Scritto: Venerdì, 02 Agosto 2013 05:37 Ultima modifica: Lunedì, 19 Gennaio 2015 05:57

Tracce d'acqua nei deserti marziani


La sonda dell'ESA Mars Express, in orbita intorno a Marte, il 15 gennaio scorso, ha ripreso le immagini di uno dei deserti marziani, pochi gradi a sud dell'equatore, una regione senza nome poco più a nord di un antico alveo conosciuto come Tagus Valles e ad est di Tinto Valles e del cratere Palos.

Rate this item
(0 votes)
Tracce d'acqua nei deserti marziani Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

I crateri in quella zona erano, una volta, pieni di acqua e sedimenti: con il tempo si sono prosciugati ma oggi le tracce del loro passato sono ancora ben visibili.

Il cratere di 34 chimetri di diametro, in alto a sinistra nell'immagine in apertura, forse è quello che maggiormente richiama l'attenzione per il suo interno caotico.
Qui, blocchi ampi e piatti, chiamati mesa [1], si affiancano a caratteristiche forme di origine eolica, chiamate yardang [2].

Entrambi, mesa e yardang, sono scolpiti dai sedimenti che hanno riempito il cratere, depositati nel corso di uno o più eventi di piena.
Nel corso del tempo, i sedimenti più deboli sono stati erosi, lasciando il modello casuale che vediamo oggi, formato dai soli blocchi più resistenti.

Un'ulteriore prova del passato acquoso di questo cratere è nel piccolo e tortuoso canale, tipo fiume, in alto a destra.

Altri indizi sono visibili nel cratere, di 20 chilometri di diametro, poco più in  basso a destra nell'immagine principale: mentre la sua forma è stata stato quasi completamente cancellata dal tempo, è ancora ben visibile un canale al centro della scena.

Dalla vista prospettica che segue, è evidente che all'interno del cratere vicino si sono verificate numerose frane, forse facilitate dall'acqua che ha indebolito le pareti del cratere stesso.
I solci sui lati del cratere sono stati disegnati dal rotolamento delle rocce e un accumulo di detriti è ben visibile al centro del cratere.

Mars Express Tagus Valles 3D

Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

Nella parte inferiore, a destra, dell'immagine di apertura, notiamo invece una serie di crateri piatti comunicanti, mentre all'interno del cratere più grande è presente un cratere più piccolo con deposito di detriti. Il materiale espulso deve appartenere alle fasi della sua formazione e si nota come i detriti, probabilmente aiutati dall'acqua, abbiano creato un'area dall'aspetto fluido, intorno ai bordi del cratere.

Ma non è stata solo l'acqua a modellare questa regione di Marte: le eruzioni vulcaniche devono aver fatto la loro parte. La storia si nota dagli strati di cenere più scura che hanno "macchiato" la superficie. Probabilmente il materiale vulcanico arriva dalla zona Elysium a nord-est, distribuito poi dal vento, in parte sotterrato nei secoli e in parte di nuovo portato alla luce dall'erosione.

Fonte: http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Mars_Express/Water_in_a_martian_desert

NOTE
[1Mesa: per mesa (spagnolo, portoghese e sardo logudorese per "tavolo") si intende un'area di terreno sopraelevata dalla cima piatta e che possiede solitamente pareti lisce e verticali. Il nome è chiaramente ispirato alla forma simile alla superficie di un tavolo.
È una caratteristica geologica tipica degli ambienti di tipo arido.
Si formano in zone dove le rocce vengono sollevate da movimenti tettonici.
[2Yardang: forma di modellamento eolico, consistente in un labirinto di costolature più o meno acuminate, separate da solchi a fondo svasato e profondi alcuni metri.

Read 1998 times Ultima modifica Lunedì, 19 Gennaio 2015 05:57
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

  • NEO News

    Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre (ore 20.30)

Log: Missioni e Detriti

  • Rilevazione di Onde Gravitazionali
    Rilevazione di Onde Gravitazionali

    Stato della rivelazione di probabili Onde Gravitazionali da parte di Virgo e Ligo (aggiornato al 4 Dicembre) Hot!

  • ISS height
    ISS height

    Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale.

    Aggiornamento del 1/12 [Last update: Dec,01]

  • Hayabusa 2 operations
    Hayabusa 2 operations

    Le manovre della sonda giapponese intorno a Ryugu (aggiornato il 30/11/19).

  • HST orbit
    HST orbit

    Hubbe Space Telescope orbit monitor.

    Aggiornamento del 1/12 [Last update: Dic,01].

  • Insight statistics
    Insight statistics

    Meteorologia e numero di immagini trasmesse dal lander geologo [aggiornato al 5/12 - Sol 363]

  • OSIRIS REx operations
    OSIRIS REx operations

    Le manovre della sonda americana intorno a Bennu (aggiornato il 13/8/19).

  • Curiosity odometry
    Curiosity odometry

    Statistiche sulla distanza percorsa, posizione, velocità e altezza del rover Curiosity.

    Aggiornato il 28 Novembre [updated on Nov,28]

HOT NEWS