Scritto: Giovedì, 22 Ottobre 2020 06:48 Ultima modifica: Domenica, 25 Ottobre 2020 20:44

Cronache dal sottosuolo di Elysium


 Procedono a rilento i progressi per aiutare la talpa ad affondare nel terreno, mentre sopra la superficie le tempeste di sabbia incombono...

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Immagine IDC dal Sol 673 (18 ottobre) Immagine IDC dal Sol 673 (18 ottobre) Image Credit: NASA/JPL-Caltech

 Nell'ultimo articolo del 17 agosto, raccontammo del successo nel "seppellimento" della sonda termica di HP3; la talpa, ricoperta da uno strato di alcuni millimetri di terreno, sul quale inizialmente la pala si è appoggiata per compattare il suolo, fornendo la frizione necessaria ad aiutare la talpa nel suo addentrarsi nel sottosuolo. Dopo questa fase, si sarebbe poi dato il via a una serie di test di affondamento senza l'aiuto della pala, il cosiddetto "Free Mole Test".

  Una settimana fa, è finalmente arrivato un aggiornamento da parte del "solito" Tilman Spohn, il direttore scientifico dell'esperimento HP3 gestito dall'agenzia spaziale tedesca DLR. Egli racconta delle difficoltà nell'eseguire ultimamente questi test perchè, a causa dell'inizio della stagione invernale delle tempeste su Elysium, la polvere depositata sulle celle solari ha ridotto significativamente la potenza elettrica disponibile e questo ha portato a una inevitabile riduzione/rallentamento di tutte le attività. In particolare, il radiometro HP3 non ha più potuto eseguire misurazioni frequenti come prima e sia la talpa che la pala sul braccio meccanico hanno ricevuto nuovi comandi solo ogni due settimane, da settembre in poi. Da allora la talpa ha potuto eseguite solo tre campagne di martellamento: le prime due con 100 percussioni, il 22 agosto (Sol 618) e 5 settembre (Sol 632); la terza con 250 colpi, il 19 settembre (Sol 645).

 Sol600

Immagine acquisita il Sol 600, con la talpa completamente ricoperta dopi un raschiamento lungo 12 centimetri. - Credits: NASA/JPL-Caltech

 Durante la prima campagna di martellamento di agoato, la pala è chiaramente affondata nella sabbia e il movimento del cavo suggeriva che anche la talpa stesse penetrando nel terreno. Nella seconda serie di martellamenti, eseguita con la pala inclinata di 30°, all'inizio questa è affondata ulteriormente nella sabbia ma, trascorso circa il 60 percento del tempo, poi non ha mostrato alcun movimento. Il cavo, invece, ha continuato a muoversi, segno che anche la talpa era in movimento, tuttavia non c'erano chiare evidenze di un aumento di profondità nel terreno.

 Nel complesso, alla fine di queste operazioni si è stimato che la talpa si sia spostata al massimo di un centimetro in profondità nel terreno. È stato interessante osservare che durante la seconda metà del terzo round di 250 martellamenti, la paletta non è andata oltre, probabilmente perché fermata dal cosiddetto duricrust, lo strato compatto del terreno. Questo era un evento desiderato, che ha permesso di fatto l'esecuzione di un secondo test "gratuito" sulla talpa. In effetti, la sonda ha continuato a muoversi, in base ai movimenti del cavo; tuttavia, di nuovo, non è stato possibile determinare chiaramente se questi movimenti portassero la talpa più in profondità nel terreno.

 In considerazione degli spostamenti inconcludenti della sonda e del notevole tempo impiegato, la squadra, dopo lunghe discussioni, ha deciso di abbandonare questo percorso e procedere invece con il riempimento della fossa. A tale scopo il 3 ottobre è stata sollevata la paletta, rendendo visibile la fossa (figura sottostante).

hp3 duo web 630

Immagine IDC ripresa 3 ottobre (Sol 659).- Credits: NASA/JPL-Caltech

 Racconta Spohn: "Dopo alcune discussioni sui prossimi passi, abbiamo deciso che sabato 17 ottobre (Sol 659) dovrebbero essere condotti due movimenti paralleli con la pala. Successivamente verrà effettuata una misura della conducibilità termica, che dovrebbe darci anche indicazioni indirette sul riempimento. Quindi, il materiale verrà pressato per comprimere la sabbia e premere sulla talpa. A seconda del risultato del riempimento posteriore, verranno pianificate ulteriori azioni per riempire la fossa prima di ulteriori martellamenti e successivamente si svolgerà un altro test di talpa libero".  Nelle immagini qui sopra (come pure in questa animazione della NASA), l'impronta della paletta nella sabbia è chiaramente visibile. L'immagine a destra evidenza i due movimenti sfalsati della pala sul terreno, previsti e poi effettivamente eseguiti il 17 ottobre come testimoniato dalla figura in apertura..

 Come indicazione al margine, una recente misurazione della conduttanza termica dalla talpa sulla regolite circostante mostra valori aumentati rispetto alle misurazioni precedenti. Ciò suggerisce che sia il contatto termico che quello meccanico sono migliorati e questo fornisce elementi di ottimismo per i futuri progressi.

 Nel contempo, in superficie, la stazione meteo di Insight ha registrato valori di velocità del vento crescente, prevalentemente da Ovest-Nord-Ovest. L'ultima rilevazione, risalente al Sol 676, ci racconta una velocità media di 32 km/h e una massima che sfiora i 100 km/h. Purtroppo, da allora, i dati sembrano non essere più arrivati ma è probabile che ci sia stato un ulteriore aumento in questi giorni.

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Read 41 times Ultima modifica Domenica, 25 Ottobre 2020 20:44
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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