Scritto: Lunedì, 30 Ottobre 2017 19:59 Ultima modifica: Giovedì, 17 Ottobre 2019 20:10

NEO News


Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre (ore 19)

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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal sito JPL/cneos dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News

  Aggiornata la sezione incontri ravvicinati (Par.2).

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato il 17/10):

 Nessun nuovo ingresso nelle ultime 24 ore, la lista integrale è scesa a 130 eventi; aggiornati entrambi i grafici (la tabella non ne ha bisogno). Da notare, nelle prossime ore, il passaggio di due oggetti identici alla stessa distanza (si tratta di 2019 TE2 e TP5).

 TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 27 e nei prossimi 30 giorni close 191013

 La tabella qui sopra è una lista di incontri entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra, in una finestra di tempo ampia fino a 30 giorni nel passato e altrettanti nel futuro (in tutto 61 giorni, includendo la data attuale). L'errore o incertezza sulla distanza (dato non riportato nella tabella CNEOS) è approssimata alle migliaia di km, come del resto la stessa distanza nominale; quest'ultima viene arrotondata a zero se inferiore a circa 1000 km.

 Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica, sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto, mentre il colore dello sfondo identifica le varie regioni di interesse attorno alla Terra: in giallo la sfera di influenza gravitazionale del nostro pianeta (detta sfera di Hill), in rosa la regione cis-lunare (ovvero distanze sub-lunari).

Fig.1) rappresentazione grafica dei passaggi ravvicinati negli ultimi 30 e nei prossimi 30 gg

c plot 191017

 Di seguito, la visualizzazione dei trend di incontri degli ultimi 12 mesi: il numero medio di nuovi ingressi giornalieri è dato dai rombi blu (scala a sinistra) mentre in rosso c'è il numero totale di incontri contenuti nella lista, sempre in riferimento agli incontri ravvicinati entro 0,050 ua e in una finestra temporale di ±30 giorni, centrata sulla data in ascissa. 

Fig.2) Andamento del numero medio di nuovi ingressi giornalieri (in blu) e numero totale di incontri (in rosso) in una finestra ampia 61 giorni. trend 191017

 Qui sotto, un nuovo grafico che mostra l'incremento nel numero di passaggi particolarmente ravvicinati negli ultimi 20 anni; si tratta di incontri a distanza sub-lunare (<1 LD), divisi per intervallo di magnitudine assoluta. L'incremento è da imputare al drastico miglioramento dei sistemi di monitoraggio ed è particolarmente impressionante negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda gli oggetti di magnitudini intermedie (26<H<30 e dimensioni nominali comprese tra 9 e 22 metri), comunque non in grado di fare danni seri o uccidere persone poiché destinati a essere fermati del tutto o quasi dall'atmosfera terrestre prima dell'impatto. Per quanto riguarda invece oggetti più grandi (22<H<26 e diametro compreso tra 22 e 140 metri), dalla curva blu si deduce che, ragionevolmente, ne passano da 12 a 20 entro l'orbita lunare ogni anno e questo implica una frequenza di un impatto ogni 2 secoli circa; anche se non si tratta ancora di PHA, essi sono in grado di raggiungere il terreno con velocità elevata, causando danni notevoli come è successo nel 1908 a Tunguska; in effetti, si stima che questi sub-PHA possano causare in media 8-30 vittime all'anno e se non ci sono morti documentate, probabilmente è perché in passato la Terra era molto meno popolata!

sublunar increase

Numero di passaggi annuali a distanza sublunare per diverse classi di magnitudine (il dato relativo al 2019 è stato estrapolato a fine anno). - Source: https://cneos.jpl.nasa.gov - Processing/Plot: M. Di Lorenzo

 Infine, le due classifiche degli incontri molto ravvicinati; la prima contiene quelli con altezza inferiore a 100mila km avvenuti nell'ultimo anno, la seconda quelli storici estremamente ravvicinati (meno di 5 raggi terrestri o 25500 km di altezza); entrambe le tabelle sono ordinate per distanze crescenti e dalla seconda sono stati esclusi i 3 corpi che finora hanno effettivamente impattato la Terra dopo essere stati avvistati nello spazio (2008 TC32014 AA e 2018 LA). Si noti che, contrariamente alla Tab.1, qui le distanze e le relative certezze sono espresse con una precisione elevata e, quando ci sono zone di sovrapposizione, la posizione ambigua nella classifica è segnalata da un punto interrogativo nella prima colonna. Nella Tabella 2b l'ordine è puramente indicativo perché ci sono diversi oggetti con incertezza molto ampia sulla distanza, il che potrebbe stravolgere molte posizioni in classifica, specialmente ai primi posti. Da notare, in questa seconda tabella, l'assoluta assenza di passaggi a distanze inferiori a 1,8 raggi terrestri, difficile a spiegarsi...

