Scritto: Domenica, 14 Aprile 2013 16:49 Ultima modifica: Lunedì, 19 Gennaio 2015 05:59

Due crateri esplosivi su Marte by ESA Mars Express


Potenti esplosioni sotterranee, che hanno coinvolto grandi quantità di ghiaccio, devono aver caratterizzato la formazione dei due crateri in un altopiano nella regione di Thaumasia Planum, a sud della Valles Marineris, il più grande canyon del nostro Sistema Solare, osservati dalla sonda europea Mars Express il 4 gennaio scorso

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Due crateri esplosivi su Marte by ESA Mars Express Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

Thaumasia Planum

Credit: NASA MGS MOLA Science Team

A guardarli bene sembrano proprio due crateri gemelli: quello più settentrionale è stato chiamato Arima, mentre quello meridionale è ancora senza nome. Sono poco più larghi di 50 chilometri e condividono una complessa struttura interna: diverse terrazze sono crollate dalle pareti laterali su un pavimento piano ma forse la caratteristica più evidente, è una sorta di pozzo centrale.

Crateri di questo tipo sono molto comuni su Marte e nel Sistema Solare ma come si sono formati?

Quando un asteroide colpisce la superficie rocciosa, entrambi sono compressi a densità elevate.
Subito dopo l'impatto, l'area compressa viene depressurizzata rapidamente, esplodendo con impeto.

In impatti a bassa energia, si ha come risultato un semplice cratere a forma di scodella ma negli eventi più violenti, i crateri più grandi si formano in modo complesso e presentano singolari peculiarità come picchi centrali o pozzi.

La buca centrale potrebbe formarsi quando la roccia o il ghiaccio sciolto durante l'impatto defluisce attraverso le fratture sotto il cratere lasciando una fossa, oppure potrebbe crearsi quando il ghiaccio viene rapidamente riscaldato sotto la superficie e vaporizza con un'esplosione.
Il risultato dovrebbe essere quello di un buco circondato da detriti.
I pozzi sono in genere al centro dei crateri principali dove l'impatto ha sfogato maggior energia.

Anche se i due crateri ripresi dalla sonda dell'ESA Mars Express sembrano molto simili, le fosse centrali presentano alcune differenze, per dimensioni e profondità: il ghiaccio sotto la superficie era probabilmente più abbondante nel cratere sud, dove una violenta vaporizzazione deve essere stata in grado di rompere la crosta più sottile e creare un pozzo più profondo.

Thaumasia Planum

Credit:  ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

Molti altri crateri più piccoli nelle vicinanze mostrano lo stesso evidenti segni di acqua o ghiaccio nel sottosuolo.

Crateri da impatto come questi diventano quindi una finestra sul passato del pianeta: la regione Thaumasia Planum deve aver ospitato abbondanti acque sotterranee.

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Marco Faccin

Principale image editor su https://www.flickr.com/photos/lunexit/ che condivido con Elisabetta Bonora.
Collaboratore su Alive Universe Images.
Sono un grande osservatore e un abile tecnico, affascinano dagli argomenti di cui l'uomo conosce ancora molto poco, come l'Universo. Da molti anni mi dedico, per hobby, ad analizzare il materiale messo a disposizione dalle Agenzie Spaziali Internazionali. Immagini, audio, video, non importa, io cerco di tirar fuori sempre il meglio da ogni sequenza di bit!

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