Scritto: Lunedì, 30 Ottobre 2017 19:59 Ultima modifica: Martedì, 22 Settembre 2020 21:15

NEO News


 Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e sui futuri rischi di impatto. Ultimo aggiornamento: 22 Settembre

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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Sommario:

  1. Novità
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal sito JPL/cneos dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

 1)  News

 Aggiornata la sezione 2 (incontri).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 22/9, ore 20:30)

  3 ingressi rispetto a ieri, la lista continua ad allungarsi.Aggiornata di nuovo la Tab.2a con i dati aggiornati sugli incontri con 2020 SW e SO.

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 giorni NEO C tab 200922

 La tabella qui sopra è una lista di incontri entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra, in una finestra di tempo che si spinge 30 giorni nel futuro e fino a 30 giorni nel passato (la data d'inizio può diventare più vicina per motivi di spazio). L'errore o incertezza sulla distanza (dato non riportato nella tabella CNEOS) è approssimata alle migliaia di km, come del resto la stessa distanza nominale; quest'ultima viene arrotondata a zero se inferiore a circa 1000 km.

 Qui sotto, gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica; sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari e, sulla destra, in milioni di km. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto, mentre il colore dello sfondo identifica le varie regioni di interesse attorno alla Terra: in giallo la sfera di influenza gravitazionale del nostro pianeta (detta sfera di Hill), in rosa la regione cis-lunare, ovvero a distanza sub-lunare.

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 ggNEO C plot 200922

 Di seguito, la visualizzazione dei trend di incontri degli ultimi mesi: il numero medio di nuovi ingressi giornalieri è dato dai pallini verdi (scala a sinistra) mentre in rosso c'è il numero totale di eventi contenuti nella lista, sempre in riferimento a passaggi entro 0,050 ua in una finestra temporale di ±30 giorni, centrata sulla data in ascissa; la curva azzurra è una media mobile pesata della precedente. 

NEO C trend 20092 

Fig.2a) Andamento della lunghezza della lista (calcolata in un intervallo di 61 giorni) e del numero di incontri giornalieri negli ultimi mesi- preparato da Marco Di Lorenzo sulla base della lista CNEOS

NEO C moon 200917b

Fig.2b) Numero di ingressi giornalieri in funzione della fase lunare; la linea azzurra indica media calcolata su intervalli di 24 ore.- preparato da Marco Di Lorenzo sulla base della lista CNEOS 

 Qui sopra, c'è un grafico sul numero di nuovi ingressi in funzione della fase lunare, dove una età pari a 0 giorni indica la luna nuova; il periodo abbraccia le ultime 10 lunazioni e, mentre le croci azzurre indicano i singoli valori giornalieri, la linea spezzata blu rappresenta la media che si ottiene arrotondando l'età lunare all'intero più vicino. Risulta evidente lo svuotamento che si verifica intorno al plenilunio, precisamente in una finestra ampia 8 giorni e centrata un giorno dopo la luna piena. In media, ogni mese, ci sono circa 31 incontri ravvicinati che sfuggono alla rilevazione a causa del bagliore lunare, il 23% del totale teorico. Tuttavia, è curioso notare come il valore più elevato registrato finora non cade intorno al novilunio ma ai margini del periodo "depresso" del plenilunio (22 ingressi in 24 ore, il giorno di ferragosto).

 Di seguito, la visualizzazione della lunghezza della lista nei due anni precedenti; il riquadro in alto a sinistra è sempre l'andamento del numero di ingressi in funzione della fase lunare, calcolato nella porzione finale del periodo visualizzato. 

trend 18 19

Fig.2c) Andamento del numero totale di incontri ravvicinati nei 22 mesi precedenti e inserto con il numero di ingressi a seconda della fase lunare- preparato da Marco Di Lorenzo sulla base della lista CNEOS

 Infine, le due classifiche "top-20" degli incontri estremamente ravvicinati; la prima contiene quelli più vicini avvenuti nell'ultimo anno, la seconda mostra quelli storici avvenuti nel passato (generalmente a meno di 4 raggi terrestri); entrambe le tabelle sono ordinate per distanze crescenti e non includono i 4 impattatori 2008 TC32014 AA, 2018 LA e 2019 MO, avvistati poche ore prima dell'impatto e che non hanno causato danni perché avevano dimensioni ridotte.

