Scritto: Sabato, 24 Aprile 2021 12:03 Ultima modifica: Sabato, 24 Aprile 2021 21:02

Il destino incerto di Insight


Cosa sta facendo e quali prospettive di sopravvivenza ci sono per il lander geologo a corto di energia?

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Immagini scattate nel Sol 850 (18 aprile) dalla "Instrument Deployment Camera" (IDC) Immagini scattate nel Sol 850 (18 aprile) dalla "Instrument Deployment Camera" (IDC) Image Credit: NASA/JPL/Caltech - Processing: Marco Di Lorenzo

 La missione di Insight, inutile nasconderlo, non è stata certo la più fortunata tra quelle inviate dalla NASA su Marte in questi anni. Prima, la rinuncia a far penetrare nel terreno la sonda termica dello strumento HP3 a gennaio, dopo innumerevoli tentativi infruttuosi; adesso il lander sta affrontando una seria crisi energetica dovuta ai pannelli solari coperti di polvere, situazione che ha già portato allo spegnimento di alcuni strumenti e che presto potrebbe indurre a "ibernare" l'intero veicolo nella speranza che si risvegli in un momento migliore.

 Prima di parlare di questa crisi, però, partiamo dalla curiosa sequenza di immagini in apertura, registrata pochi giorni fa; per la seconda volta, la pala sul braccio meccanico ha raccolto e poi depositato una manciata di terreno sulla parte terminale del cavo che collega il sismometro SEIS al lander. Lo si capisce anche da una nuova porzione del coperchio del sismometro "ripulita" dalla caduta del materiale, scivolato su di esso prima di finire sul cavo. Come illustrato da Elisabetta Bonora in un suo articolo uscito 3 settimane fa, la decisione di seppellire il cavo deriva dal desiderio di ridurre i disturbi indotti dalle escursioni termiche che causano l'espansione e la contrazione del cavo, inducendo segnali spuri nei dati sismologici. L'idea è che lo strato di suolo sopra di esso possa garantire un migliore isolamento termico, riducendo le escursioni e quindi i disturbi.

 tweet

 Come si vede nel tweet qui sopra, postato dal JPL alcuni giorni fa e scritto come se a parlare fosse la sonda in prima persona, l'operazione di seppellimento del cavo proseguirà e il sismometro continuerà ad osservare numerose scosse (ormai più di 500 da inizio missione). Tuttavia, tutto procede molto a rilento e non sappiamo se e quanto queste operazioni potranno proseguire; il bilancio energetico continua a ridursi, come ammette lo stesso tweet, anche se questo non deve indurre al panico e ci si aspetta che, terminata l'attuale stagione invernale a fine luglio, la tendenza si inverta grazie ad un soleggiamento progressivamente più alto.

 Il fatto che le attività si stiano drasticamente riducendo lo dimostrano in maniera evidente i seguenti grafici sulle misure effettuate fin dall'inizio dai sensori meteo installati su Insight; a parte i valori di pressione atmosferica, che continuano ad arrivare singhiozzo con lacune che durano ore o addirittura giorni, le misure su temperatura e vento si sono interrotte da ormai 4 mesi ed anche quelle di opacità atmosferica (riportate in questa pagina, da cui provengono anche i dati qui graficati) si sono bruscamente interrotti un mese fa.

 

Insight Prs

Insight Temp

Insight Wind

Insight Img

 Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/CAB - Processing: Marco Di Lorenzo

 Per ironia della sorte, il sensibilissimo sismometro SEIS ha anche rilevato il passaggio di ben diecimila dust-devils nei paraggi, ma nessuno di essi è passato abbastanza vicino da ripulire i pannelli solari, completamente ricoperti da uno strato spesso di polvere marziana. Ormai pochi sperano in un imminente "cleaning event" come quelli di cui hanno ripetutamente beneficiato altre missioni, specialmente quella di Opportunity.

