Scritto: Venerdì, 23 Ottobre 2015 20:13 Ultima modifica: Venerdì, 23 Ottobre 2015 21:12

ExoMars 2018 potrebbe atterrare in Oxia Planum


Lander e rover della missione ExoMars, dell'Agenzia Spaziale Europea ESA e russa Roscosmos, potrebbero atterrare in Oxia Planum quando toccheranno il suolo di Marte a gennaio 2019.

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Oxia Planum Oxia Planum Copyright ESA/DLR/FU Berlin & NASA MGS MOLA Science Team

ExoMars, che fa parte del Programma Aurora, si sviluppa in due fasi: la prima inizierà nel 2016 con l'invio di una sonda, il Trace Gas Orbiter (TGO), che resterà nell'orbita di Marte per studiare la presenza di metano ed altri gas nell'atmosfera del pianeta, e di un modulo dimostrativo di entrata, discesa ed atterraggio, Schiaparelli (così chiamato in onore dell'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli); mentre la seconda parte della missione inizierà a maggio 2018 con il lancio della Rover and Surface Platfor che toccherà il suolo marziano a gennaio 2019, quando un lander russo rilascerà sulla superficie un rover europeo.

La ricerca di un sito di atterraggio era iniziata nel 2013 e Oxia Planum  era uno dei quattro siti candidati presentati ad ottobre 2014, ora in cima alla lista dopo un anno di valutazioni dei pro e dei contro.

L'obiettivo primario del rover è la ricerca di prove di vita marziana, passata o presente, in una zona con antiche rocce, dove era presente acqua liquida. Dotato di un trapano in grado di estrarre campioni fino a due metri di profondità potrebbe accedere ad un nuovo modo sotterraneo, protetto dalle radiazioni e dai raggi cosmici che imperversano in superficie. 

Tutti e quattro i siti, Mawrth Vallis, Oxia Planum, Hypanis Vallis e Aram Dorsum, sono stati influenzati dall'acqua in passato ed è probabile che conservino le prove dell'antica storia del pianeta.
Tutte le posizioni offrono la possibilità di atterrare in un sito scientificamente interessante o di averne uno a disposizione entro un chilometro dal punto di atterraggio, con numerosi target accessibili entro i 2 chilometri previsti pari a 218 giorni marziani.
Tutti i siti, però, devono garantire anche una discesa ed un atterraggio sicuro, per condizioni meteo, venti e topografia del suolo.
Sulla base di queste considerazioni, Oxia Planum è stato consigliato come scelta primaria.

Si trova a 18.20° N, 335,45° E, poche centinaia di chilometri a sud-ovest di Mawrth Vallis e ad est di Chryse Planitia.
La regione è più erosa verso il confine tra l'altopiano e la pianura ed è caratterizzata da antichi crateri e molti canali di deflusso che sezionano l'area verso Chryse Planitia. Diverso conoidi alluvionali caratterizzano lo sbocco delle valli.

L'ellisse di atterraggio si trova all'interno di un bacino poco profondo, all'uscita del sistema Coogoon Valles.
Ha l'asse maggiore di 104 chilometri e l'asse minore di 19 chilometri, con pochissimi ostacoli topografici o pendenze impegnative, poca polvere e superficie liscia.

La regione è stata scelta per le esposizioni di filosilicati ricchi di ferro e magnesio, probabilmente collegati ai depositi ricchi di argilla intorno a Mawrth Vallis.
Qui la crosta ha subito un'intensa erosione 3,6 miliardi di anni fa: è ricoperta da uno strato scuro, forse di origine vulcanica, ma i filosilicati appaiono poco alterati perché esposti solo di recente (negli ultimi 100 milioni di anni).

Valli sinuose, lunghe centinaia di chilometri, sono presenti dentro ed intorno all'ellisse ma non sembrano essere parti di un sistema fluviale. Si presentano piuttosto come il risultato di deboli flussi di terra locali.
La parte orientale del sito candidato è caratterizzata da una zona di depositi a forma di ventaglio, 15 per 21 chilometri, che potrebbe essere un antico delta o un conoide alluvionale.

Il potenziale di biosignature in questa regione è simile a quello della Mawrth Vallis: gli antichi affioramenti argillosi potrebbero essersi formati in condizioni di bagnato ed aver ospitato vita microbica, conservata nei sedimenti a grana fine.

"Rispetto alle missioni precedenti, in cui la scelta del sito di atterraggio si basava principalmente sulla morfologia, ora siamo in una posizione migliore per capire la mineralogia dei vari posti", ha detto Jorge Vago, project scientist all'ESA. "Questo ci mette nella giusta posizione per scegliere i siti che offrono l'accesso al più antico ed incontaminato materiale del Marte primordiale, rappresentativo di tutto il pianeta".

"E' stata una decisione difficile vista la qualità dei siti candidati ma non vediamo l'ora di passare alla prossima fase di analisi mentre ci avviciniamo al lancio della nostra entusiasmante missione: il nostro rover cercherà biosegnature molecolari nel sottosuolo per la prima volta".

Il sito verrà confermato definitivamente dall'ESA e dal Roscosmos sei mesi prima del lancio.

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Letto: 1702 volta/e Ultima modifica Venerdì, 23 Ottobre 2015 21:12
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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