Scritto: Lunedì, 30 Ottobre 2017 19:59 Ultima modifica: Giovedì, 05 Dicembre 2019 21:01

NEO News


Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre (ore 20.30)

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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal sito JPL/cneos dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News

  Aggiornata la sezione incontri (Par.2).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 5/12):

 Quattro nuovi ingressi, la lunghezza della lista incontri sembra per ora stabile ma nei prossimi giorni potrebbe assottigliarsi ancora perché adesso la Luna è già al primo quarto. Aggiornata la Tab.2a.

 TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 giorniclose 191205

 La tabella qui sopra è una lista di incontri entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra, in una finestra di tempo che si spinge 30 giorni nel futuro e fino a 30 giorni nel passato (la data di partenza varia poiché, per motivi di spazio, la tabella ha una lunghezza limitata e contiene solo la porzione più recente della lista completa). L'errore o incertezza sulla distanza (dato non riportato nella tabella CNEOS) è approssimata alle migliaia di km, come del resto la stessa distanza nominale; quest'ultima viene arrotondata a zero se inferiore a circa 1000 km.

 Qui sotto, gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica; sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto, mentre il colore dello sfondo identifica le varie regioni di interesse attorno alla Terra: in giallo la sfera di influenza gravitazionale del nostro pianeta (detta sfera di Hill), in rosa la regione cis-lunare (ovvero distanze sub-lunari).

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 ggc plot 191205

 Di seguito, la visualizzazione dei trend di incontri degli ultimi 9 e nei precedenti 20 mesi: il numero medio di nuovi ingressi giornalieri è dato dai  pallini verdi (scala a sinistra) mentre in rosso c'è il numero totale di eventi contenuti nella lista, sempre in riferimento a passaggi entro 0,050 ua in una finestra temporale di ±30 giorni, centrata sulla data in ascissa. 

Fig.2a) Andamento del numero medio di nuovi ingressi giornalieri (in blu) e numero totale di incontri (in rosso) negli ultimi 9 mesi. trend 191205

Fig.2b) Andamento del numero totale di incontri ravvicinati nel periodo precedente. 

trend 1911h

 Qui sotto, un grafico che mostra l'incremento nel numero di passaggi particolarmente ravvicinati negli ultimi 20 anni; si tratta di incontri a distanza sub-lunare (<1 LD), divisi per intervallo di magnitudine assoluta.

sublunar increase

Fig.2) Numero di passaggi annuali a distanza sublunare per diverse classi di magnitudine (il dato relativo al 2019 è stato estrapolato a fine anno). - Source: https://cneos.jpl.nasa.gov - Processing/Plot: M. Di Lorenzo

 L'incremento è da imputare al drastico miglioramento dei sistemi di monitoraggio ed è particolarmente impressionante negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda gli oggetti di magnitudini intermedie (26<H<30 e dimensioni nominali comprese tra 9 e 22 metri). Sulla base del numero di incontri con oggetti di questo tipo osservato di recente attorno al novilunio, si ricava un tasso effettivo di almeno 240 passaggi ravvicinati all'anno e una collisione con il nostro pianeta ogni 15 anni o anche meno; questa frequenza è in buon accordo con le occorrenze dei bolidi, dal momento che sono stati osservati un paio di oggetti di queste dimensioni negli ultimi 25 anni (si tratta dei famosi eventi di Chelyabinsk nel 2013 e nello stretto di Bering nel 2018); di riflesso, questa corrispondenza suggerisce che l'attuale efficienza di rivelazione si sta ormai avvicinando al 100%, almeno per questa categoria di oggetti, entro la distanza lunare e nei periodi lontani dal plenilunio. In ogni caso, oggetti così piccoli non sono in grado di fare danni seri o uccidere persone poiché destinati a essere fermati del tutto o quasi dall'atmosfera terrestre prima dell'impatto.Per quanto riguarda invece oggetti più grandi (22<H<26 e diametro compreso tra 22 e 140 metri), dalla curva blu si deduce che, ragionevolmente, ne passano da 12 a 20 entro l'orbita lunare ogni anno e questo implica una frequenza di un impatto ogni 2 secoli circa; anche se non si tratta ancora di PHA, essi sono in grado di raggiungere il terreno con velocità elevata, causando danni notevoli come è successo nel 1908 a Tunguska; in effetti, si stima che questi sub-PHA possano causare in media 8-30 vittime all'anno e se non ci sono morti documentate, probabilmente è perché in passato la Terra era molto meno popolata!

