Scritto: Domenica, 27 Ottobre 2019 20:36 Ultima modifica: Martedì, 29 Ottobre 2019 15:02

Talpa Insight, che disastro! In evidenza


 Doccia fredda per la missione Insight e per lo strumento HP3 dell'agenzia spaziale tedesca, la cui sonda termica (detta familiarmente "talpa") fa i capricci e sembra non voglia proprio saperne di penetrare nel sottosuolo! (aggiornato)

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Confronto tra una immagine IDC ripresa il 24 luglio (Sol 234, a sinistra) e ieri (Sol 235) Confronto tra una immagine IDC ripresa il 24 luglio (Sol 234, a sinistra) e ieri (Sol 235) Courtesy NASA/JPL-Caltech - Processing: M. Di Lorenzo

Aggiornamento del 28 Ottobre: nel suo Blog, T.Spohn del DLR ipotizza che la fuoriuscita della talpa sia da associare alla bassa pressione atmosferica di Marte, che non consente di sfruttare l'effetto di "risucchio" quando viene scavata una cavità sotto la talpa. Egli afferma che, nei prossimi giorni, dopo avere assodato che la talpa non rischia di cadere fuori dal buco, si cercherà di esaminare il fondo del foro e poi, probabilmente, si ripeterà l'operazione di "pinning" per far affondare nuovamente la talpa dentro di esso. A quel punto, una possibile strategia per evitare una nuova fuoriuscita della talpa potrebbe essere quella di ricoprirla completamente di terra, pressando poi con la pala direttamente sopra di essa (idea dello scrivente).

 Nei giorni scorsi, avevamo raccontato dei successi ottenuti grazie alla pala meccanica sull'estremità del braccio robotico, usata per aiutare la sonda termica a penetrare quasi completamente nel foro attraverso una delicata pressione sul suo fianco; come narrato nell'ultimo aggiornamento sul blog della DLR, alla fine di quella fase (Sol 319) la talpa si era abbassata di 4-5 cm e non era più possibile tenerla premuta con la pala se non rischiando di danneggiarla. Dopo quei risultati estremamente incoraggianti, che avevano permesso alla "talpa" di affondare progressivamente fin quasi a scomparire nel foro precedentemente scavato da essa, si era passati alla fase conclusiva di questa delicata operazione di recupero: nel Sol322, la pala (che era stata precedentemente sollevata ed allontanata) è stata riabbassata fino a toccare il terreno adiacente al foro, in maniera da esercitare una pressione su di esso e compattarlo, all'incirca raddoppiando il carico verticale sulla talpa. La speranza era di creare la frizione necessaria al meccanismo percussivo interno alla talpa per poter procedere nella perforazione e, in effetti, i primi tentativi fatti in questo senso indicavano un ulteriore penetrazione della talpa, dopo i primi 50 colpi del percussore.

 Contrariamente ad ogni aspettativa, in seguito, qualcosa è andato storto. Ieri (Sol 325) erano previste due sessioni di percussione, 150 colpi ciascuna, intervallate da una pausa durante la quale la paletta andava riposizionata per consentire al materiale sottostante di riassestarsi e compattarsi. Invece, nell'arco di soli 20 minuti, la sonda è fuoriuscita quasi completamente dal foro, inclinandosi e rimanendo pericolosamente in bilico, come illustrato nel seguente video basato su una decina di fotogrammi IDC:

Sol235s

Sol 235 - Images from NASA/JPL-Caltech - Movie: Marco Di Lorenzo

 La talpa si è mossa in direzione opposta a quanto ci si aspettava e questo è avvenuto, evidentemente, proprio durante la fase di percussione, che avrebbe dovuto farla affondare fino a scomparire; lo dimostra il fatto che, come si vede in alcuni fotogrammi dell'animazione, il cavo a nastro che connette la talpa al resto dello strumento appare "mosso" e sta presumibilmente vibrando marcatamente per effetto delle percussioni. Una ulteriore conferma viene dai piccoli movimenti di alcuni sassolini in superficie, evidentemente a causa delle vibrazioni. Peraltro, oltre a indietreggiare, la talpa ha effettuato anche una lieve rotazione in senso orario, anche questa opposta a quanto osservato durante la penetrazione.

 Per ora si possono solo fare vaghe ipotesi su quanto è successo. Forse, l'aumentato carico verticale ha compattato fin troppo il terreno, causando una sorta di rimbalzo o rinculo eccessivo della talpa; durante questi rimbalzi, piccole frane riempirebbero di materiale il vuoto lasciato dalla talpa che così finirebbe per indietreggiare. E' curioso osservare che, mentre nella prima perforazione avvenuta nello scorso mese di Marzo, la talpa era affondata piuttosto rapidamente prima di rimanere bloccata inclinandosi, circa 1 mm per ogni percussione. Invece, durante la fase di "pinning", la discesa è stata molto più lenta, circa 0,1 mm/colpo. Una possibile spiegazione data da Tilman Spohn sul suo blog è che quegli 8000 colpi iniziali dovevano avere compattato il terreno, rendendolo più denso e difficile da penetrare; anche questo effetto potrebbe avere contribuito all'espulsione di ieri.

 L'unica comunicazione ufficiale, per ora, è quella su Twitter che recita: 

Mars continues to surprise us. While digging this weekend the mole backed about halfway out of the ground. Preliminary assessment points to unexpected soil properties as the main reason. Team looking at next steps.

 In ogni caso, adesso la situazione è davvero critica e bisognerà procedere con estrema cautela. C'è la concreta possibilità che, sollevando anche di poco la pala dal terreno, la talpa cada lateralmente adagiandosi sul terreno dato che, presumibilmente, la verticale del baricentro ormai cade fuori dalla zona di appoggio. A quel punto, sarebbe impossibile rimediare e dovremo definitivamente rinunciare ad avere misure di temperatura e flusso di calore delle viscere di Marte.

 Purtroppo, dopo avere scritto l'ultimo commento, ho notato un ulteriore coricamento della talpa nell'ultima immagine scattata ieri poco prima del tramonto, riportata qui sotto; da questa prospettiva, l'inclinazione appare aumentata di circa 6° rispetto all'immagine mostrata a destra in apertura dell'articolo; dato però che il punto di osservazione della camera IDC è sopraelevato, la variazione reale dovrebbe essere ancora più grande e questo potrebbe davvero preludere alla imminente caduta della talpa in posizione orizzontale! Il frame è presente anche in questa animazione ufficiale, che permette di apprezzare quest'ultima variazione.

325last

Courtesy of NASA/JPL-Caltech - Processing: Marco Di Lorenzo

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Read 435 times Ultima modifica Martedì, 29 Ottobre 2019 15:02
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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