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NEO News

Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News (9/12)

 AggiornatI gli incontri ravvicinati (Paragrafo 2).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 9/12):

 Nelle ultime 48 ore si sono aggiunti 40 nuovi incontri; uno di essi (con 2018 XU) risale a ben 19 giorni fa. D'altro canto, 2008 WD14 (passato 11±3 giorni fa) non è stato riscoperto e ormai è troppo debole e prospettivamente vicino al Sole per essere osservato. 

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 28 e nei prossimi 30 giorni close 18112079

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra; l'estensione temporale nel passato varia per motivi di spazio ma è generalmente compresa tra 20 e 30 giorni. L'incertezza sulla distanza è piuttosto approssimativa e, anche se più precisa nei casi un cui è piccola, viene approssimata a zero se inferiore a una decina di km.

 Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica; sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto.

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi e nei prossimi 30 gg c plot 181209

 Di seguito, l'andamento del numero medio di nuovi incontri giornalieri (scala a sinistra) e del numero di incontri nella finesta ±30 giorni (scala a destra) negli ultimi 12 mesi:

Fig.2) Andamento del numero medio di nuovi ingressi giornalieri (in blu) e numero totale di incontri (in rosso) in una finestra ampia 61 giorni.trend 181209

 Infine, le due classifiche degli incontri molto ravvicinati, con altezza inferiore a 100mila km, avvenuti nell'ultimo anno (Tab.2a) e di quelli storici estremamente ravvicinati (meno di 4 raggi terrestri o 19000 km di altezza) in Tab.2b; entrambe le tabelle sono ordinate per distanze crescenti e nella seconda sono stati esclusi i 3 corpi che finora hanno effettivamente impattato la Terra dopo essere stati avvistati nello spazio (2008 TC32014 AA e 2018 LA).

Tab.2a) Impatti e Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 7/12) closest 181207

Tab.2b) Incontri estremamente ravvicinati nel passato, entro 4 raggi terrestri (aggiornata al 19/10) Closest 1810H copy

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 5/12)

 Le tabelle sono rimaste immutata ma va segnalata l'esclusione, dalla lista cneos di possibili impattatori, di 2018 WA1 e di 2018 WV1 (quest'ultimo protagonista di un passaggio estremamente ravvicinato, vedere paragrafo precedente).

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo cumulativa) 
impactor 181202

 La tabella qui sopra è la classifica degli Impattatori, estratta da quella riportata su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Partendo da un database iniziale di quasi 700 oggetti, viene effettuata una scrematura basata sulle dimensioni (magnitudine assoluta H<26, ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri) e sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni). Quelli che, sulla base della scala di Palermo cumulativa, occupano le prime 86 posizioni, sono riportati qui sopra. Gli oggetti più piccoli di 22 metri non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere quote basse o la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti; invece oggetti tra 22 e 60 metri (24<H<26), pur non raggiungendo generalmente integri la superficie, sviluppano comunque un'onda d'urto capace di fare vittime in un'area popolata ("airblast"). Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca l'accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dal verde al fucsia, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità e i valori sulla scala di Palermo. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm). La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala cumulativa di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino e dunque non devono generare alcun allarme concreto

 Per realizzare la tabella sottostante di 134 possibili impatti più vicini nel tempo si è partiti dai quasi 700 potenziali eventi che scaturiscono dalla tabella "VI (Virtual Impactor)" di CNEOS, con limite inferiore di -6 sulla scala di Palermo e magnitudine assoluta inferiore a 26; successivamente, si sono selezionati gli impatti virtuali con fattore di rischio (prodotto della probabilità per la potenza di impatto) > 10 ppm·Mton, limite che scende a 5 ppm·Mton per gli eventi nei prossimi 10 anni (prima erano 5 anni). E' stato rimosso il limite minimo di 1 Mton sulla potenza d'impatto e il limite minimo sulla probabilità dei singoli impatti è stato rilassato da 1 a 0,3 ppb (parti per miliardo)Gli eventi multipli riguardanti lo stesso oggetto nella stessa data (riconoscibili dalla probabilità di impatto sottolineata) sono stati accorpati sommando le probabilità e si è adottato il valore della Scala di Palermo dell'evento più probabile. Nella prima colonna (nome) stata introdotta una legenda cromatica associata alla prima colonna per rendere meglio identificabili i numerosi eventi afferenti lo stesso oggetto.

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente) 

impact 181202

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 3 Dicembre)

 Usciti i dati di Novembre: nonostante ci siano ben 215 nuovi NEO, solo 3 sono PHA.

 Disc 1812

Fig.3) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra i trend recenti (ultimi 6-7 anni), a destra in alto quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; la tendenza, però nella seconda metà del 2018 sembra essersi invertita e il tempo caratteristico è risalito. Questi ritmi di scoperta non sono assolutamente sufficienti a soddisfare la richiesta del congresso americano, che richiedeva la catalogazione del 90% dei PHA entro il 2020; anche se l'obiettivo non verrà raggiunto nei tempi previsti, è probabile che nei prossimi anni ci sia una accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo che entrerà in servizio sulle Ande nel 2020). Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte sempre negli ultimi 6-7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno. 

 Per finire, qui sotto, Il trend mensile delle scoperte per classe di dimensione negli ultimi 4 anni.

  Aggiornato il grafico sottostante con le scoperte di Novembre 2018.

Size 1812 

Fig.4) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I due grafici tridimensionali illustrano, con diverse scale, la distribuzione in magnitudine assoluta di 18434 asteroidi NEO, estratti dal database cneos il 29/7/18.

 distribuzione NEO 2018

data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 La linea rossa con H=18 corrisponde ad oggetti di circa 800 metri di diametro, ormai tutti catalogati, mentre l'altra per H=24 si riferisce ai NEO sui 140 metri, la nuova soglia per la quale oggi conosciamo solo il 50% della popolazione stimata. L'impressionante aumento di scoperte negli ultimi 20 anni, e la tendenza dei NEO ad essere sempre più piccoli, è conseguenza degli strumenti sempre più sensibili e dell'introduzione di sistemi automatici per la ricerca; si nota, sempre più evidente, anche il doppio picco nella distribuzione, segno della presenza di due distinte popolazioni di asteroidi (man mano che le scoperte di oggetti piccoli aumenteranno, il secondo picco supererà di gran lunga il primo e la "zona depressa" tra i due diventerà un tratto in salita ma con pendenza minore).

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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