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Schiaparelli si prepara alla partenza

Infografica sull'atterraggio di Schiapparelli, previsto per il 19 Ottobre. Credits: ESA/ATG medialab - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)
Infografica sull'atterraggio di Schiapparelli, previsto per il 19 Ottobre. Credits: ESA/ATG medialab - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

Tra soli 20 giorni dovrebbe partire la prima missione europea destinata ad atterrare su Marte, un preludio al rover Exomars che arriverà nel 2018!

 Della missione ExoMars 2016 avevamo già parlato a Settembre scorso, quando la data di lancio slittò di 1 mese a causa di un problema tecnico ai propulsori per l'atterraggio su Marte. Adesso finalmente ci siamo! Tra il 14 e il 25 marzo 2016 un vettore Proton-M partirà dal cosmodromo di Baikonur per portare su Marte quello che è stato definito il progetto europeo teconologicamente più complesso, sviluppato in collaborazione con l'agenzia russa Roscosmos.

 ExoMars 2016 (l'unica missione alla volta del pianeta rosso prevista in occasione la congiunzione Terra-Marte di quest'anno) è costituita in realtà da una coppia di veicoli spaziali: il satellite "Trace Gas Orbiter" (TGO) e il lander "Schiaparelli", che prende il nome dal celebre astronomo italiano che si distinse per i suoi studi su Marte e morì 111 anni fa; questo a sottolineare anche il forte contributo dell'ASI alla missione.

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Il modulo Schiaparelli a Baikonur - Copyright: ESA – B. Bethge

 Lo scorso 12 Febbraio, il duo è stato assemblato dai tecnici nella configurazione di lancio finale, nella stanza pulita all'interno del cosmodromo, come si vede nell'immagine sottostante.

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Assemblaggio di Schiaparelli (in alto) con il TGO - Copyright: ESA - B. Bethge

 Dopo aver viaggiato insieme per sette mesi nello spazio, Schiaparelli si separerà dall'orbiter il 16 ottobre, dirigendosi verso la superficie del pianeta, dove atterrerà tre giorni dopo. Come si vede nell'immagine di apertura, Schiaparelli dovrebbe effettuare un atterraggio morbido nella Meridiani Planum, la stessa in cui si trova ancora operativo il rover Opportunity della NASA. Questo avverrà grazie al modulo dimostratore per la discesa e l'atterraggio EDL con il supporto di un paracadute frenante e dei retrorazzi, uno schema ben collaudato dalla NASA ma che l'ESA tenterà per la prima volta.

 Il lander sarà equipaggiato con una stazione meteorologica (DREAMS - Dust Characterization, Risk Assessment, and Environment Analyser on the Martian Surface) con sensori per la misurazione della velocità e direzione del vento, dell'umidità, pressione e temperatura alla superficie, la trasparenza e i campi elettrici dell'atmosfera marziana. In aggiunta, una fotocamera (DECA - Descent Camera) fornirà immagini durante la discesa.

 Alimentato a batterie, Schiaparelli opererà per quattro sol. Nel frattempo, nell'arco di 7 mesi, TGO utilizzerà l'aerobraking o aerofrenaggio per circolarizzare la propria orbita a un'altitudine di 400 km e poi inizierà la propria missione scientifica primaria, restando attivo almeno fino al 2022

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La complessa e rischiosa procedura di riempimento dei serbatoi di TGO con idraziona, lo scorso 21 Febbraio. Credit: TAS-F/Yannick Le Marchand

 Ogni lungo viaggio richiede un sostanzioso rifornimento di carburante e quello di TGO è iniziato lo scorso fine settimana, come mostrato nella foto qui sopra. Il TGO ha un serbatoio di combustibile e uno con l'ossidante, ciascuno con una capacità di 1207 litri. A rifornimento completato, essi conterranno circa 1,5 tonnellate di MON (ossidi misti di azoto) e 1 tonnellata di MMH (monometilidrazina). Il propellente è necessario per il motore principale ed i 10 propulsori di manovra (più 10 propulsori di backup). Dal momento che il combustibile è molto tossico e pericoloso, solo il personale essenziale della Thales Alenia Space - indossando tute di protezione - era ammesso nella zona.

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Gli strumenti di TGO - Credit: ESA

Il carico scientifico avrà una massa di 115 kg e sarà costituito da quattro strumenti:

  • Nadir and Occultation for Mars Discovery (NOMAD) e Atmospheric Chemistry Suite (ACS), consistenti in una serie di spettrometri nella banda dell'infrarosso, del visibile, dell'ultravioletto, per la rilevazione e la mappatura della distribuzione di numerosi gas presenti in tracce nell'atmosfera del pianeta.
  • Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS), una fotocamera a colori con risoluzione di 4,5 m/pixel, per creare modelli accurati dell'elevazione del suolo marziano e aiutare nella scelta del sito di atterraggio del rover.
  • Fine Resolution Epithermal Neutron Detector (FREND), un rilevatore di neutroni, che permetterà di mappare la presenza di idrogeno sulla superficie e individuare potenziali depositi di acqua o idrati fino a un metro di profondità.

 "I principali obiettivi di questa missione sono la ricerca di prove sulla presenza di metano e tracce di altri gas atmosferici che potrebbero essere le firme dei processi biologici o geologici attivi e mettere alla prova tecnologie chiave in preparazione del contributo ESA alle missioni successive su Marte", ha dichiarato un rappresentante ESA. Naturalmente, il riferimento diretto è alla missione del 2018 che porterà un sofisticato rover sul pianeta rosso, capace di perforare il terreno con una trivella lunga 2 metri.

 

Riferimenti:
- http://exploration.esa.int/mars/
- http://www.asi.it/it/attivita/esplorazione-del-sistema-solare/exomars- http://www.universetoday.com/127502/exomars-2016-orbiter-and-lander-united-for-launch/
-
https://it.wikipedia.org/wiki/ExoMars

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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