Scritto: Martedì, 08 Novembre 2022 06:00 Ultima modifica: Martedì, 08 Novembre 2022 06:07

"Protocollo di contatto alieno", gli scienziati ci stanno lavorando


Finora, per quanto ne sappiamo, nessuna civiltà extraterrestre ci ha mai contattati ma se dovesse succedere? In effetti, non siamo ancora pronti per una tale eventualità e quindi, un gruppo di esperti ha pensato di iniziare a redigere il primo protocollo di contatto.

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"Protocollo di contatto alieno", gli scienziati ci stanno lavorando
Crediti: SETI

"La fantascienza è inondata di esempi dell'impatto sulla società umana a seguito della scoperta e persino dell'incontro con la vita o l'intelligenza altrove", ha detto in una dichiarazione John Elliot, uno scienziato informatico dell'Università di St. Andrews in Scozia. Elliot è il coordinatore del SETI Detection Hub dell'Università di St. Andrews, l'organizzazione interdisciplinare che stabilirà il nuovo protocollo di contatto alieno. Secondo Elliot, il nuovo gruppo di ricerca "andrà oltre il pensare all'impatto sull'umanità" e inizierà a concentrarsi su come dovremmo invece rispondere.


Il protocollo SETI del 1989

Attualmente, l'unico protocollo di contatto alieno a disposizione dell'umanità è stato stabilito dalla comunità del Search for Extraterrestrial Intelligence Institute (SETI) nel 1989 ed è stato rimaneggiato l'ultima volta più di un decennio fa,
Ma questo documento si concentra principalmente sull'importanza di condividere le scoperte con il pubblico e la più ampia comunità scientifica ed è vago quando arriva al paragrafo sulla risposta internazionale alla comunicazione extraterrestre; In caso di contatto alieno confermato, cita il testo, "i firmatari di questa dichiarazione non risponderanno senza prima aver chiesto la guida e il consenso di un organismo internazionale ampiamente rappresentativo, come le Nazioni Unite" (poi, quello che le Nazioni Unite dovrebbero fare è un'altra questione aperta).

Dalla ricerca di tracce d'acqua liquida su Marte alla scoperta di esopianeti potenzialmente simili alla Terra, i progressi nell'esplorazione spaziale negli ultimi decenni hanno reso più plausibile l'idea della vita su altri mondi. Eppure, nonostante i decenni impiegati per entrare in contatto con queste potenziali forme di vita, gli esseri umani ancora non hanno ricevute risposte.

Piuttosto che concentrarsi sull'invio di messaggi agli alieni, il nuovo SETI Detection Hub esaminerà i segnali alla ricerca di potenziali messaggi inviati da forme di vita extraterrestri e cercherà di attribuire loro un significato. Il team creerà anche valutazioni d'impatto; fornirà rapporti che delineano le implicazioni di politiche specifiche e svilupperà protocolli e trattati per rispondere a ipotetici messaggeri alieni.

"Riceveremo mai un messaggio da ET? Non lo sappiamo. Non sappiamo nemmeno quando accadrà", ha detto Elliot. "Ma sappiamo che non possiamo permetterci di essere impreparati, scientificamente , socialmente e politicamente senza timone, per un evento che potrebbe trasformarsi in realtà già domani".

UFO cinesi

D'altra parte, per ora possiamo stare tranquilli perché il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha presentato un rapporto secondo il quale, alcuni dei più famigerati incontri UFO (o fenomeni aerei non identificati, UAP) dell'ultimo decennio sono colpa di palloni meteorologici selvaggi e droni cinesi.

Diversi incidenti UAP sono stati ufficialmente identificati come droni di sorveglianza cinesi "relativamente ordinari", hanno affermato diversi funzionari anonimi del Dipartimento della Difesa (DoD) al New York Times. La Cina ha precedentemente rubato piani per aerei da combattimento statunitensi avanzati ed è interessata a come gli Stati Uniti addestrano i piloti, hanno aggiunto nelle dichiarazioni. Altri avvistamenti UAP registrati da aerei militari, che sembrano mostrare oggetti in volo che si muovono in modi apparentemente contrari alla fisica, sono probabilmente il risultato di illusioni ottiche.


Delusi anche da WOW!

Nel frattempo, anche i ricercatori che hanno studiato la zona da cui ha avuto origine, 45 anni fa, la presunta trasmissione aliena, hanno fatto un buco nell'acqua.
Il team ha scandagliato la zona intorno a una stella simile al Sole situata a 1.800 anni luce di distanza nella costellazione del Sagittario, che è stata identificata come una possibile fonte del famoso segnale Wow!, rilevato nel Ferragosto del 1977 dal radiotelescopio Big Ear dell'Università dell'Ohio.

"Questa è la prima volta che viene condotta una ricerca mirata per il segnale Wow!", ha detto Karen Perez, studentessa laureata alla Columbia University, in un comunicato del 29 settembre. L'osservazione è stata condotta nell'ambito del Breakthrough Listen, un programma dell'Istituto di ricerca dell'intelligenza extraterrestre (SETI).

La ricerca, pubblicata sul Research Notes dell'American Astronomical Society, è frutto della prima collaborazione in assoluto tra due telescopi finanziati da SETI: il Green Bank Telescope e l'Allen Telescope Array (ATA). I telescopi hanno effettuato le loro osservazioni lo stesso giorno, il 21 maggio, con Green Bank che ha condotto due osservazioni di 30 minuti e ATA sei osservazioni di cinque minuti.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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