Scritto: Venerdì, 02 Aprile 2021 05:02 Ultima modifica: Mercoledì, 02 Giugno 2021 16:53

Insight: rilevati altri terremoti da Cerberus Fossae


Il lander della NASA Insight continua a registrare terremoti marziani da Cerberus Fossae ma rimane ricoperto di polvere. Ce la farà a superare il rigido inverno?

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InSight sol 789 (14 febbraio 2021). Questa imagine è stata ripresa dalla Instrument Deployment Camera (IDC) montata sul braccio robotico del lander alle 11:54:14.529 ora locale. InSight sol 789 (14 febbraio 2021). Questa imagine è stata ripresa dalla Instrument Deployment Camera (IDC) montata sul braccio robotico del lander alle 11:54:14.529 ora locale. Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora

Le nuove scosse hanno magnitudo 3,3 e 3,1, poco inferiori a quelle di magnitudo 3,6 e 3,5 precedentemente registrate nella stessa area.
InSight finora ha osservato oltre 500 terremoti ma questi sono i quattro migliori, utili per sondare l'interno del pianeta.

Ormai, gli scienziati sono abbastanza convinti che questa regione sia sismicamente attiva.
Cerberus Fossae si trova all'interno di Elysium Planitia ed è formata da una serie di fessure semi-parallele create da faglie che hanno diviso la crosta e disegnato il paesaggio. È una zona geologicamente e vulcanicamente giovane deformata dai vulcani Tharsis, più ad est. "Le immagini degli orbiter mostrano segni di flussi vulcanici e movimenti delle acque superficiali negli ultimi 10 milioni di anni. È possibile che ci sia una camera di magma nel sottosuolo che si sta ancora raffreddando: man mano che si raffredda, si contrae e la crosta sopra di essa si spezza, creando le texture che vediamo", aveva commentato la ricercatrice del JPL Sue Smrekar.

PSP 004006 1900 Cerberus FossaePSP_004006_1900 Cerberus Fossae (dimensione intera)
Crediti: NASA/JPL/University of Arizona - Processing: Elisabetta Bonora / Marco Faccin / aliveuniverse.today

Lo studio dei marsquakes (o martemoti) è un modo in cui il team scientifico di Insight può comprendere meglio la struttura interna del pianeta, il mantello e il nucleo. Questi ultimi due eventi, registrati rispettivamente il 7 e l'8 marzo. rafforzano l'idea che Cerberus Fossae sia un centro di attività sismica.

"Nel corso della missione, abbiamo assistito a due diversi tipi di martemoti: uno più simile alla Luna e l'altro più simile alla Terra", ha affermato Taichi Kawamura dell'Institut de Physique du Globe de Parigi, che ha contribuito a fornire il sismometro  Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS) a bordo del lander. Le onde dei terremoti terrestri viaggiano più dirette all'interno del nostro pianeta mentre quelle dei terremoti lunari tendono a sparpagliarsi. I marsquakes sono una via di mezzo. "È interessante notare", ha continuato Kawamura, "che tutti e quattro questi terremoti più grandi, che provengono da Cerberus Fossae, sono simili ai terremoti della Terra'".

Questi ultimi due martemoti si sono verificati a quasi un anno marziano di distanza (circa due anni terrestri) dagli altri due grandi eventi captati ma hanno qualcosa in comune. Si sono verificati nell'estate settentrionale marziana, il momento ideale per ascoltare i terremoti perché i venti diventano più calmi e meno rumorosi. Il sismometro SEIS, infatti, è abbastanza sensibile, anche se è coperto da uno scudo a forma di cupola che lo protegge dal vento e dalle temperature rigide. Nel corso della missione, il vento ha sicuramente provocato delle vibrazioni che hanno oscurato alcuni martemoti: durante la passata stagione invernale settentrionale, InSight non è stato in grado di rilevare neanche uno.

 

Migliorare l'ascolto

Questo sarà uno dei principali obiettivi del team fino a dicembre 2022, quando terminerà la missione estesa.

Per ora, i venti potrebbero essersi calmati in Elysium Planitia ma le temperature vicino al lander possono oscillare da quasi meno 100 gradi Celsius di notte a 0 gradi Celsius durante il giorno. Queste variazioni termiche estreme causano l'espansione e la contrazione del cavo che collega il sismometro al lander, con conseguenti suoni scoppiettanti e picchi nei dati. Quindi, il team sta cercando di isolare parzialmente il cavo dalle intemperie, sotterrandolo con l'aiuto della paletta.

Tuttavia, i venti erano attesi dalla squadra che sperava in un evento di pulizia dei pannelli solari come è accaduto altre volte in altre missioni ma quelli di Insight continuano ad essere drasticamente ricoperti di polvere (foto in apertura) e l'energia disponibile si sta abbassando mentre Marte si allontana dal Sole (per restare aggiornati sui dati inviati dal lander continuate a seguire il nostro Mission Log).

I livelli di energia dovrebbero migliorare dopo luglio, quando il pianeta ricomincerà ad avvicinarsi al Sole. Fino ad allora, gli strumenti saranno spenti in successione in modo che InSight possa ibernarsi, svegliarsi periodicamente per controllarne il suo stato di salute e comunicare con la Terra. Il team spera di mantenere acceso il sismometro per un altro mese o due prima del lockdown forzato.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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