profondi laghi: uno ad un livello più alto, avrebbe inizialmente riempito gran parte del cratere lasciando il Monte Sharp come una sorta di isola; un lago profondo fino a 650 metri sul lato sud del Monte Sharp; un terzo lago al livello delle boxwork (grandi strutture geologiche osservate dall'orbita), profondo 170 metri, sul lato settentrionale ed orientale del Monte Sharp.

Cratere Gale, laghi

Credit: NASA/JPL-Caltech

Secondo questa interpretazione, l'acqua sarebbe rimasta nel cratere sufficientemente a lungo tanto da saturare le pareti della montagna e del cratere. Il livello, poi, sarebbe sceso progressivamente, andando a riempire altre zone: una delle ultime ad asciugare, perciò, sarebbe stata proprio quella dove era atterrato Curiosity.
Di questo se ne parlò di nuovo, quasi esattamente un anno fa, in occasione dell'American Geophysical Union (AGU 2013) a San Francisco.

Ora, in un certo senso, la nuova visione unifica le teorie precedenti: il lago, almeno inizialmente, sarebbe stato esteso a tutto il cratere, in grado di riempirlo quasi completamente, alimentato dal deflusso della neve dal bordo nord. Il bacino sarebbe esistito più di tre miliardi di anni fa, con diversi cicli successivi di piene ed evaporazioni per decine di milioni di anni.

La ricostruzione in apertura è basata sulla conformazione attuale del cratere ma in passato il bordo era probabilmente più alto e meno eroso.

"La cosa grandiosa di un lago che si forma ripetutamente, più e più volte, è che ogni suo ritorno è come un nuovo esperimento che racconta quell'ambiente", ha detto Grotzinger.
"Questa è l'ipotesi sostenuta da quello che abbiamo osservato finora, il prossimo anno fornirà nuove prove".

Dopo che i sedimenti riempirono il Gale per alcune centinaia di metri, indurendosi in rocce stratificate, l'erosione e il vento scolpirono la montagna che ora vediamo al centro.

Da metà settembre, Curiosity sta studiando gli strati sedimentari più bassi del Monte Sharp, in una zona chiamata formazione Murray, considerato il punto di ingresso alle pendici della montagna.

Cratere Gale - Pahrump Hills (formazione Murray)

Cratere Gale - Pahrump Hills (formazione Murray)
Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Read 1505 times Ultima modifica Domenica, 04 Gennaio 2015 15:23
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Elisabetta Bonora Domenica, 01 Febbraio 2015 17:03 posted by Elisabetta Bonora

    Ciao Anakin,
    personalmente ritengo che l'inizio della vita, in qualunque luogo e tempo, non sia così semplice: deve esserci un bel mix di elementi e condizioni adatte e perché no, anche un pizzico di fortuna (che poi sarebbe casualità).
    Quando tutto questo si verifica, allora piccoli e semplici organismi potrebbero essere molto efficienti e rapidi nell'adattarsi (come ampiamente dimostrato). Di conseguenza, se su Marte la vita fosse davvero iniziata, allora potrebbe aver trovato le strategie necessarie a seguire l'evoluzione del pianeta, per molti anni se non addirittura fino ai giorni nostri, ma ho paura che dovremo aspettare di essere fisicamente lì prima di poter confermare o smentire veramente qualsiasi risultato.

  • Comment Link Lorenzo Anakin Martedì, 27 Gennaio 2015 10:45 posted by Lorenzo Anakin

    Se la vita senziente dipende dalla presenza di acqua, si potrebbe dire (quasi affermare) che solo intorno a circa 500 milioni di anni fa si poteva forse scorgere qualche forma di vita simile a quelle presenti sulla Terra.
    Eventuali fossili, quindi, avrebbero non meno di 500 milioni di anni.
    O si può azzardare che la vita su marte, qualora ci fosse stata, possa essere più recente.. tipo 300 mila annifa?
    Voi che ne pensate?

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