Scritto: Lunedì, 30 Ottobre 2017 19:59 Ultima modifica: Mercoledì, 04 Agosto 2021 06:56

NEO News


Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e sui futuri rischi di impatto.

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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Sommario:

  1. Novità
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal sito JPL/cneos dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

 1)  News

  Aggiornate le sezioni incontri, rischio e scoperte.

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 4/8, mattina)

  In 33 ore, solo tre ingressi. Tra questi, interessante quello in zona cislunare da parte di 2021 PC, passato l'altro ieri.

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 giorniNEO asteroidi tab0804

 La tabella qui sopra è una lista di incontri entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra, in una finestra di tempo che si spinge 30 giorni nel futuro e circa 30 giorni nel passato (la data d'inizio può oscillare di qualche giorno, nel caso che non ci siano nuovi ingressi oppure che ci siano troppi eventi per poterli mostrare tutti). L'errore o incertezza sulla distanza (dato non riportato nella tabella CNEOS) è riferito a una probabilità del 90% (1,645σ) ed è approssimata alle migliaia di km, come del resto la stessa distanza nominale; quest'ultima viene arrotondata a zero se inferiore a circa 1000 km.

 Qui sotto, gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica; sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari e, sulla destra, in milioni di km. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto, mentre il colore dello sfondo identifica le varie regioni di interesse attorno alla Terra: in giallo la sfera di influenza gravitazionale del nostro pianeta (detta sfera di Hill), in arancio la regione cis-lunare, ovvero a distanza sub-lunare.

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 gNEO asteroidi cplot0804

 Di seguito, la visualizzazione dei trend di incontri degli ultimi 12-13 mesi: il numero medio di nuovi ingressi giornalieri è dato dai pallini verdi (scala a sinistra) mentre in rosso c'è il numero totale di eventi contenuti nella lista, sempre riferiti a passaggi entro 0,050 ua in una finestra temporale di ±30 giorni, centrata sulla data in ascissa; la curva azzurra è una media mobile pesata della precedente.

 NEO asteroidi lista0805

Fig. 2a) Andamento della lunghezza della lista (calcolata in un intervallo di 61 giorni) e del numero di incontri giornalieri in oltre12 mesi - preparato da Marco Di Lorenzo sulla base della lista CNEOS/JPL/NASA
NEO Moon 2107b

Fig.2b) Numero di ingressi giornalieri in funzione della fase lunare, nell'arco di 13 lunazioni; la linea blu (con scala a sinistra) indica media calcolata su intervalli di 24 ore.- preparato da Marco Di Lorenzo sulla base della lista CNEOS/JPL/NASA

 Nell'ultimo grafico, sempre relativo all'ultimo anno, il numero di nuovi ingressi in funzione della fase lunare (dove una età pari a 0 giorni indica la luna nuova); le croci azzurre indicano i singoli valori giornalieri, mentre la linea spezzata blu rappresenta la media che si ottiene arrotondando l'età lunare all'intero più vicino e la curva verde ne è un modello semplificato. Risulta evidente lo svuotamento che si verifica intorno al plenilunio, precisamente in una finestra ampia una settimana e centrata due giorni dopo la luna piena. Adesso i dati statistici essenziali sono riportati all'interno del grafico stesso; da essi si deduce che quasi il 18% degli incontri sono sfuggiti alla rilevazione a causa del bagliore lunare.

 Infine, le due classifiche "top-25" degli incontri estremamente ravvicinati, avvenuti cioè entro una sfera 100 volte più piccola della precedente (meno di 0,00050 AU=0,195 LD=74800 km dalla Terra); la prima lista contiene quelli gli eventi avvenuti nell'ultimo anno, la seconda i 25 passaggi storici più ravvicinati (di fatto entro i 4 raggi terrestri); entrambe le tabelle sono ordinate per distanze crescenti e non includono i 4 impattatori 2008 TC32014 AA, 2018 LA e 2019 MO, avvistati poche ore prima dell'impatto e che non hanno causato danni perché avevano dimensioni ridotte. E' invece incluso 2020 SO, che non appare più nelle tabelle cneos poiché si è ormai praticamente certi sulla sua natura artificiale (presumibilmente è il secondo stadio del vettore Atlas-Centaur utilizzato nel 1966 per inviare la sonda Surveyor-2 verso la Luna).

