Lo studio esclude l’impatto di un meteorite, suggerendo invece che il terremoto sia stato il risultato di enormi forze tettoniche all’interno della crosta del pianeta. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters.

Questo sisma, denominato S1222a, è stato uno degli ultimi eventi registrati da InSight prima che fosse dichiarata la fine della sua missione nel dicembre 2022.

 

Una caccia internazionale

Il martemoto, con magnitudo di 4,7, era stato registrato dal lander InSight della NASA il 4 maggio 2022. Si era trattato di un evento davvero eccezionale: il lander aveva continuato a rilevare circa 10 ore di riverberi, mentre la propagazione delle onde sismiche di tutti i precedenti martemoti si era attenuata entro un'ora. Tuttavia, poiché il segnale registrato era simile a quello dei sismi precedenti, noti per essere stati causati da meteoroidi, gli scienziati pensavano che anche in questo caso l'origine fosse un impatto e avevano avviato una ricerca internazionale per la caccia al nuovo cratere.

Sebbene Marte sia più piccolo della Terra, ha una superficie terrestre simile perché non ha oceani. Per studiare questa enorme quantità di terreno, 144 milioni di km2, il responsabile dello studio, il dottor Benjamin Fernando del Dipartimento di Fisica dell’Università di Oxford, ha chiesto il contributo dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dell’Agenzia Spaziale Nazionale Cinese (CNSA), dell’Indian Space Research Organisation (ISRO) e dell’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti (UAESA). Questa è stata la prima volta in cui tutte le missioni in orbita attorno a Marte hanno collaborato ad un unico progetto.


La ricerca del cratere

Durante la missione, InSight ha registrato almeno 8 martemoti causati da impatti di meteoroidi. I due più grandi hanno formato crateri di circa 150 metri di diametro. Pertanto, se S1222a fosse originato da un impatto, il cratere avrebbe dovuto avere un diametro di almeno 300 metri.

Ogni gruppo di ricerca ha esaminato i dati dei propri satelliti in orbita attorno a Marte per cercare un nuovo bacino da impatto o qualsiasi altra indicazione rivelatrice di una collisione (ad esempio, una nuvola di polvere apparsa nelle ore successive al martemoto). Ma, dopo diversi mesi di ricerche, il team ha annunciato di non aver trovato alcun cratere nuovo.

Alla luce di questi risultati, la conclusione più ovvia è che l’evento sia stato invece causato dal rilascio di enormi forze tettoniche all’interno di Marte. Ciò indica che il pianeta è molto più sismicamente attivo di quanto si pensasse in precedenza.

Il dottor Fernando ha detto nel comunicato: “Pensiamo ancora che oggi Marte non abbia alcuna tettonica a placche attiva, quindi questo evento è stato probabilmente causato dal rilascio di stress all’interno della crosta di Marte. Questi stress sono il risultato di miliardi di anni di evoluzione; compreso il raffreddamento e il restringimento di diverse parti del pianeta a ritmi diversi. Ancora non comprendiamo appieno il motivo per cui alcune parti del pianeta sembrano avere stress più elevati di altre ma risultati come questi ci aiutano a indagare ulteriormente. Un giorno, queste informazioni potrebbero aiutarci a capire dove sarebbe sicuro per gli esseri umani vivere su Marte e dove si dovrebbe evitare!

La dott.ssa Daniela Tirsch, coordinatrice scientifica per la High Resolution Stereo Camera a bordo della navicella spaziale Mars Express dell'ESA, ha dichiarato: "Questo esperimento mostra quanto sia importante mantenere una serie diversificata di strumenti su Marte e siamo molto lieti di aver fatto la nostra parte nell'approccio multistrumentale e internazionale di questo studio".