Scritto: Lunedì, 30 Ottobre 2017 19:59 Ultima modifica: Giovedì, 09 Aprile 2020 13:09

NEO News


Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 9 Aprile

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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Sommario:

  1. Novità
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal sito JPL/cneos dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

 1)  News

 Aggiornati gli incontri (Par.2).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 9/4):

In 47 ore solo 2 nuovi ingressi, cosa comprensibile data la fase di plenilunio.

 TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 giorni 

NEO Ctab 200409

 La tabella qui sopra è una lista di incontri entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra, in una finestra di tempo che si spinge 30 giorni nel futuro e fino a 30 giorni nel passato (la data d'inizio può diventare più vicina per motivi di spazio). L'errore o incertezza sulla distanza (dato non riportato nella tabella CNEOS) è approssimata alle migliaia di km, come del resto la stessa distanza nominale; quest'ultima viene arrotondata a zero se inferiore a circa 1000 km.

 Qui sotto, gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica; sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto, mentre il colore dello sfondo identifica le varie regioni di interesse attorno alla Terra: in giallo la sfera di influenza gravitazionale del nostro pianeta (detta sfera di Hill), in rosa la regione cis-lunare (ovvero distanze sub-lunari).

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi 31 e nei prossimi 30 gg NEO C plot 200409

 Di seguito, la visualizzazione dei trend di incontri degli ultimi mesi e nel 2018/19: il numero medio di nuovi ingressi giornalieri è dato dai pallini verdi (scala a sinistra) mentre in rosso c'è il numero totale di eventi contenuti nella lista, sempre in riferimento a passaggi entro 0,050 ua in una finestra temporale di ±30 giorni, centrata sulla data in ascissa. La fig.2b contiene anche, in alto a sinistra, un grafico sul numero di nuovi ingressi in funzione della fase lunare, in quasi 5 mesi a partire da fine Settembre 2019; è evidente lo svuotamento che si verifica per una settimana circa, a partire da un paio di giorni prima del plenilunio; esso sarebbe ancora più drastico escludendo gli oggetti già noti che tornano a farci visita.

 NEO Ctrend 200409

Fig.2a) Andamento del numero medio di nuovi ingressi giornalieri (pallini verdi) e numero totale di incontri (in rosso) negli ultimi 9 mesi. 

trend 2002h

Fig.2b) Andamento del numero totale di incontri ravvicinati nel periodo precedente. In alto a sinistra, il numero di nuovi ingressi in funzione della fase lunare (0=luna nuova).

 Infine, le due classifiche degli incontri molto ravvicinati; la prima contiene quelli con altezza inferiore a 100mila km avvenuti nell'ultimo anno, la seconda quelli storici estremamente ravvicinati (meno di 5 raggi terrestri o 25500 km di altezza); entrambe le tabelle sono ordinate per distanze crescenti e sono stati esclusi i 3 impattatori 2008 TC32014 AA e 2018 LA. Si noti che, contrariamente alla Tab.1, qui le distanze e le relative incertezze sono espresse con una precisione elevata; tuttavia, in molti casi, la posizione nella classifica riportata nella prima colonna potrebbe cambiare a causa di tali incertezze e, soprattutto nella Tabella 2b, l'ordine è puramente indicativo perché ci sono diversi oggetti con incertezza molto ampia sulla distanza, specialmente ai primi posti. 

Tab.2a) Gli incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 7/4/20)

 NEO Closer 200407b

Tab.2b) Incontri estremamente ravvicinati nel passato, prime 20 posizioni (aggiornata al 5/2/2020)

  NEO closest 200205

 Si noti, nell'ultima tabella, la sconcertante mancanza di passaggi a distanze comprese tra 1,02 e 1,85 raggi terrestri, cioè tra il margine superiore dell'atmosfera e un'altezza di oltre 5400 km; eppure, la statistica suggerisce che in questa fascia se ne sarebbero dovuti osservare quasi una decina, o perlomeno 4-5. Una possibile spiegazione potrebbe essere il fatto che si tratti di oggetti così piccoli da sfuggire a una ricerca automatica dal momento che, per motivi prospettici, quando sono ancora lontani il loro moto apparente è quasi nullo mentre nelle ore di massimo avvicinamento il moto proprio potrebbe diventare eccessivo, dal momento che la loro luce risulterebbe distribuita su molti pixel del sensore e verrebbe sovrastata dal rumore... ma si tratta solo di una supposizione del sottoscritto, peraltro in contrasto con l'effettiva osservazione dei suddetti tre asteroidi che finora hanno effettivamente impattato la Terra poco dopo essere stati avvistati nello spazio, facendo anch'essi propendere per la mancanza di 6-7 avvistamenti in tabella!

NB.: per il raggio terrestre, si è adottato il valore di 6371,0 km che è quello di una sfera con volume equivalente al geoide.

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 4/4)

 Il potenziale impattatore 2020 FM6, apparso pochi giorni fa, è ora scomparso e la lista impatti si è notevolmente accorciata (la soglia sul Fattore di Rischio non è stata variata).