 NEO Closest 200922

Tab.2a+b) I 20 incontri più ravvicinati negli ultimi 12 mesi (a sinistra) e quelli in assoluto più ravvicinati mai osservati (aggiornato al 22/9/2020)

 Contrariamente alla Tab.1, qui le distanze e le relative incertezze sono espresse con una precisione elevata; tuttavia, in molti casi, la posizione nella classifica riportata nella prima colonna potrebbe cambiare a causa di tali incertezze e, soprattutto nella Tabella 2b, l'ordine è puramente indicativo perché ci sono diversi oggetti con incertezza molto ampia sulla distanza, specialmente ai primi posti. Si noti, sempre nella seconda tabella, la sconcertante mancanza di passaggi a distanze comprese tra 1,02 e 1,85 raggi terrestri, cioè tra il margine superiore dell'atmosfera e un'altezza di oltre 5400 km; con il recente passaggio di 2020 QG all'interno di questa "fascia proibita", l'anomalia statistica si è ridimensionata ma persiste.

NB.: per il raggio terrestre, si è adottato il valore di 6371,0 km che è quello di una sfera con volume equivalente al geoide.

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 15/9)

 L'unica variazione nella Tabella 1 riguarda il primo evento, il potenziale impatto di 2016 WN55 previsto lper 'atroieri e, ovviamente, non avvenuto; esso scomparirà dalla lista al prossimo aggiornamento. 

TAB.5) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo, entro al massimo 50 anni

NEO Impact 200913

 La tabella qui sopra è la lista degli Impatti, estratta dalla "Virtual Impact" table su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/, ordinata cronologicamente. Appaiono solo gli eventi entro 50 anni, associati ad oggetti con magnitudine assoluta H<26 (ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri). La soglia sulla scala di Palermo superiore a -6 viene applicata "a monte" del successivo accorpamento tra eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data; perciò, in caso di eventi multipli, la soglia effettiva applicata al "super-evento" è di fatto più alta; in tal caso, per i valori di probabilità e di "Fattore di rischio" (prodotto della probabilità e della potenza d'impatto), sono riportate le somme dei vari eventi accorpati.

 Di seguito, una visualizzazione degli impatti nella tabella 5 in funzione del tempo, con lo stesso codice di colori usato come sfondo nella tabella precedente, cioè in base al Fattore di rischio. La scala logaritmica del fattore di rischio è stata ampliata per comprendere eventi relativamente poco pericolosi ma vicini nel tempo. 

NEO I plot 200913 

Fig.3: Indice di Rischio degli impatti in funzione del tempo (stessi dati della 

 Qui sotto la classica lista degli impattatori, costruita a partire dagli stessi impatti che appaiono della Tab.5 e stavolta ordinati alfabeticamente; qui sono aggiunte informazioni ulteriori legate specificatamente all'oggetto, compresi i dati sul numero di osservazioni e l'arco temporale in cui sono state eseguite, oltre al Condition Code che esprime la bontà dell'orbita calcolata. A differenza della tabella ufficiale CNEOS, ovviamente, qui sono esclusi tutti gli oggetti che NON hanno impatti significativi entro 50 anni da oggi ed anche il numero di potenziali impatti e la loro probabilità cumulativa si riferiscono a una finestra di tempo di soli 50 anni e non 100 o più, come su cneos; inoltre, lo ribadiamo, eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data qui sono stati accorpati tra loro. La scala di colori come sfondo delle caselle va dal verde, poi azzurro, bianco, giallo, arancio fino al rosa e infine viola e nero per indicare valori sempre più negativi o più preoccupanti dei vari parametri.

TAB.6) Lista degli IMPATTATORI che potrebbero colpirci nei prossimi 50 anni 

NEO Impactor 200913 

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 7/9)

 Le statistiche ufficiali di agosto indicano ben 245 nuovi NEO, compresi 14 nuovi PHA (il doppio rispetto al mese di luglio!). Le statistiche ufficiali sulle scoperte degli ultimi anni sono state leggermente variate su cneos e di conseguenza anche nei grafici. Nel grafico in basso a sinistra, il trend che interpola i dati "NEA 140" adesso è lineare e non più esponenziale e in effetti la retta approssima meglio i punti sperimentali, dal momento che la ricerca di questi oggetti è in uno stadio più avanzato e presto comincerà a saturare.

disc 2009 

Fig.4) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra ci sono gli andamenti recenti, a destra quelli storici con proiezioni future.

