Il cratere Jezero è un luogo di Marte incredibilmente ventoso. Perseverance ha assistito a un numero incredibile di dust devil da quando è atterrato il 18 febbraio 2021. Ha ripreso centinaia di vortici di sabbia con le sue fotocamere ad alta risoluzione e registrato dati con la sua stazione meteorologica Mars Environmental Dynamics Analyzer (MEDA). Lo strumento include due sensori del vento che misurano velocità e direzione, oltre ad altri sensori che forniscono parametri come umidità, radiazione e temperatura dell'aria.

Uno dei sensori del vento è stato recentemente colpito dai ciottoli trasportati in alto dalle forti raffiche che si formano nel cratere Jezero ma MEDA può ancora può ancora funzionare e registrare dati, anche se con una sensibilità ridotta, ha detto José Antonio Rodriguez Manfredi, ricercatore principale di MEDA.

"In questo momento, le capacità del sensore sono ridotte ma fornisce comunque velocità e direzione", ha detto  Rodriguez Manfredi, uno scienziato del Centro Spagnolo di Astrobiologia di Madrid. "L'intero team sta ora risintonizzando la procedura di recupero per ottenere una maggiore precisione dalle letture del rivelatore non danneggiate".

L'entità del danno

I due sensori del vento su MEDA sono lunghi poco più di una decina di centimetri. Dato che il corpo del rover può influenzare le letture perché può deviare il vento e creare correnti d'aria con i suoi stessi movimenti, ciascuno dei due bracci è circondato da un totale di sei rivelatori individuali, per fornire una lettura accurata da qualsiasi direzione. Come tutti i sistemi a bordo del rover, anche questi sensori sono stati progettati pensando alla ridondanza "ma ovviamente, c'è un limite a tutto", ha detto Manfredi. E per uno strumento come MEDA, il limite è più impegnativo, poiché i sensori devono essere esposti alle condizioni ambientali per poter registrare i dati. Nel cratere Jezero il vento è più forte del previsto e solleva ciottoli più grandi del previsto, che hanno danneggiato alcuni elementi del rivelatore.

"Né le previsioni né l'esperienza che abbiamo avuto dalle missioni precedenti prevedevano venti così forti, né tanto materiale sciolto di quella natura", ha detto Manfredi.

La storia si ripete

La sorte dei sensori del vento sembra avere un destino segnato su Marte.

Un sensore del vento di Curiosity, facente parte del REMS (Rover Environmental Monitoring Station), rinase inattivo dal primo sol, probabilmente colpito da una pietrolina durante l'atterraggio. Tale situazione però non compromise la rilevazione dei dati nel corso della missione ma di certo, complicò le cose, a discapito di informazioni che sarebbero dovute essere più precise. L'altro rilevatore smise di funzionare nel 2016 a seguito di ulteriori danni all'elettronica verificatisi durante la seconda campagna alle dune di Bagnold.