 NEO asteroidi Closest210731

Tab.2a+b) I 25 incontri più ravvicinati negli ultimi 12 mesi (a sinistra) e quelli in assoluto più ravvicinati di sempre (aggiornate il 31/7/2021)

 Contrariamente alla Tab.1, qui le distanze e le relative incertezze sono espresse con una precisione elevata; anche in questo caso, tale incertezza è ricalcolata sulla base di un intervallo di confidenza del 90% invece che del 68% (1,645σ invece di 1σ), un valore più significativo statisticamente parlando. Tuttavia, in molti casi, la posizione nella classifica riportata nella prima colonna potrebbe cambiare a causa di tali incertezze e, soprattutto nella Tabella 2b, l'ordine è puramente indicativo perché ci sono diversi oggetti con incertezza molto ampia sulla distanza, specialmente ai primi posti. Tra l'altro, nei casi un cui l'intervallo di incertezza sia fortemente asimmetrico, viene riportato solo l'errore inferiore (preceduto dal segno  anziché ±) legato alla minima distanza possibile.

NB.: per il raggio terrestre, si è adottato il valore di 6371,0 km che è quello di una sfera con volume equivalente al geoide.

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 3/8)

  Le pericolosità di 2016 WN552017 AE21 sono state riviste, mentre 2021 NQ5, con cinque potenziali impatti a partire dal 2043. Inoltre, adesso non viene più effettuato l'accorpamento di più impatti virtuali afferenti lo stesso oggetto in date tra loro vicine e questo è particolarmente vero per 2010 MZ112.

 TAB.5) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo, entro al massimo 50 anni NEO asteroidi Impact0803

 La tabella qui sopra è la lista degli Impatti, estratta dalla "Virtual Impact" table su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/, ordinata cronologicamente. Appaiono solo gli eventi entro 50 anni, associati ad oggetti con magnitudine assoluta H<26 (ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri). La soglia sulla scala di Palermo >-6 viene applicata "a monte" del successivo accorpamento tra eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data; perciò, in caso di eventi multipli, la soglia effettiva applicata al "super-evento" è di fatto più alta; in tal caso, per i valori di probabilità e di "Fattore di rischio" (prodotto della probabilità e della potenza d'impatto), sono riportate le somme dei vari eventi accorpati. Infine, a partire da fine giugno, è stato necessario riattivare un filtro differenziato anche sul fattore di rischio: adesso la soglia minima è pari a 1 ppm·Mton nei prossimi 25 anni e sale a 5 ppm·Mton per eventi più lontani nel tempo. 

 Di seguito, una visualizzazione degli impatti potenziali elencati nella tabella 5 in funzione del tempo, usando lo stesso codice di colori basato sul Fattore di rischio.

 NEO asteroidi Iplot0803

Fig.3: Indice di Rischio degli impatti in funzione del tempo (stessi dati della tabella precedente)

 Qui sotto la classica lista degli impattatori, costruita a partire dagli stessi impatti che appaiono della Tab.5 e stavolta ordinati alfabeticamente; qui sono aggiunte informazioni ulteriori legate specificatamente all'oggetto, compresi i dati sul numero di osservazioni e l'arco temporale in cui sono state eseguite, oltre al Condition Code che esprime la bontà dell'orbita calcolata. A differenza della tabella ufficiale CNEOS, ovviamente, qui sono esclusi tutti gli oggetti che NON hanno impatti significativi entro 50 anni da oggi ed anche il numero di potenziali impatti e la loro probabilità cumulativa si riferiscono a una finestra di tempo di soli 50 anni e non 100 o anche più, come avviene sulla lista cneos; inoltre, lo ribadiamo, eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data qui sono stati accorpati tra loro.

TAB.6) Lista degli IMPATTATORI che potrebbero colpirci nei prossimi 50 anni NEO asteroidi Impactor0803

 La scala di colori usata come sfondo nelle due tabelle è un indicatore della pericolosità ovvero della qualità dei dati, con intervalli dettati dalla seguente scala cromatica.

scala cromatica 3

Tabella 7: intervalli dei codici cromatici relativi alle quantità visualizzate in precedenza.

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 3/8)

 Nel mese di luglio sono stati scoperti solo 121 NEO di cui 6 PHA, valori simili a quelli di giugno 2020.

 NEO asteroidi disc2108

Fig.4) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra ci sono gli andamenti recenti, a destra quelli storici con proiezioni future.

 I due grafici in alto mostrano i trend relativi ai soli PHA, il cui numero, fino a metà 2020, seguiva un andamento che saturava con un tempo caratteristico di 20,5 anni (curva arancio); successivamente, la ricerca è diventata più efficiente e il tempo caratteristico è sceso a 17,5 anni (curva rossa), con una saturazione verso i 3900 oggetti PHA, di cui 160 sopra il km. Il merito principale di questo incremento nell'efficienza di rivelazione è da attribuire all'installazione di un rivelatore CCD da 10kx10k pixel sul telescopio Catalina di Mt Lemmon (Arizona). A fine 2020 la percentuale presunta di PHA catalogati ha raggiunto il 52%, mentre per i PHA-Km siamo oltre il 98%. Anche se si è in netto ritardo rispetto alla richiesta del congresso americano, è probabile che entro pochi anni ci sia una nuova accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare dal LSST (la cui inaugurazione è prevista a fine 2022); la curva tratteggiata viola anticipa questo nuovo trend, con un ritmo di scoperte raddoppiato; se confermato, questo porterà a raggiungere l'obiettivo del 90% di PHA catalogati intorno al 2035. I tempi si potrebbero ulteriormente accorciare con il lancio della missione NEOCAM, che prevede l'utilizzo di un telescopio spaziale infrarosso dedicato a questo scopo nella zona L1.

