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NEO News

Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News (22/2/18)

 Aggiornati gli incontri ravvicinati (Par.2).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 22 Febbraio):

 Nelle ultime 48 ore non si sono aggiunti nuovi incontri ravvicinati, quindi tabella e grafico non sono stati aggiornati.

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 29 e nei prossimi 30 giorni  close 180220

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra; in questo nuovo layout, il numero di incontri visualizzati non può superare la quota di 76 e questo limita la data del primo evento riportato. L'incertezza sulla distanza è piuttosto approssimativa e, anche se più precisa nei casi un cui è piccola, viene approssimata a zero se inferiore a una decina di km.

 Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica, anche se con una finestra di tempo diversa perchè più ampia e simmetrica (±30 giorni); sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto:

c plot 180220 

 Infine, la classifica aggiornata degli incontri estremamente ravvicinati avvenuti nell'ultimo anno; si tratta di oggetti (generalmente molto piccoli) che sono passati a meno di 100000 km dal centro della Terra. In alcuni casi, la posizione in classifica (prima colonna) è incerta a causa degli errori sulla distanza.

Tab.2) Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 11 Febbraio 2018)  closest 180211

  

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 20/2)

 Non ci sono novità, quindi  le tabelle rimangono immutate.

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo cumulativa)
impactor 180205

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente) 

impact 180128

 La prima tabella qui sopra (Tab.3 - Impattatori) è estratta in buona parte da quella riportata su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Dopo una scrematura basata sulle dimensioni (magnitudine assoluta H<26, ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri circa), sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni) e in base alla pericolosità (valore sulla scala di Palermo cumulativa >-5), ne rimangono una sessantina. Gli oggetti più piccoli non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere quote basse o la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti; invece oggetti tra 22 e 60 metri (24<H<26), pur non raggiungendo integri la superficie, sviluppano comunque un'onda d'urto capace di fare vittime in un'area mediamente popolata. Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca una accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dal verde al nero, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità, energia liberata e il valore sulla scala di Torino. La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala cumulativa di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono generalmente alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino, dunque non devono generare alcun allarme concreto. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm).

 Per realizzare la tabella 4 dei potenziali eventi d'impatto si è partiti da circa 1200 potenziali impatti che scaturiscono dalla tabella "VI (Virtual Impactor)" di CNEOS, con limite inferiore di -6 sulla scala di Palermo e magnitudine assoluta inferiore a 26; successivamente, si sono selezionati i 195 eventi più vicini nel tempo con potenza d'impatto > 1 Mton e fattore di rischio (prodotto della probabilità per la potenza di impatto) > 1 ppmxMton; la selezione diventa ancora più stringente per gli eventi più lontani nel tempo (oltre 25 anni da adesso), con limite sulla scala di Palermo > -4, P > 0,01 ppm e H < 24. Gli impatti da parte dello stesso oggetto nella stessa data sono stati "accorpati", sommando le probabilità dei vari eventi (che corrispondono in realtà a diverse "soluzioni" per l'orbita).

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 5 Febbraio)

  Nel mese di Gennaio scoperti 172 NEO, di cui 41 sopra i 140m e 11 PHA. Come si vede nei grafici sottostanti, la frazione di PHA noti è ormai molto vicino al 50% (la popolazione complessiva è stimata in circa 3800 oggetti).

Disc 1802 

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra i trend recenti (ultimi 6-7 anni), a destra in alto quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; per questo, è stata introdotta una nuova curva (in arancione) che interpola molto meglio gli ultimi dati e si basa su un tempo caratteristico di 18 anni. Questo miglioramento non è comunque sufficiente a soddisfare la richiesta del congresso americano (90% dei PHA entro il 2020); anche se l'obiettivo non verrà raggiunto nei tempi previsti, è probabile che nei prossimi anni ci sia una ulteriore accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo che entrerà in servizio sulle Ande tra 4 anni). Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte sempre negli ultimi 6-7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno. 

 Per finire, qui sotto, Il trend mensile delle scoperte per classe di dimensione negli ultimi 4 anni; il dettaglio sulle variazioni relative riporta solo gli ultimi 2 anni e le differenze sono calcolate su base trimestrale.

  Aggiornato il grafico sottostante con le scoperte di Gennaio 2018:

Size 1802 

 

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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