Scritto: Lunedì, 30 Marzo 2015 05:33 Ultima modifica: Lunedì, 30 Marzo 2015 22:09

Cicatrici marziane


La sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) aveva ben documentato la discesa di Curiosity su Marte nell'agosto 2012 e la zona di atterraggio con diverse osservazioni successive. In ogni scena ripresa, le componenti del Mars Science Laboratory (MSL) mostrano una zona scura intorno al punto d'impatto, dove la polvere superficiale è stata scalzata via. Queste caratteristiche sono state monitorate dagli scienziati.

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L'impato dello Sky Crane ripreso dalla fotocamera HiRISE a bordo della sonda della NASA MRO L'impato dello Sky Crane ripreso dalla fotocamera HiRISE a bordo della sonda della NASA MRO Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Curiosity - scena dell'atterraggio

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

La fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) ha osservato il luogo di atterraggio per oltre due anni, documentando il tasso di dissolvenza di queste aree scure. La maggior parte non sembra aver seguito un ritmo omogeneo ed alcune, dopo un progressivo indebolimento, sono diventate scure di nuovo.

Le immagini hanno monitorato le variazioni delle zone in cui quattro componenti di MSL hanno toccato il suolo, dal 6 agosto 2012 fino ad un mese fa.

La prima sequenza, qui sotto, mostra il punto di impatto dello Sky Crane, che era stato utilizzato per un "atterraggio morbido" del rover sulla superficie. Fino ad un certo punto, la macchia scura sembra svanire coerentemente ma nell'ultima immagine, ripresa a febbraio 2015, riemerge di nuovo, indicando che i processi responsabili del movimento della polvere sulla superficie di Marte non sono ancora ben compresi.

Zona d'impatto dello Sky Crane

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona / Elisabetta Bonora

La seconda animazione, riprende la back shell e il paracadute, il cui movimento sotto l'azione dei venti marziani era già stato documentato; la successiva mostra il punto di contatto del rover; l'ultima documenta l'impatto dello scudo termico.

Zona di impatto: back shell e paracadute

Zona d'impatto - Curiosity

Zona d'impatto - scudo termico

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona / Elisabetta Bonora

"I veicoli spaziali come Curiosity creano questi pattern scuri dove la polvere più chiara viene spazzata via durante lo sbarco", ha detto Ingrid Daubar, scienziato del team HiRISE al Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, California.
"Ci aspettavamo di vederli svanire man mano che il vento spostava la polvere intorno nei mesi ed anni dopo l'atterraggio, ma siamo stati sorpresi di vedere che il tasso di cambiamento non sembra essere coerente".

Lo scopo di queste osservazioni ripetute era modellare la dissolvenza per determinare in quanto tempo queste cicatrici sulla superficie del pianeta, che vengono utilizzate anche per rilevare e studiare i recenti impatti meteorici, avessero impiegato per scomparire. Inoltre, poiché la superficie scura reagisce diversamente da quella chiara (scalda di più quando è illuminata dal Sole), comprendere tali comportamenti è di fondamentale importanza per la prossima missione InSight, il cui lancio è previsto a marzo 2016. InSight implementerà una sonda di calore che penetrerà in profondità nel terreno per monitorare il calore proveniente da l'interno del pianeta.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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