 Nel grafico sui NEO in basso a sinistra sono riportati sia tutti gli asteroidi Near-Earth che quelli sopra i 140 metri, di cui i PHA sono una sotto-categoria che rappresenta circa il 20%; la prima quantità è ancora ben interpolata tramite una curva esponenziale, con un raddoppio ogni 6 anni; invece l'andamento dei corpi più grandi è diventato ormai lineare (in media 507 scoperte all'anno), a conferma che ormai per oggetti di queste dimensioni ci stiamo avviando verso una lenta saturazione, avendone scoperti più della metà. In basso a destra, il tasso di scoperte recente per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (>140 m); i simboli indicano gli incrementi mensili, le curve più spesse mostrano la media mobile nell'ultimo anno e quelle sottili i modelli; si vedono chiaramente i gradoni in corrispondenza dei cambiamenti di efficienza, uno nel 2014, uno nel 2020 e il prossimo è previsto nel 2022/23.

Qui sotto, i trend mensili delle scoperte per classe di dimensione, negli ultimi 5 anni.

NEO asteroidi size 2108 

Fig.5) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I grafici illustrano, con diverse modalità, la distribuzione per magnitudine assoluta e per anno di scoperta di 26129 asteroidi, estratti dal database cneos il 4 luglio 2021. Nel primo è possibile apprezzare l'andamento temporale delle curve per le varie categorie di luminosità/dimensioni, mentre più sotto si vede come ormai il picco di oggetti più luminosi (a sinistra) è nettamente più basso del secondo ed è divenuto un "plateau", grazie al progressivo riempimento della regione intermedia; quest'ultima, grazie alle future scoperte, si trasformerà in un tratto comunque in salita ma con pendenza minore. Le linee verticali colorate dividono le quattro grandi categorie in base all'effetto di un possibile impatto: i "Near Earth Asteroids" con H<18 e diametro nominale >850 m sono in grado di causare impatti catastrofici con effetti globali, i "Potential Hazardous Asteroids" con 18<H<22 e diametro nominale superiore a 140 metri sono capaci di devastare ampie regioni e sono oggetto dell'attuale ricerca sistematica mentre i sub-PHA con 22<H<26 e dimensioni comprese tra 22 e 140 metri possono creare solo danni locali ma sono più numerosi e andrebbero monitorati da un sistema di allarme a breve termine. L'ultima categoria abbraccia gli oggetti più piccoli, di fatto massi spaziali che non pongono una reale minaccia perché vengono generalmente fermati dall'atmosfera terrestre, causando spettacolari bolidi ma riducendosi a piccoli frammenti e polvere meteorica. Negli ultimi due grafici (che sono una novità assoluta) vengono presentate le stesse informazioni in scala logaritmica, per poter apprezzare meglio le zone meno popolate e i progressi effettuati nei primi anni di ricerca (fig.6c) e le distribuzioni lineare/logaritmica per i soli oggetti PHA (Fig.6d). Partendo da questo database, ho recentemente realizzato anche una proiezione dell'evoluzione futura della distribuzione, basata su curve logistiche.

NEO asteroidi 2021a pop1  

Fig.6a) Distribuzioni storiche cumulative nel tempo - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

NEO asteroidi 2021a pop2

Fig.6b) Distribuzioni storiche in funzione della magnitudine assoluta H - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

NEO asteroidi 2021a pop4

Fig.6c) Distribuzioni storiche in funzione della magnitudine assoluta H in scala logaritmica - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

NEO asteroidi 2021a pop5

Fig.6d) Distribuzioni storiche in funzione della magnitudine assoluta H per i soli oggetti PHA - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Guardando la fig.6a, si nota come il trend è di crescita esponenziale per gli oggetti "sub-PHA", segno che la maggior parte di essi devono essere ancora scoperti; invece per i PHA di piccole dimensioni (20<H<22) la crescita è approssimativamente lineare, indicando che ne è già nota una frazione importante (intorno al 50%); per tutti gli oggetti di dimensioni maggiori si nota una tendenza sempre più marcata a una saturazione, dunque ormai una catalogazione quasi completa.

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Letto: 23579 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 04 Agosto 2021 06:56

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Comment Link Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 posted by Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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