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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News (17/10/18)

 Aggiornati gli incontri ravvicinati (Par.2).

  

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 17/10):

 Nelle ultime 50 ore si registrano solo 2 nuovi incontri, con la lista che si sta accorciando molto rapidamente. I dati di distanza minima relativi a 475534/2006 TS7 sono tratti da NEODyS dato che su CNEOS/JPL non sono disponibili informazioni precise al riguardo (manca la tabella degli incontri nella pagina SSD).

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 29 e nei prossimi 30 giorni close 181017

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra; l'estensione temporale nel passato varia per rendere la tabella di lunghezza costante. L'incertezza sulla distanza è piuttosto approssimativa e, anche se più precisa nei casi un cui è piccola, viene approssimata a zero se inferiore a una decina di km.

 Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica; sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto.

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi e nei prossimi 30 gg c plot 181017

 Di seguito, l'andamento del numero medio di nuovi incontri giornalieri (scala a sinistra) e del numero di incontri nella finesta ±30 giorni (scala a destra) negli ultimi 8 mesi:

Fig.2) Trend recente del numero medio di nuovi ingressi giornalieri (in blu) e numero totale di incontri (in rosso) in una finestra di 60 giorni trend 181017

 Infine, la classifica aggiornata degli incontri estremamente ravvicinati (altezza inferiore a 100mila km) avvenuti nell'ultimo anno. 

Tab.2) Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 15  Ottobre 2018) 

 closest 181015

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 15/10)

 Nuove osservazioni hanno esteso l'arco temporale di 2018 NL, raddoppiando il numero di potenziali impatto ma riducendone il rischio complessivo e spostando anche in avanti le date; di conseguenza, in Tab.4 non appaiono più impatti significativi associati a questo oggetto.

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo cumulativa) 
impactor 181015

 La tabella qui sopra è la classifica degli Impattatori, estratta da quella riportata su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Partendo da un database iniziale di oltre 850 oggetti, dopo una scrematura basata sulle dimensioni (magnitudine assoluta H<26, ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri), sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni) e in base alla pericolosità (valore sulla scala di Palermo cumulativa >-5), ne rimangono 56 riportati qui sopra. Gli oggetti più piccoli non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere quote basse o la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti; invece oggetti tra 22 e 60 metri (24<H<26), pur non raggiungendo generalmente integri la superficie, sviluppano comunque un'onda d'urto capace di fare vittime in un'area popolata e sono quindi riportati. Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca l'accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dal verde al fucsia, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità e i valori sulla scala di Palermo. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm). La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala cumulativa di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino e dunque non devono generare alcun allarme concreto

 Per realizzare la tabella sottostante di oltre 130 possibili impatti si è partiti dai quasi 700 potenziali eventi che scaturiscono dalla tabella "VI (Virtual Impactor)" di CNEOS, con limite inferiore di -6 sulla scala di Palermo e magnitudine assoluta inferiore a 26; successivamente, si sono selezionati gli impatti virtuali con fattore di rischio (prodotto della probabilità per la potenza di impatto) > 10 ppm·Mton (limite che scende a 5 ppm·Mton per gli eventi nei prossimi 5 anni). E' stato rimosso il limite minimo di 1 Mton sulla potenza d'impatto e anche il limite minimo sulla probabilità dei singoli impatti è stato rilassato da 1 a 0,3 ppb (parti per miliardo)Gli eventi multipli riguardanti lo stesso oggetto nella stessa data (riconoscibili dalla probabilità di impatto scritta in blu/grassetto) sono stati accorpati sommando le probabilità. 

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente) 

impact 181015

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 4 Ottobre)

 Usciti i dati di Settembre: 193 nuovi NEO di cui 5 PHA. Osservando qui sotto il grafico in alto a sinistra e quello in basso a destra, si ha la conferma che negli ultimi 3-4 mesi il numero di nuove scoperte di PHA e di grandi NEA sia leggermente depresso; se la tendenza dovesse rivelarsi non stagionale ma reale, prima della fine dell'anno bisognerà rivedere la curva del modello al ribasso.

 Disc 1810

data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra i trend recenti (ultimi 6-7 anni), a destra in alto quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; per questo, è stata introdotta una nuova curva (in arancione) che interpola molto meglio gli ultimi dati e si basa su un tempo caratteristico di 18,5 anni. Questo miglioramento non è comunque sufficiente a soddisfare la richiesta del congresso americano (90% dei PHA entro il 2020); anche se l'obiettivo non verrà raggiunto nei tempi previsti, è probabile che nei prossimi anni ci sia una ulteriore accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo che entrerà in servizio sulle Ande nel 2020). Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte sempre negli ultimi 6-7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno. 

 Per finire, qui sotto, Il trend mensile delle scoperte per classe di dimensione negli ultimi 4 anni.

  Aggiornato il grafico sottostante con le scoperte di settembre 2018. Quanto detto sopra riguardo alla depressione nel numero di nuove scoperte negli ultimi mesi lo si vede anche nelle categorie 30-100 e 100-300 metri, ma non sui NEO più piccoli (< 30 m).

Size 1810 

data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I due grafici tridimensionali illustrano, con diverse scale, la distribuzione in magnitudine assoluta di 18434 asteroidi NEO, estratti dal database cneos il 29/7/18.

distribuzione NEO 2018

data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 La linea rossa con H=18 corrisponde ad oggetti di circa 800 metri di diametro, ormai tutti catalogati, mentre l'altra per H=24 si riferisce ai NEO sui 140 metri, la nuova soglia per la quale oggi conosciamo solo il 50% della popolazione stimata. L'impressionante aumento di scoperte negli ultimi 20 anni, e la tendenza dei NEO ad essere sempre più piccoli, è conseguenza degli strumenti sempre più sensibili e dell'introduzione di sistemi automatici per la ricerca; si nota, sempre più evidente, anche il doppio picco nella distribuzione, segno della presenza di due distinte popolazioni di asteroidi (man mano che le scoperte di oggetti piccoli aumenteranno, il secondo picco supererà di gran lunga il primo e la "zona depressa" tra i due diventerà un tratto in salita ma con pendenza minore).

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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