Tab.2a) Impatti (sfondo nero) e incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 7/10/19)

 closer 191007

Tab.2b) Incontri estremamente ravvicinati nel passato, entro 5 raggi terrestri (aggiornata al 8/9/19)

  closest 190908b

NB.: per il raggio terrestre, si è adottato il valore di 6371,0 km che è quello di una sfera con volume equivalente al geoide.

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 11/10)

 Nell'ultima settimana ci sono state numerose novità e il numero di potenziali impatti è cresciuto a tal punto che si è reso necessario fare una scrematura, innalzando la soglia sull'Indice di Rischio da 2,3 a 2,85 per rimanere entro il limite massimo di 132 eventi nella Tabella Impatti. Grazie anche a questo cambiamento, molti eventi in Tab.5 (associati agli oggetti 2015 ME131, 2016 WN55, 2008 UB7, 2017 SH33, 2007 FT3, 2008 CC71 e 2016 NL56 e 2008 PK9) sono scomparsi, mentre la pericolosità di altri eventi associati a 2008 JL3, a 2007 FT3 e all'appena scoperto 2019 TF7 è aumentata; in particolare, quest'ultimo ora è, dopo Apophis, l'oggetto più pericoloso sulla scala di Palermo, a causa delle sue notevoli dimensioni e della data ravvicinata del primo impatto (che è anche il più probabile, a metà 2021); tuttavia l'orbita è ancora incerta e probabilmente la situazione cambierà nei prossimi giorni. Nella tabella impattatori sono apparsi 2019 TF7 e 2019 TM6 mentre per 2008 UB7 e 2007 FT3 c'è stata una revisione delle osservazioni e delle annesse previsioni di impatto.

TAB.5) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo, entro al massimo 50 anni

impact 191011 

 La tabella qui sopra è la classifica degli Impatti, estratta da "Virtual Impact" table su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Tra gli eventi con scala di Palermo superiore a -6 e magnitudine assoluta H<26 (ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri), si sono considerati quelli entro 50 anni e con Indice di Rischio più elevato. La soglia inferiore sull'indice di rischio è attualmente pari a 2,85 ma può subire lievi oscillazioni in modo che la lista contenga un numero di eventi generalmente compreso tra 125 e 132; peraltro, questo filtro viene applicato "a monte" del successivo accorpamento tra eventi associati allo stesso oggetto nella stessa data e quindi, in caso di eventi multipli, la soglia effettiva applicata al "super-evento" risulta più alta.

 Di seguito, una visualizzazione degli impatti nella tabella 5 in funzione del tempo, con lo stesso codice di colori usato come sfondo nella tabella precedente, cioè in base all'indice di rischio (per una descrizione dei parametri "Indice di RischioIR e "Fattore di Rischio" o FR, si veda questo articolo).

 i plott 191011

Fig.3: Indice di Rischio degli impatti in funzione del tempo (stessi dati della Tabella 5) - Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/vi.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sotto la classica lista degli impattatori, costruita a partire dagli stessi impatti che appaiono della Tab.5 e stavolta ordinati alfabeticamente; qui sono aggiunte informazioni ulteriori legate specificatamente all'oggetto, compresi i dati sul numero di osservazioni e l'arco temporale in cui sono state eseguite, oltre al Condition Code che esprime la bontà dell'orbita calcolata. A differenza della tabella ufficiale CNEOS, ovviamente, qui sono esclusi tutti gli oggetti che NON hanno impatti significativi entro 50 anni da oggi ed anche il numero di potenziali impatti e la loro probabilità cumulativa adesso si riferiscono a una finestra di tempo di soli 50 anni e non 100 o più. La scala di colori come sfondo delle caselle va dal verde, poi azzurro, bianco, giallo, arancio fino al rosa e infine viola e nero per indicare valori sempre più negativi o più preoccupanti dei vari parametri.

