Venerdì 24 Novembre 2017
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NEO News

Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 23 Novembre.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News (23/11) 

 Aggiornati gli incontri ravvicinati (Par.2)).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato al 23 Novembre):

  Ci sono 3 "new entries" ma 2 di questi sono in realtà oggetti già noti da riscoprire. Sconcertante la distribuzione temporale, con un buco di ben 9 giorni a inizio dicembre seguito, il 22 dicembre, dal passaggio di due grossi e rari PHA nell'arco di soli 15 minuti!

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 20 e nei prossimi 30 giorni close 171123

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra; in questo nuovo layout, il numero di incontri visualizzati non può superare la quota di 76 e questo limita la data del primo evento riportato (che comunque non è mai più vecchia di 20 giorni). Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica, anche se con una finestra di tempo diversa perchè più ampia e simmetrica (±30 giorni); sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto:

c plot 171123

 Infine, la classifica aggiornata degli incontri estremamente ravvicinati avvenuti nell'ultimo anno; si tratta di oggetti (generalmente molto piccoli) che sono passati a meno di 100000 km dal centro della Terra. In alcuni casi, la posizione in classifica è incerta a causa degli errori sulla distanza.

Tab.2) Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 9 Novembre 2017) 

closest 171109

  

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 22/11)

 La pericolosità di 2017 VT14, prima in salita, è scesa al punto da farlo uscire dalla lista (-5.59 sulla scala di Palermo). Anche 2017 UE43 è sceso leggermente.

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo cumulativa)
impactor 171122b

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente) 

impact 171122 

 La prima tabella qui sopra (Tab.3 - Impattatori) è estratta in buona parte da quella riportata su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Dopo una scrematura basata sulle dimensioni (magnitudine assoluta H<26, ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri circa), sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni) e in base alla pericolosità (valore sulla scala di Palermo cumulativa >-5), ne rimangono circa 55. Gli oggetti più piccoli non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere quote basse o la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti; invece oggetti tra 22 e 60 metri (24<H<26), pur non raggiungendo integri la superficie, sviluppano comunque un'onda d'urto capace di fare vittime in un'area mediamente popolata. Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca una accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dal verde al nero, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità, energia liberata e il valore sulla scala di Torino. La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala cumulativa di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono generalmente alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino, dunque non devono generare alcun allarme concreto. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm).

 Per realizzare la tabella 4 dei potenziali eventi d'impatto si è partiti da oltre un migliaio di potenziali impatti che scaturiscono dalla tabella "VI (Virtual Impactor)" di CNEOS, con limite inferiore di -6 sulla scala di Palermo e magnitudine assoluta inferiore a 26. Successivamente, si sono selezionati i 124 eventi più vicini nel tempo (entro il 2037), tra quelli con una probabilità superiore a 1 parte per miliardo (0.001 ppm), una potenza di impatto stimata in almeno 1 Megaton, un valore sulla scala di Palermo superiore a -5 e fattore di rischio di almeno 10 ppmxMton. Gli impatti da parte dello stesso oggetto nella stessa data sono stati "accorpati", sommando le probabilità dei vari eventi.

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 1 Novembre)

  Aggiornate le scoperte con di Ottobre, con ben 267 nuovi NEO (un vero e proprio record!), 11 di essi sono PHA.

Disc 1711 

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra i trend recenti (ultimi 6-7 anni), a destra in alto quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; per questo, è stata introdotta una nuova curva (in arancione) che interpola molto meglio gli ultimi dati e si basa su un tempo caratteristico di 18 anni. Questo miglioramento non è comunque sufficiente a soddisfare la richiesta del congresso americano (90% dei PHA entro il 2020); anche se l'obiettivo non verrà raggiunto nei tempi previsti, è probabile che nei prossimi anni ci sia una ulteriore accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo che entrerà in servizio sulle Ande tra 4 anni).

 Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte sempre negli ultimi 7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno.

 Il trend delle scoperte per classe di dimensione è aggiornato al 1 Novembre ed è nuovamente calcolato su base mensile (non trimetrale); in questo modo, la ripresa è ancora più drastica soprattutto per gli oggetti medio-piccoli (+4%)

Size 1711

 

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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