 Già lo scorso febbraio, all'inizio della stagione invernale, i pannelli solari di InSight stavano producendo solo il 27% della loro capacità energetica. "La quantità di energia disponibile nei prossimi mesi dipenderà dalle condizioni meteorologiche", ha dichiarato in un comunicato Chuck Scott, project manager di InSight. Intanto la NASA ha deciso di iniziare a spegnere in modo incrementale diversi strumenti sul lander. Presto il robot potrebbe entrare in "modalità ibernazione", interrompendo tutte le funzioni che non sono necessarie per la sua sopravvivenza. Ciò dovrebbe permettere di risparmiare energia sufficiente per fornire un po' di tepore ai suoi sistemi durante le gelide notti marziane, quando le temperature possono scendere anche a -100 °C. Purtroppo, questo significa che il prossimo mese si interromperanno anche le misure del sismometro.

 "Speriamo di poterlo riportare in vita, soprattutto se non rimarrà addormentato per un lungo periodo di tempo", ha detto a Insider Bruce Banerdt, l'investigatore principale di InSigh, "ma potrebbe essere una situazione rischiosa". Se le batterie del lander si esauriscono, potrebbe non riprendersi mai. Ma se Insight riuscirà a sopravvivere a questo inverno marziano, potrebbe tornare ad ascoltare i terremoti e monitorare il meteo fino al 2022, data in cui terminerà la sua missione estesa; è quello che tutti ci auguriamo!

Letto: 143 volta/e Ultima modifica Sabato, 24 Aprile 2021 21:02

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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3 commenti

  • Comment Link Massimo Martini Sabato, 01 Maggio 2021 18:57 posted by Massimo Martini

    Sicuramente un sistema di pulizia dei pannelli solari su Insight sarebbe stato utile. Ricordo però che queste missioni hanno comunque un prefissato numero di giornate di 'vita'. Quando la NASA vuole (e può disporre, aggiungerei) fornisce i rover di RTG nucleari (come su Perseverance e Cuirosity) per non dipendere dalla luce solare. Insight era programmata per funzionare un anno marziano (circa due anni terrestri) e quel limite è stato superato, tanto che adesso ci troviamo nella missione estesa. Le valutazioni se aggiungere complicazioni tecniche (e peso a scapito degli strumenti) per la pulizia dei pannelli sono state fatte dai progettisti... forse speravano che qualche dust devil potesse ripulire i pannelli (come accaduto con i MER varie volte) ma la zona dove si trova Insight non è spesso testimone di questi eventi. Insomma, più che incolpare i progettisti del lander, per questo problema ne accetterei le inevitabili conseguenze... Sempre meglio dellai Schiantarelli... oops volevo dire Schiapparelli di ESA... Per non parlare dei quattro (4) anni di ritardo del rover Exomars...

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Martedì, 27 Aprile 2021 07:07 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Assolutamente d'accordo con te, Claudio... In realtà un discorso simile si potrebbe fare anche per il penetratore HP3, inefficace per il terreno incontrato, ma almeno in questo caso c'è la giustificazione parziale della scarsa esperienza... per non parlare delle ruote di Curiosity!

  • Comment Link Claudio Costerni Lunedì, 26 Aprile 2021 19:43 posted by Claudio Costerni

    Sì, ma io mi chiedo, era troppo difficile in un lander immobile come questo sul notoriamente polveroso Marte, che si affida solo ai pannelli solari per ottenere energia elettrica, implementare un semplice sistema di asportazione della polvere, della sabbia?
    Ad esempio basterebbe poterli ruotare per metterli per pochi istanti in verticale e, per caduta, la polvere scivolerebbe dagli stessi ...come per magia, quasi tutta, pur con la ridotta gravità marziana e con o senza un eventuale sistema aggiuntivo di scuotimento o vibrazione degli stessi.
    Od anche un semplicissimo sistema di pulizia con getti di aria compressa.

    Sarebbe troppo complesso o costoso da realizzare?!
    E sì che ne abbiamo fatta di esperienza, conosciamo ormai molto bene i limiti dei pannelli solari sul suolo di Marte, da decenni; qui io non nominerei la poca fortuna, ma qualcos'altro che preferisco non scrivere per formale gentilezza, non siamo più nelle prime fasi pionieristiche di esplorazione di Marte, con grandi buchi neri di conoscenza di questo ambiente piuttosto ostile.

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