TAB.6) Lista degli IMPATTATORI che potrebbero colpirci nei prossimi 50 anni

impactor 191011 

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 2/10)

 Uscite, con insolito tempismo, le statistiche relative al mese di Settembre; sono stati scoperti 251 nuovi NEO (ormai sopra quota 21000) e di questi 6 sono PHA. Aggiustata leggermente la curva di crescita per i PHA, con un livello di saturazione lievemente più basso per adattarsi meglio al trend degli ultimi mesi...

 Disc 1910

Fig.4) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/totals.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione).

 I due grafici in alto mostrano i trend relativi ai soli PHA: a sinistra quelli recenti (ultimi 7-8 anni), a destra quelli storici. Come si vede, fino a metà 2014 i dati rispettavano un andamento che saturava verso i 3500 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 25 anni (curva gialla); successivamente, la ricerca è diventata più efficiente e il tempo caratteristico è sceso a 22 anni (curva rossa), con una saturazione verso i 4110 oggetti. Va sottolineato che questi ritmi di scoperta non sono assolutamente sufficienti a soddisfare la richiesta del congresso americano, anche se è probabile che nei prossimi anni ci sia una accelerazione grazie all'attivazione di nuovi telescopi per survey, a cominciare da LSST (l'enorme telescopio a largo campo che entrerà in servizio sulle Ande nell'autunno 2020); il trend di colore turchese anticipa questo nuovo cambiamento di ritmo, con un tempo caratteristico di 11 anni; se confermato, questo porterà a raggiungere l'obiettivo del 90% di PHA catalogati entro la metà degli anni '30. 

 Nel grafico sui NEO in basso a sinistra, l'andamento è invece interpolato da una curva esponenziale, con tempo caratteristico di circa 7,5 anni (che però risulta sovrastimata negli ultimi mesi). Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte recente per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); i simboli indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno; come si vede, i ritmi di scoperte stanno scendendo dalla seconda metà del 2018 e questo probabilmente è un indice di una saturazione, avendo ormai classificato oltre metà di questi oggetti; questo è confermato dalla curva di crescita prevista dai modelli prima descritti (linea tratteggiata), che mostrano chiaramente i due gradoni in corrispondenza dei cambiamenti di ritmo di scoperte nel 2014 e nel 2020/21.

 Qui sotto, i trend mensili delle scoperte per classe di dimensione aggiornati.. 

size 1910 

Fig.5) data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 Un altro modo di presentare queste informazioni (con una risoluzione maggiore sulle dimensioni e un intervallo temporale più ampio) è riportato di seguito. I due grafici tridimensionali illustrano, con diverse scale, la distribuzione in magnitudine assoluta di 18434 asteroidi NEO, estratti dal database cneos il 29/7/18.

 distribuzione NEO 2018

Fig.6) Distribuzioni storiche - data Source: https://cneos.jpl.nasa.gov/stats/size.html - Data processing: M. Di Lorenzo

 La linea rossa con H=18 corrisponde ad oggetti di circa 800 metri di diametro, ormai tutti catalogati, mentre l'altra per H=24 si riferisce ai NEO sui 140 metri, la nuova soglia per la quale oggi conosciamo solo il 50% della popolazione stimata. L'impressionante aumento di scoperte negli ultimi 20 anni, e la tendenza dei NEO ad essere sempre più piccoli, è conseguenza degli strumenti sempre più sensibili e dell'introduzione di sistemi automatici per la ricerca; si nota, sempre più evidente, anche il doppio picco nella distribuzione, segno della presenza di due distinte popolazioni di asteroidi (man mano che le scoperte di oggetti piccoli aumenteranno, il secondo picco supererà di gran lunga il primo e la "zona depressa" tra i due diventerà un tratto in salita ma con pendenza minore).

 Infine, ecco il grafico aggiornato ad agosto 2019 della distribuzione delle due popolazioni NEA e PHA (si vede la leggera differenza accumulata in 6 settimane):

NEOPHA pop 190823

Fig.7) Distribuzioni Aggiornate di NEO e PHA - data Source: https://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb_query.cgi - Data processing: M. Di Lorenzo

Altre informazioni su questo articolo

Read 13502 times Ultima modifica Giovedì, 17 Ottobre 2019 20:10
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Comment Link Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 posted by Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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