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Lunedì, 28 Luglio 2014 05:25

Tre gioviani caldi più aridi del previsto

Un team internazionali di astronomi, utilizzando i dati del telescopio spaziale Hubble, ha studiato il vapore acqueo contenuto nelle atmosfere dei pianeti extrasolari in orbita intorno a stelle simili al Sole.

I tre pianeti presi in esame sono HD 189733b, HD 209458b, e WASP-12b, distanti tra i 60 e i 900 anni luce da noi.

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Kepler-421b è il nuovo pianeta extrasolare, scoperto tra i dati rilevati dal telescopio della NASA Kepler, con l'intervallo dil transito più lungo mai osservato: un anno su Kepler-421B dura 704 giorni terrestri.

"Trovare Kepler-421B è stato un colpo di fortuna", ha dichiarato l'autore dello studio David Kipping, del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts.
"Più lontano arriva un pianeta dalla sua stella e più è difficile rilevarne il transito dalla Terra".

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Nuovi modelli sui pianeti extrasolari simili alla Terra, in orbite particolarmente difficili, dimostrano che le forze di marea rappresentano uno degli elementi chiave per la loro sopravvivenza.

Un mondo potenzialmente abitabile, infatti, che orbita alla giusta distanza dalla propria stella perché possa esistere acqua allo stato liquido sulla sua superficie, potrebbe essere disturbato dalla presenza di un gigante gassoso, che renderebbe impossibile la vita. Ma l'attrito genera calore e, anche se il calore a volte è distruttivo, la giusta quantità è un punto a favore per creare condizioni favorevoli di abitabilità.

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Negli ultimi anni, la ricerca di pianeti extrasolari potenzialmente abitabili ha fatto passi da gigante ma non abbastanza. Siamo in grado di scoprire mondi simili alla Terra, nella zona abitabile della loro stella, dove l'acqua liquida potrebbe esistere ma i nostri strumenti non sono abbastanza potenti da confermare la presenza di vita.

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Gliese 832 è una delle stelle della costellazione della Gru, una costellazione meridionale, a soli 16 anni luce da noi.
E' una nana rossa, grande circa la metà del nostro Sole per massa e raggio e, in una notte con buona visibilità, potrebbe essere osservata con un telescopio amatoriale. 

Da ieri questa stella, già nota per ospitare un pianeta gioviano freddo, Gliese 832b, scoperto nel 2009, è diventata sicuramente più popolare perché un gruppo di astronomi ha annunciato di aver individuato un pianeta, Gliese 832c, nella sua orbita che potrebbe essere uno dei miglior candidati per supportare la vita.

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Ieri gli astronomi hanno annunciato la scoperta di un nuovo tipo di pianeta roccioso, 17 volte più massiccio della Terra. Un mondo che sfida le teorie sulla formazione planetaria.

"Siamo rimasti molto sorpresi quando abbiamo capito quello avevamo davanti", ha dichiarato l'astronomo Xavier Dumusque del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA), che ha condotto le ultime analisi.

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Un gigante gassoso è stato recentemente aggiunto alla breve lista di pianeti extrasolari individuati tramite fotografia diretta.

Il merito va ad un gruppo di ricerca internazionale, guidato da Marie-Ève Naud, uno studente di dottorato del Department of Physics all'Université de Montréal, che ha scoperto il pianeta combinando le osservazioni del Gemini Observatories, dell'Observatoire Mont-Mégantic (OMM), del Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT) e del W.M. Keck Observatory.

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Utilizzando i dati del telescopio della NASA Kepler, che ad oggi ha contribuito ad identificare oltre 1500 pianeti extrasolari confermati, gli astronomi hanno scoperto il primo pianeta delle dimensioni della Terra nella zona abitabile del suo sistema, ossia alla giusta distanza dalla propria stella per cui sulla sua superficie possa esistere acqua allo stato liquido.

Kepler-186f, questo è il nome del nuovo mondo confermato, non è il primo pianeta extrasolare noto a trovarsi nella fascia abitabile ma finora tutti erano un po' più grandi della Terra (almeno del 40%).

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Un team di astronomi potrebbe aver individuato la prima esoluna rocciosa in orbita intorno ad un pianeta alieno, un gigante gassoso tipo Giove.

La scoperta però non è stata confermata e probabilmente non lo sarà mai dato che risale ad un incontro casuale ed unico di oggetti della nostra Galassia osservato nel 2011.

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Negli ultimi 20 anni, la ricerca dei pianeti extrasolari ha accelerato particolarmente grazie ad importanti missioni, come Kepler della NASA che proprio mercoledì scorso ha annunciato 715 nuovi pianeti exstrasolari confermati in un sol colpo.

Numerosi mondi, a prima vista, sono simili alla Terra e alcuni si trovano nella cosiddetta zona abitabile, ossia alla giusta distanza dalla loro stella madre, affinché possa esistere acqua allo stato liquido sulla loro superficie.

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