Scritto: Sabato, 10 Ottobre 2020 09:03 Ultima modifica: Sabato, 10 Ottobre 2020 16:47

Marte: individuato un sistema di laghi ghiacciati e salati al polo sud


Secondo i più recenti dati inviati dalla sonda dell'ESA Mars Express, sotto la superficie, al polo sud di Marte, sarebbe presente un sistema di (almeno) quattro laghi di acqua liquida salata.

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Questa mappa radar di MARSIS mostra 4 laghi sotterranei - 1 grande e 3 piccoli, colorati in blu - sotto il polo sud del Pianeta Rosso. Questa mappa radar di MARSIS mostra 4 laghi sotterranei - 1 grande e 3 piccoli, colorati in blu - sotto il polo sud del Pianeta Rosso. Crediti: ESA/ Ars Technica Image via ESA/ Ars Technica - Processing: Marco Di Lorenzo

Nel 2018, l'orbiter aveva trovato le prime prove di acqua liquida al di sotto della calotta polare meridionale del pianeta. L'annuncio era stato entusiasmante (un po' come la fosfina su Venere!). Un lago sotto il suolo marziano che potrebbe, forse, sostenere la vita. Ora, dati aggiuntivi da Mars Express non solo hanno confermato quel lago, ma indicano la presenza di altri tre bacini più piccoli nelle immediate vicinanze del primo. La scoperta è stata pubblicata su Nature Astronomy il 28 settembre 2020.

La rilevazione di acqua liquida da parte del Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding (MARSIS) alla base dei depositi stratificati del polo sud in Ultimi Scopuli ha rinvigorito il dibattito sull'origine e la stabilità dell'acqua liquida alle attuali condizioni marziane. Per stabilire l'estensione dell'acqua subglaciale in questa regione, abbiamo acquisito nuovi dati, ottenendo una copertura radar estesa sull'area di studio. Qui, presentiamo e discutiamo i risultati ottenuti da un nuovo metodo di analisi del set di dati MARSIS completo, basato su procedure di elaborazione del segnale solitamente applicate alle calotte polari terrestri. I nostri risultati rivendicano e rafforzano la rilevazione di un corpo idrico liquido presso Ultimi Scopuli e indicano la presenza di altre zone umide nelle vicinanze. Suggeriamo che le acque siano salamoie ipersaline perclorate, note per la loro formazione nelle regioni polari marziane, che si ritiene sopravvivano per un lungo periodo di tempo su scala geologica a temperature inferiori all'eutettica.

La prima rilevazione si era basata solo su 29 osservazioni fatte dal 2012 al 2015. L'ultimo studio, invece, ha utilizzato un set di dati più ampio comprendente 134 osservazioni dal 2012 al 2019.
"Abbiamo identificato lo stesso specchio d'acqua, ma abbiamo anche trovato altri tre specchi d'acqua attorno a quello principale", ha affermato la scienziata planetaria Elena Pettinelli dell'Università di Roma, co-autrice dell'articolo. "È un sistema complesso".

MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) è un radar sounder, utilizzato per scandagliare sia il sottosuolo che la ionosfera marziana, il primo nel suo genere inviato su Marte.
Lavora ad un'altitudine di 800 chilometri sopra la superficie per analizzare il sottosuolo ed a 1.200 chilometri per studiare la ionosfera.
Nella sua modalità operativa standard, lo strumento è in grado di effettuare misurazioni su bande larghe 1 MHz centrate a 1,8, 3,0, 4,0 e 5,0 MHz.
È costituito da tre antenne che trasmettono segnali radio verso il pianeta: due bracci (dipolo) di 20 metri e un terzo braccio (monopolo) di 7 metri perpendicolare rispetto ai primi due.

È in grado di osservare il sottosuolo fino a 5 chilometri di profondità e di lavorare come altimetro.
Le onde radio rimbalzano su Marte e MARSIS misura il tempo necessario affinché il segnale torni indietro, le variazioni e la potenza dopo la riflessione. Ogni valore restituito è indice di un determinato materiale.
Quando gli echi di ritorno vengono analizzati e trasformati in grafico, quello che si ottiene è una specie di sezione bidimensionale del sottosuolo, chiamata "radargramma".

Il team ha rilevato alcune aree ad alta riflettività che dovrebbero indicare corpi di acqua liquida intrappolati sotto più di un chilometro di ghiaccio marziano.

I laghi si estendono su circa 75.000 chilometri quadrati. Il più grande, centrale, misura 30 chilometri di diametro ed è circondato da 3 bacini più piccoli, ciascuno di pochi chilometri di larghezza.

Mars subsurface lake south pole Mars Express

La posizione dei laghi sotterranei vicino alla calotta polare meridionale.
Crediti: ESA/ NASA/ Viking

Sulla superficie di Marte, la bassa pressione che deriva dalla mancanza di un'atmosfera, rende "impossibile" l'acqua allo stato liquido. Ma gli scienziati ritengono che potrebbe esserci acqua intrappolata sotto la superficie del pianeta, forse un residuo di quando l'ambiente era ospitale miliardi di anni fa.  Se tali serbatoi esistono, potrebbero essere potenziali habitat per la vita marziana perché sulla Terra, la vita è in grado di sopravvivere nei laghi subglaciali in luoghi come l'Antartide. Tuttavia, si pensa che il calore residuo all'interno del pianeta, non possa essere sufficiente a mantenere le acque sotterranee allo stato liquido. Per cui, tutti i laghi sotterranei su Marte devono avere un contenuto di sale ragionevolmente elevato che ne impedisca il congelamento. E questo potrebbe essere un problema per l'abitabilità.

Se i laghi avessero un contenuto di sale fino a circa 5 volte quello dell'acqua di mare, allora potrebbero sostenere la vita. Ma i valori simulati dagli scienziati indicano una concentrazione di sale 20 volte superiore a quella degli oceani terrestri. E, a queste condizioni, "la vita non è più presente", ha affermato John Priscu, scienziato ambientale presso la Montana State University di Bozeman.

Oltre a questo problema, c'è anche un po' di diffidenza. Sebbene l'ultima scoperta supporti l'osservazione del 2018 e includa molti più dati, non tutti sono convinti che le regioni identificate siano acqua liquida.
"Se il materiale luminoso è davvero acqua liquida, penso che sia più probabile che rappresenti una sorta di fango o melma", ha commentato Mike Sori, geofisico planetario presso la Purdue University di West Lafayette, Indiana. Jack Holt, scienziato planetario presso l'Università dell'Arizona a Tucson, ritiene che nonostante gli ultimi dati siano coerenti, non è sicuro dell'interpretazione: "Non credo che ci siano laghi", ha detto Holt, che fa parte del team scientifico del Mars Shallow Radar (SHARAD) del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. "Non c'è abbastanza flusso di calore per sostenere una salamoia qui, anche sotto la calotta di ghiaccio".

Forse, la missione cinese Tianwen-1 potrà fornire altre informazioni. La sonda entrerà nell'orbita marziana a febbraio 2021 e, oltre a dispiegare un rover sulla superficie, l'orbiter trasporterà una serie di strumenti scientifici, tra cui un radar le cui capacità sono simili a MARSIS e SHARAD. Per il momento, la prospettiva che questi laghi siano i resti del passato umido di Marte rimane una possibilità eccitante. "Potrebbe esserci stata molta acqua su Marte", ha detto Pettinelli. "E se c'era l'acqua, c'era una possibilità di vita".

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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