 Infine, le due classifiche degli incontri molto ravvicinati; la prima contiene quelli con altezza inferiore a 100mila km avvenuti nell'ultimo anno, la seconda quelli storici estremamente ravvicinati (meno di 5 raggi terrestri o 25500 km di altezza); entrambe le tabelle sono ordinate per distanze crescenti e dalla seconda sono stati esclusi i 3 corpi che finora hanno effettivamente impattato la Terra dopo essere stati avvistati nello spazio (2008 TC32014 AA e 2018 LA). Si noti che, contrariamente alla Tab.1, qui le distanze e le relative incertezze sono espresse con una precisione elevata e, quando ci sono zone di sovrapposizione, la posizione ambigua nella classifica è segnalata da un punto interrogativo nella prima colonna. Nella Tabella 2b l'ordine è puramente indicativo perché ci sono diversi oggetti con incertezza molto ampia sulla distanza, il che potrebbe stravolgere molte posizioni in classifica, specialmente ai primi posti; è quello che succede anche con il nuovo ingresso di 2019 UN13 che è in lotta con 2008 TS26 per la seconda posizione tra i passaggi più ravvicinati di sempre. Confermata ancora, in questa seconda tabella, l'inspiegabile mancanza di passaggi ad altezze inferiori a 5400 km, naturalmente escludendo i tre oggetti suddetti che ci hanno impattato.

Tab.2a) Impatti (sfondo nero) e incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 5/12/19)

closer 191205 

Tab.2b) Incontri estremamente ravvicinati nel passato, entro 5 raggi terrestri (aggiornata al 2/11/19)

  closest 191103

NB.: per il raggio terrestre, si è adottato il valore di 6371,0 km che è quello di una sfera con volume equivalente al geoide.

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 3/12)

  In entrambe le tabelle fa ingresso 2019 WW4, un PHA di notevoli dimensioni e con numerosi impatti potenziali; invece 2019 UC14 è uscito dalla lista impattatori. 

TAB.5) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo, entro al massimo 50 anni

impact 191204

 La tabella qui sopra è la classifica degli Impatti, estratta da "Virtual Impact" table su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Tra gli eventi con scala di Palermo superiore a -6 e magnitudine assoluta H<26 (ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri), si sono considerati quelli entro 50 anni e con Indice di Rischio più elevato. La soglia inferiore sull'indice di rischio è attualmente pari a 2,0 ma può subire oscillazioni in modo che la lista contenga un numero di eventi generalmente compreso tra 125 e 132; peraltro, questo filtro viene applicato "a monte" del successivo accorpamento tra eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data e quindi, in caso di eventi multipli, la soglia effettiva applicata al "super-evento" risulta più alta.

 Di seguito, una visualizzazione degli impatti nella tabella 5 in funzione del tempo, con lo stesso codice di colori usato come sfondo nella tabella precedente, cioè in base all'indice di rischio (per una descrizione dei parametri "Indice di RischioIR e "Fattore di Rischio" o FR, si veda questo articolo).

 i plot 191203

Fig.3: Indice di Rischio degli impatti in funzione del tempo (stessi dati della Tabella 5) - Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/vi.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sotto la classica lista degli impattatori, costruita a partire dagli stessi impatti che appaiono della Tab.5 e stavolta ordinati alfabeticamente; qui sono aggiunte informazioni ulteriori legate specificatamente all'oggetto, compresi i dati sul numero di osservazioni e l'arco temporale in cui sono state eseguite, oltre al Condition Code che esprime la bontà dell'orbita calcolata. A differenza della tabella ufficiale CNEOS, ovviamente, qui sono esclusi tutti gli oggetti che NON hanno impatti significativi entro 50 anni da oggi ed anche il numero di potenziali impatti e la loro probabilità cumulativa adesso si riferiscono a una finestra di tempo di soli 50 anni e non 100 o più. La scala di colori come sfondo delle caselle va dal verde, poi azzurro, bianco, giallo, arancio fino al rosa e infine viola e nero per indicare valori sempre più negativi o più preoccupanti dei vari parametri.

