Scritto: Sabato, 26 Settembre 2015 06:34 Ultima modifica: Sabato, 26 Settembre 2015 08:32

MAVEN e MOM: le due sonde hanno festeggiato un anno terrestre di orbite marziane


I due orbiter, Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN) della NASA e la sonda indiana Mangalyaan della missione Mars Orbiter Mission (MOM) dell'agenzia spaziale ISRO, entrate in orbita attorno a Marte lo scorso anno a distanza di due giorni l'una dall'altra, hanno festeggiato questa settimana i rispettivi compleanni terrestri.

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MAVEN e MOM: le due sonde hanno festeggiato un anno terrestre di orbite marziane Credit: NASA/ISRO

MAVEN fu la prima a raggiungere il Pianeta Rosso, il 22 settembre 2014 alle 4:24 ora italiana, dopo un viaggio di 10 mesi e 711 milioni di chilometri.
Il report pubblicato sul sito della NASA riassume così i successi salienti di questo anno di attività:

MAVEN ha iniziato la sua missione scientifica primaria il 16 novembre 2014 ed è la prima sonda interamente dedicata alla comprensione dell'atmosfera di Marte. L'obiettivo è quello di determinare il ruolo giocato dalla perdita atmosferica sui cambiamenti climatici del pianeta.
"Abbiamo ancora due mesi per completare la nostra missione principale e poi inizieremo la nostra missione estesa", ha detto Bruce Jakosky, ricercatore principale del Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell'università del Colorado.
"Stiamo ottenendo set di dati incredibilmente ricchi che ci aiuteranno a rispondere alle domande iniziali e che sarà utile alla comunità scientifica planetaria per molti anni a venire".

Ma se la NASA è ormai veterana dei viaggi verso Marte, L'India ha segnato la sua pietra miliare il 24 settembre 2014, quando è diventato il quarto paese, dopo Stati Uniti, Europa e Russia, ad aver raggiunto il Pianeta Rosso.

ISRO ha cercato di coinvolgere il pubblico in questi mesi interagendo piuttosto frequentemente sui canali social e rilasciando qualche immagine ripresa con la piccola Mars Color Camera (MCC).

MCC è una fotocamera che pesa solo 1,4 chilogrammi e copre una gamma spettrale dai 400 ai 700 nanometri, lavora cioè entro il range della luce visibile. Utilizza un Bayer RGB (come le fotocamere di Curiosity), da 2.000 x 2.000 pixel.
Quando MOM viaggia al periasse, ossia si trova nel punto più vicino al pianeta, la MCC riesce a catturare una porzione di superficie di 50 x 50 chilometri, con una risoluzione di 25 metri per pixel; quando si trova più lontano, l'area inquadrata è di 8.000 x 8.000 chilometri.

Per celebrare questo anno terrestre di attività attorno al Pianeta Rosso, l'Agenzia Spaziale Indiana ha fatto le cose in grande e ha pubblicato il "Mar Atlas", un pdf da 35 MB che contiene una raccolta delle immagini MCC, alcune inedite, e i dati ottenuti dagli strumenti scientifici.

MOM - MCC: Marte vista globale

MOM - MCC: Marte vista glonale

Sopra: raccolta delle immagini globali di Marte riprese con la MCC camera.
Sotto: una vista globale a colori di Marte ottenuta con tre filtri rosso, verde e blu.

Credit: ISRO

Nel documento, c'è anche un paragrafo dedicato al cratere Gale, dove sta operando Curiosity, e uno al cratere Sciapparelli, un cratere dal diametro di circa 460 chilometri collocato vicino all'equatore marziano ad ovest della regione Arabia Terra, lo stesso cratere dove si concluderà l'avventura del film "The Martian".

Oltre alle caratteristiche topografiche, le osservazioni spaziano dalle nubi di polvere in sospensione, agli strati atmosferici, fino allo studio dei venti attraverso i depositi, gli accumuli e le cosiddette "wind streaks", ossia l'effetto coda che si crea in prossimità di crateri o rocce.

Tyrrhenus Mons (Hesperia Planum)

Tyrrhenus Mons (Hesperia Planum)
Credit: ISRO

L'ultimo capito riepiloga altri risultati complementari, come il transito di Fobos e Deimos, la distribuzione delle temperature e una mappa globale della riflettanza di Marte. Quest'ultima è stata ottenuta con il sensore metano a bordo della sonda, ad una specifica lunghezza d'onda, ma non contiene alcuna informazione sulla presenza del gas, dati che tutti aspettano.

L'obiettivo del Methane Sensor for Mars (MSM) di Mangalyaan dovrebbe essere confermare la presenza di metano nell'atmosfera di Marte e misurare la sua densità di colonna.
MSM ha due canali, uno sensibile al metano, appunto, e uno centrato su 1.65 micron, una lunghezza d'onda a cui il metano è trasparente. Comparando la riflettanza della superficie a 1.65 micron con il canale sensibile al metano, è possibile determinare la presenza, l'abbondanza e la distribuzione del gas.

Benché un annuncio uscito qualche giorno fa su alcuni media locali, lasciava intendere che il rilascio dei dati sul metano fosse imminente, ad oggi non si hanno ancora notizie e l'argomento è ancora avvolto dal mistero.

E a proposito di misteri... la NASA ha appena annnciato di aver "risolto un mistero marziano":

I risultati di un'importante scoperta scientifica verranno annunciati nel corso di una conferenza stampa alle 13:30 ora italiana di lunedì 28 settembre presso il James Webb Auditorium al quartir generale della NASA a Washington.
L'evento sarà trasmesso in diretta su NASA Television.

Pronti a commentare insieme? Stay tuned!

Altre informazioni su questo articolo

Read 2102 times Ultima modifica Sabato, 26 Settembre 2015 08:32
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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