Scritto: Mercoledì, 21 Luglio 2021 05:07 Ultima modifica: Mercoledì, 21 Luglio 2021 06:20

Perseverance inizia a cercare tracce di vita su Marte


Il rover della NASA Perseverance finalmente fa sul serio ed inizia a cercare, tra roccia e polvere, i migliori indicatori della presenza di vita passata su Marte.

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PIXL a bordo del rover Perseverance. Lo strumento è dotato di diodi luminosi che circondano l'apertura per scattare foto di bersagli rocciosi al buio. PIXL a bordo del rover Perseverance. Lo strumento è dotato di diodi luminosi che circondano l'apertura per scattare foto di bersagli rocciosi al buio. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Dopo aver trascorso circa cinque mesi in attività propedeutiche e di verifica della strumentazione, dal giorno dell'atterraggio il 19 febbraio 2021, finalmente Persy estende il suo braccio robotico di 2 metri ed inizia a catturare le prime letture scientifiche. Oltre ad analizzare porzioni di terreno utilizzando raggi X e luce ultravioletta, lo scienziato a sei ruote riprenderà delle macro, con il suo complesso sistema di fotocamere, di minuscoli segmenti di superfici rocciose che potrebbero mostrare prove di attività microbica passata.

PIXL (Planetary Instrument for X-ray Lithochemistry) "ha fornito risultati scientifici inaspettatamente forti mentre era ancora in fase di test", ha affermato Abigail Allwood, ricercatrice principale dello strumento presso il JPL.
Posizionato all'estremità del braccio, è un spettrometro a fluorescenza a raggi X "microfocus", che misura rapidamente la chimica elementare su scale sub-millimetriche focalizzando un fascio di raggi X in un minuscolo punto della roccia o del suolo bersaglio e analizzando la fluorescenza a raggi X indotta. PIXL ha sparato i suoi primi raggi X su un piccolo bersaglio di calibrazione a bordo di Perseverance ed è stato in grado di determinare la composizione della polvere marziana attaccata sul target.
"Abbiamo ottenuto la nostra migliore analisi della composizione della polvere marziana prima ancora che guardasse una roccia", ha detto Allwood. Ma questo è solo un piccolo assaggio di cosa PIXL, combinato anche con gli altri strumenti, è in grado di fare.

PIXL perseverance rock mapQuesti dati mostrano le sostanze chimiche rilevate all'interno di una singola roccia su Marte, grande quanto un francobollo, da PIXL
Crediti: NASA/JPL-Caltech

Gli scienziati affermano che il cratere Jezero era un lago vulcanico miliardi di anni fa, prosciugato da tempo. Ora il rover si sta ora facendo strada sul suo pavimento ossidato e fratturato (per aggiornamenti costanti sulla posizione del rover, si veda il nostro Mission Log).

Per ottenere un profilo dettagliato delle trame, dei contorni e della composizione della roccia, le mappe PIXL delle sostanze chimiche ipossono essere combinate con le mappe dei minerali prodotte dallo strumento SHERLOC (Scanning Habitable Environments with Raman & Luminescence for Organics and Chemicals) e dal suo partner, WATSON (Wide Angle Topographic Sensor for Operations and eNgineering).
SHERLOC, montato sul braccio robotico del rover, utilizza telecamere, spettrometri e un laser per cercare sostanze organiche e minerali che sono state alterate da ambienti acquosi e possono essere segni di vita microbica passata. È il primo spettrometro UV Raman atterrato sulla superficie di Marte. Il suo assitente, WATSON, acquisisce immagini in primo piano che forniscono agli scienziati informazioni sulla granulometria, sulla rotondità e sulla consistenza della roccia.

perseverance watson sol 88 copy

Un primo piano ripreso dalla fotocamera Watson nel sol 88. (https://flic.kr/p/2m1jEPw)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

I primi piani di WATSON hanno già fornito una serie di dati sulle rocce marziane, come la varietà di colori, dimensioni dei grani nel sedimento e persino la presenza di "cemento" tra i grani stessi. Tali dettagli possono fornire importanti indizi sulla storia del sedimento, sul flusso d'acqua e sugli antichi ambienti marziani potenzialmente abitabili. E combinati con quelli di PIXL, permettono di ricavare un'istantanea ambientale e persino storica più ampia del cratere Jezero.

SHERLOC e WATSON usano il Advanced Context Imager (ACI) una fotocamera che contestualizza il target e ricorda molto il Microscopic Imager del rover Spirit e Opportunity.

perseverance aci sol 141

 Uno stack ottenuto con le ultime immagini ACI, sol 141 (https://flic.kr/p/2mbvUW2)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Di cosa è fatto il fondo del cratere? Come erano le condizioni sul fondo del cratere?" si chiede Luther Beegle del JPL, principale ricercatore di SHERLOC. “Questo ci dice molto sui primi giorni di Marte e potenzialmente su come si è formato il pianeta. Se abbiamo un'idea di com'è stata la storia di Marte, saremo in grado di capire il potenziale per trovare prove di vita".

 

Il team scientifico

Sebbene Perseverance abbia notevoli capacità autonome su Marte, centinaia di scienziati sono coinvolti nell'analisi dei risultati e nella pianificazione di ulteriori indagini sulla Terra.
"Ci sono quasi 500 persone nel team scientifico", ha detto Beegle. "Il numero di partecipanti a ogni azione del rover è dell'ordine di 100. È bello vedere che questi scienziati si accordano nell'analizzare gli indizi, dare priorità a ogni passaggio e mettere insieme i pezzi del puzzle scientifico del Jezero".

Uno dei punti cruciali della missione sarà quando il rover inizierà a riempire i tubi campione per un successivo ritorno sulla Terra.
Nonostante decenni di indagini sulla questione della vita potenziale, il Pianeta Rosso ha ostinatamente mantenuto i suoi segreti.
"Mars 2020, a mio avviso, è la migliore opportunità che avremo nella nostra vita per affrontare questa domanda", ha affermato Kenneth Williford, scienziato del progetto Perseverance.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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