TAB.5) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo, entro al massimo 50 anni  NEO Impact 200404

 La tabella qui sopra è la classifica degli Impatti, estratta dalla "Virtual Impact" table su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Appaiono solo gli eventi entro 50 anni, con scala di Palermo superiore a -5,65 ed associati ad oggetti con magnitudine assoluta H<26 (ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri)Questo filtro viene applicato "a monte" del successivo accorpamento tra eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data e quindi, in caso di eventi multipli, la soglia effettiva applicata al "super-evento" risulta più alta; invece i valori di probabilità e di "Fattore di rischio" (prodotto della probabilità e della potenza d'impatto) sono riportate, rispettivamente, la somma e il valore medio dei vari eventi accorpati.

 Di seguito, una visualizzazione degli impatti nella tabella 5 in funzione del tempo, con lo stesso codice di colori usato come sfondo nella tabella precedente, cioè in base al Fattore di rischio.

 NEO I plot 200404

Fig.3: Indice di Rischio degli impatti in funzione del tempo (stessi dati della Tabella 5) - Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/vi.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sotto la classica lista degli impattatori, costruita a partire dagli stessi impatti che appaiono della Tab.5 e stavolta ordinati alfabeticamente; qui sono aggiunte informazioni ulteriori legate specificatamente all'oggetto, compresi i dati sul numero di osservazioni e l'arco temporale in cui sono state eseguite, oltre al Condition Code che esprime la bontà dell'orbita calcolata. A differenza della tabella ufficiale CNEOS, ovviamente, qui sono esclusi tutti gli oggetti che NON hanno impatti significativi entro 50 anni da oggi ed anche il numero di potenziali impatti e la loro probabilità cumulativa adesso si riferiscono a una finestra di tempo di soli 50 anni e non 100 o più. La scala di colori come sfondo delle caselle va dal verde, poi azzurro, bianco, giallo, arancio fino al rosa e infine viola e nero per indicare valori sempre più negativi o più preoccupanti dei vari parametri.

TAB.6) Lista degli IMPATTATORI che potrebbero colpirci nei prossimi 50 anni 

 NEO Impactor 200404

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 3/4)

  Uscite le statistiche sulle scoperte di Marzo, ci sono 160 nuovi NEO di cui 11 PHA.

 disc 2004

Fig.4) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione).

 I due grafici in alto mostrano i trend relativi ai soli PHA: a sinistra quelli recenti (ultimi 7-8 anni), a destra quelli storici. Fino a metà 2014 i dati rispettavano un andamento che saturava con un tempo caratteristico di 25 anni (curva gialla); successivamente, la ricerca è diventata più efficiente e il tempo caratteristico è sceso a 21 anni (curva rossa), con una saturazione verso i 4000 oggetti. Anche se si è in netto ritardo rispetto alla richiesta del congresso americano di catalogare il 90% dei PHA entro il 2020, è probabile che nei prossimi anni ci sia una accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo sulle Ande, che dovrebbe vedere la prima luce nell'autunno 2021); il trend di colore in viola anticipa questo nuovo cambiamento di ritmo, con un tempo caratteristico di 10 anni; se confermato, questo porterà a raggiungere l'obiettivo del 90% di PHA catalogati prima della fine degli anni '30.

 Nel grafico sui NEO in basso a sinistra, l'andamento è invece interpolato da una curva esponenziale mentre, in basso a destra, il tasso di scoperte recente per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); i simboli indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno; come si vede, i ritmi di scoperte stanno scendendo dalla seconda metà del 2018 e questo probabilmente è un indice di una saturazione, avendo ormai classificato oltre metà di questi oggetti; questo è confermato dalla curva di crescita prevista dai modelli prima descritti (linea tratteggiata), che mostrano chiaramente i due gradoni in corrispondenza dei cambiamenti di ritmo di scoperte nel 2014 e, si prevede, nel 2021/22.

 Qui sotto, i trend mensili delle scoperte per classe di dimensione aggiornati al mese di Marzo. 

NEO size 2004 

Fig.5) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I due grafici tridimensionali illustrano, con diverse scale, la distribuzione in magnitudine assoluta di quasi 21700 asteroidi, estratti dal database cneos il 25/12/2019 ed estrapolati a fine anno.

NEA2019 pop1

NEA2019 pop2 

Fig.6) Distribuzioni storiche - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Come previsto, adesso il secondo picco intorno ad H=25 ha superato abbondantemente il primo e la "zona depressa" tra i due comincia lentamente a colmarsi, dato che alla fine dovrebbe trasformarsi in un tratto in salita ma con pendenza minore.

Stat annuali

Fig.8) Scoperte fatte negli ultimi 20 anni nelle varie categorie - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

  Nel 2019 sono stati scoperti 2414 nuovi asteroidi NEA e di questi 88 sono PHA; l'anno precedente, i due incrementi erano stati  inferiori, 1840 e 85 scoperte rispettivamente. 

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Read 15143 times Ultima modifica Giovedì, 09 Aprile 2020 13:09
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Comment Link Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 posted by Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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