 I due grafici in alto mostrano i trend relativi ai soli PHA, il cui numero, fino a metà 2014, seguiva un andamento che saturava con un tempo caratteristico di 25 anni (curva gialla); successivamente, la ricerca è diventata più efficiente e il tempo caratteristico è sceso a 21 anni (curva rossa), con una saturazione verso i 4000 oggetti PHA, di cui 159 sopra il km. A metà 2020 la percentuale presunta di PHA catalogati ha raggiunto il 55%, mentre per i PHA-Km siamo quasi al 99% e non ne vengono scoperti di nuovi da un oltre un anno. Anche se si è in netto ritardo rispetto alla richiesta del congresso americano, è probabile che entro pochi anni ci sia una nuova accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare dal LSST (la cui inaugurazione è prevista a fine 2022); la curva tratteggiata azzurra anticipa questo nuovo trend, con un tempo caratteristico di 10 anni; se confermato, questo porterà a raddoppiare il tasso di scoperte, raggiungendo l'obiettivo del 90% di PHA catalogati nella seconda metà degli anni '30.

 Nel grafico sui NEO in basso a sinistra sono riportati sia tutti gli asteroidi Near-Earth che quelli sopra i 140 metri (di cui i PHA sono una sotto-categoria che rappresenta circa il 20%), entrambi interpolati tramite curve esponenziali; si noti come il numero di NEA-140, negli ultimi mesi, stia sensibilmente deviando dalla crescita esponenziale, a conferma che per oggetti di queste dimensioni siamo ormai entrati in un regime di lenta saturazione, avendone scoperti più della metà. In basso a destra, il tasso di scoperte recente per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (>140 m); i simboli indicano gli incrementi mensili, le curve più spesse mostrano la media mobile nell'ultimo anno e quelle sottili i modelli; come si vede, i ritmi di scoperte stanno scendendo dalla seconda metà del 2018 e i modelli mostrano chiaramente i due gradoni in corrispondenza dei cambiamenti di efficienza, uno nel 2014 e l'altro, si prevede, nel 2022/23.

Qui sotto, i trend mensili delle scoperte per classe di dimensione, aggiornati al 1 Settembre (valori interpolati il 7 Settembre).

 size 2009

Fig.5) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I due grafici illustrano, con diverse modalità, la distribuzione in magnitudine assoluta di oltre 23000 asteroidi, estratti dal database cneos il 6 luglio 2020 ed estrapolati a fine anno. A sinistra è possibile apprezzare l'andamento temporale delle curve per le varie categorie di luminosità/dimensioni, mentre a destra si vede come la distribuzione "binomiale" è ormai chiaramente sbilanciata a favore del picco di oggetti più piccoli, in rapida crescita. Le linee verticali colorate dividono le quattro grandi categorie in base all'effetto di un possibile impatto: i "Near Earth Asteroids" con H<18 e diametro nominale >850 m sono in grado di causare impatti catastrofici con effetti globali, i "Potential Hazardous Asteroids" con 18<H<22 e diametro nominale superiore a 140 metri sono capaci di devastare ampie regioni e sono oggetto dell'attuale ricerca sistematica mentre i sub-PHA con 22<H<26 e dimensioni comprese tra 22 e 140 metri possono creare solo danni locali ma sono più numerosi e andrebbero monitorati da un sistema di allarme a breve termine. L'ultima categoria abbraccia gli oggetti più piccoli, di fatto massi spaziali che non pongono una reale minaccia perché vengono generalmente fermati dall'atmosfera terrestre.

 NEA2020 pop3 

Fig.6) Distribuzioni storiche - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Come previsto, adesso il secondo picco intorno ad H=25 ha superato abbondantemente il primo e la "zona depressa" tra i due comincia lentamente a colmarsi, dato che alla fine dovrebbe trasformarsi in un tratto in salita ma con pendenza minore. Guardando i profili temporali (grafico a sinistra) si nota come il trend è di crescita esponenziale per gli oggetti "sub-PHA", segno che la maggior parte di essi devono essere ancora scoperti; invece per i PHA di piccole dimensioni (20<H<22) la crescita è approssimativamente lineare, indicando che ne sono stati scoperti una frazione importante (intorno al 50%) e per tutti gli oggetti di dimensioni maggiori si nota una tendenza sempre più marcata a una saturazione, dunque ormai una catalogazione quasi completa.

 Infine, qui sotto, due grafici che illustrano il numero di scoperte nell'ultimo ventennio, sulla base di due diverse classificazioni (quella a destra riguarda tipo di orbita); la proiezione a fine 2020 si basa sulle scoperte fatte nei primi 6 mesi.

Stat annuali 2020c

Fig.7) Scoperte fatte negli ultimi 20 anni nelle varie categorie (i dati del 2020 sono stati estrapolati a fine anno) - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

  Nella prima metà del 2020 sono stati scoperti 1340 nuovi asteroidi NEA e di questi 53 sono PHA; l'anno precedente, erano stati scoperti 2414 NEA e di questi 88 erano PHA.

Altre informazioni su questo articolo

Read 18650 times Ultima modifica Martedì, 22 Settembre 2020 21:15
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Comment Link Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 posted by Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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