Martedì 21 Novembre 2017
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Così crescono i ragni su Marte

Queste cinque immagini riprese dalla fotocamera HiRISE a bordo della sonda MRO mostrano l'evolversi di queste curiose caratteristiche marziane chiamate "spiders" (ragni), dovute allo scongelamento stagionale del ghiaccio di anidride carbonica accumulato nelle regioni polari del pianeta.
Queste cinque immagini riprese dalla fotocamera HiRISE a bordo della sonda MRO mostrano l'evolversi di queste curiose caratteristiche marziane chiamate "spiders" (ragni), dovute allo scongelamento stagionale del ghiaccio di anidride carbonica accumulato nelle regioni polari del pianeta. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Sono delle incredibili caratteristiche che si formano in primavera ed in estate in diverse regioni di Marte a causa dell'erosione dell'anidride carbonica ghiacciata. Sono note come "spiders", cioè "ragni", perché sembrano avere un corpo centrale e lunghe zampe.

Le fotocamere a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ne hanno fotografati tantissimi esempi ma ora i ricercatori sono stati in grado di documentarne la nascita.
Tutto inizierebbe dalla formazione di depressioni e canali a forma di stella, versioni infantili dei ragni che possono arrivare a decine o centinaia di metri.

"Abbiamo visto per la prima volta delle caratteristiche più piccole sopravvivere ed estendersi di anno in anno e da qui iniziare i ragni più grandi", ha detto nel report Ganna Portyankina dell'Università del Colorado.
"Queste si trovano nelle zone con dune di sabbia quindi non sappiamo se continueranno a crescere o spariranno ricoperte".

Spiders marziani

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

La sabbia, dunque, sembra essere un fattore determinante per la formazione degli spiders.
Da quando le sonde sono in orbita attorno al Pianeta Rosso è stata osservata solo la crescita delle zampe ma l'intero processo di erosione necessario per scolpire un "ragno tipico" può richiedere migliaia di anni marziani, secondo Portyankina ed il suo team.

Anche se Marte assomiglia ad alcune zone desertiche della Terra, queste caratteristiche sono uniche perché causate dall'anidride carbonica ghiacciata, o ghiaccio secco, che in natura non esiste sul nostro pianeta.
Hugh Kieffer, dello Space Science Institute, aveva spiegato il processo già nel 2007: il calore del Sole penetra nel ghiaccio riscaldando il terreno sottostante ed il gas intrappolato allo stato solido; la pressione aumenta fino a quando non si forma una crepa nello strato ghiacciato ed il gas congelato sublima, eruttando e raccogliendo particelle di sabbia e polvere; questa sorta di geyser erode il suolo mentre alcuni granelli ricadono nelle crepe fornendo al ragno una colorazione.

Present-day erosion of Martian polar terrain by the seasonal CO2 jets [abstract]

Here we report on the detection of new dendritic troughs created by the seasonal CO2 jet activity over several Martian years. According to Kieffers hypothesis (Kieffer, 2007) in Martian polar areas seasonal CO2 ice sublimation creates gas jets that deposit fans of mineral dust and sand on top of the CO2 ice. These jets and the related sub-ice gas flows are believed to carve troughs in the underlying polar deposits which, after multiple repetitions of this process throughout Martian spring seasons, create araneiform terrains.

The High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) on the Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) detected the new troughs during its campaign for seasonal monitoring of the polar areas. The newly detected dendritic troughs are small shallow branching troughs (≈ 1.4 m wide) similar to the seasonal furrows previously detected in the northern hemisphere (Bourke, 2013). The essential difference between the new troughs and furrows lies in the fact that the troughs in the south are persistent while the northern furrows are erased each Martian year by the sand movement due to summer winds. From year to year the new southern troughs extend and develop new tributaries and their overall geometry turns from linear to dendritic, a characteristic shared with araneiform terrains. We believe that furrows have the same origin as the southern dendritic troughs but do not develop into dendritic shapes because of the high mobility of the dune material into which they are carved. Several locations where new dendritic troughs are observed lie in the vicinity of dunes. This gives us an observational indication that presence of erosive sand material is an important factor in creating (or at least starting) erosive processes that lead to the formation of dendritic troughs. By extrapolation the same mechanism should be acting to create the much larger araneiform terrains. Detection of the present day erosion working in polar areas and creating new topographical features is important for understanding of the processes that shape polar areas. Several years of HiRISE observations provide us with the information about the current rate of erosion and hence help estimate minimum ages of the araneiforms and the surface into which they are carved to be 1.3 × 103 Martian years.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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