La ricerca di acqua sul Pianeta Rosso rappresenta una vera e propria caccia al tesoro per la NASA perché è una risorsa indispensabile per pianificare missioni con astronauti. Invece di trasportarla dalla Terra, trovare acqua in loco semplificherebbe notevolmente le operazioni, sia in termini economici che ingegneristici e consentirebbe facilmente di poter poter accedere ai sui elementi base, idrogeno ed ossigeno, per una serie di attività indispensabili.

Ogni missione con equipaggio su Marte deve tenere conto di due requisiti generali: interesse scientifico e praticità.
Come spiega la press release, “La maggior parte degli scienziati predilige le medie latitudini settentrionali e meridionali, dove c'è luce solare abbondante e temperature più calde rispetto ai poli. Ma c'è una forte preferenza per l'atterraggio nell'emisfero settentrionale che, generalmente, ha quote topografiche più basse e, quindi, offre più atmosfera per rallentare un veicolo spaziale in fase di atterraggio. Ed ora sappiamo che contiene anche abbondante ghiaccio d'acqua, il che rafforza l'idea di far sbarcare lì una missione con equipaggio".
Ma non solo. L'individuazione di acque sotterranee,ghiacciate e non, può costituire un ulteriore passo in avanti nell'individuazione di habitat adatti ad ospitare la vita. Tale aspetto unitamente al problema delle bizzarre fluttuazioni di metano ed all'altrettanto strano andamento delle molecole di ossigeno (di cui scriverò a breve), potrebbe aiutare gli scienziati a ricostruire il puzzle ancora incompreso sull'abitabilità di Marte passata e presente.

Ormai grazie a decenni di esplorazione, sappiamo per certo che l'acqua scorreva in passato sul pianeta, creando laghi e fiumi. Oggi però, è completamente sparita dalla vista se non, forse, per qualche fugace apparizione stagionale mai veramente ed unanimemente confermata. L'acqua ancora presente sul pianeta si trova congelata (forse non tutta! N.d.R.) sotto la superficie.

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, intitolato "Widespread Shallow Water Ice on Mars at High and Mid Latitudes", mostra una mappa aggiornata della risorsa basata sui dati rilevati dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) e da Mars Odyssey.
In particolare, gli scienziati si sono basati sui dati provenienti da tre strumenti: il Climate Sounder di MRO ed il Thermal Emission Imaging System (THEMIS) di Mars Odyssey, sensibili al calore ed il Gamma Ray Spectrometer (GRS) sempre di Mars Odyssey che può identificare l'acqua ed altri elementi nella regolite marziana.
L'autore principale, Sylvain Piqueux del Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha dichiarato nel comunicato stampa: "Stiamo continuando a raccogliere dati sul ghiaccio sepolto su Marte, concentrandoci sui luoghi migliori in cui gli astronauti potranno atterrare".

Inoltre, sono stati effwttuati controlli incrociati con i dati radar che mostrano i depositi di ghiaccio sotterranei e con immagini che lander, rover ed orbiter hanno fornito nel corso degli anni.
Nel 2008, ad esempio, il lander Phoenix catturò immagini del ghiaccio nascosto subito sotto la superficie

Phoenix ghiaccio sotto la superficie di Marte

Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Texas A&M University

Altre conferme della presenza di ghiaccio a profondità ridotte arriva dagli impatti meteorici monitorati dalle sonde in orbita. Ne è un esempio il cratere da impatto largo 6 metri, fotografato da MRO nel 2008 e poi nel 2009, a tre mesi distanza.

MRO cratere da impatto su Marte

Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

Questa analisi è solo un passo verso la comprensione del ghiaccio d'acqua sepolto di Marte. Piqueux sta già pianificando uno studio più completo che tenga conto degli andamenti stagionali, perché la sua accessibilità e abbondanza possono variare nel tempo.