TAB.6) Lista degli IMPATTATORI che potrebbero colpirci nei prossimi 50 anni

 impactor 191203

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 3/12)

A Novembre sono stati scoperti solo 202 nuovi NEO, il 45% in meno rispetto al mese (eccezionale) di Ottobre; in compenso, il numero di nuovi PHA è aumentato di 10 unità, contro una media recente di 7 scoperte al mese. Nel grafico in basso a sinistra, introdotta anche l'interpolazione esponenziale sul numero di asteroidi NEA sopra i 140 metri; sia questa curva che quella sui NEO totali si basa sui dati successivi a luglio 2013 e suggerisce una difetto di nuove scoperte negli ultimi mesi rispetto al trend precedente, indizio forse di un principio di "saturazione" e quindi della interruzione sulla crescita esponenziale precedente...

Disc 1912b 

Fig.4) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione).

 I due grafici in alto mostrano i trend relativi ai soli PHA: a sinistra quelli recenti (ultimi 7-8 anni), a destra quelli storici. Come si vede, fino a metà 2014 i dati rispettavano un andamento che saturava verso i 3500 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 25 anni (curva gialla); successivamente, la ricerca è diventata più efficiente e il tempo caratteristico è sceso a 22 anni (curva rossa), con una saturazione verso i 4110 oggetti. Va sottolineato che questi ritmi di scoperta non sono assolutamente sufficienti a soddisfare la richiesta del congresso americano, anche se è probabile che nei prossimi anni ci sia una accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo che entrerà in servizio sulle Ande nell'autunno 2020); il trend di colore turchese anticipa questo nuovo cambiamento di ritmo, con un tempo caratteristico di 11 anni; se confermato, questo porterà a raggiungere l'obiettivo del 90% di PHA catalogati entro la seconda metà degli anni '30. 

 Nel grafico sui NEO in basso a sinistra, l'andamento è invece interpolato da una curva esponenziale, con tempo caratteristico di circa 7,5 anni (che però risulta sovrastimata negli ultimi mesi). Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte recente per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); i simboli indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno; come si vede, i ritmi di scoperte stanno scendendo dalla seconda metà del 2018 e questo probabilmente è un indice di una saturazione, avendo ormai classificato oltre metà di questi oggetti; questo è confermato dalla curva di crescita prevista dai modelli prima descritti (linea tratteggiata), che mostrano chiaramente i due gradoni in corrispondenza dei cambiamenti di ritmo di scoperte nel 2014 e nel 2020/21.

 Qui sotto, i trend mensili delle scoperte per classe di dimensione aggiornati. al mese di Novembre. Purtroppo gli incrementi sono tornati ai livelli precedenti dopo il picco di Ottobre. 

size 1912 

Fig.5) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I due grafici tridimensionali illustrano, con diverse scale, la distribuzione in magnitudine assoluta di 18434 asteroidi NEO, estratti dal database cneos il 29/7/18.

 distribuzione NEO 2018

Fig.6) Distribuzioni storiche - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 La linea rossa con H=18 corrisponde ad oggetti di circa 800 metri di diametro, ormai tutti catalogati, mentre l'altra per H=24 si riferisce ai NEO sui 140 metri, la nuova soglia per la quale oggi conosciamo solo il 50% della popolazione stimata. L'impressionante aumento di scoperte negli ultimi 20 anni, e la tendenza dei NEO ad essere sempre più piccoli, è conseguenza degli strumenti sempre più sensibili e dell'introduzione di sistemi automatici per la ricerca; si nota, sempre più evidente, anche il doppio picco nella distribuzione, segno della presenza di due distinte popolazioni di asteroidi (man mano che le scoperte di oggetti piccoli aumenteranno, il secondo picco supererà di gran lunga il primo e la "zona depressa" tra i due diventerà un tratto in salita ma con pendenza minore).

 Infine, ecco il grafico aggiornato ad agosto 2019 della distribuzione delle due popolazioni NEA e PHA (si vede la leggera differenza accumulata in 6 settimane):

NEOPHA pop 190823

Fig.7) Distribuzioni Aggiornate di NEO e PHA - data Source: https://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb_query.cgi - Data processing: M. Di Lorenzo

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Read 14042 times Ultima modifica Giovedì, 05 Dicembre 2019 21:01
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Comment Link Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 posted by Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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