Ancora gli Yaogan-39

La settimana è iniziata il 23 ottobre quando, alle 04:03 ora di Pechino (le 20:03 UTC) un razzo Chang Zheng-2D (conosciuto come Lunga Marcia-2D o CZ-2D) è decollato dalla rampa LC-3 del Centro Lancio Satelliti di Xichang, nel sudovest della Cina.

Anche se non si conoscono molte informazioni sul carico utile, i satelliti da ricognizione Yaogan 39-04A, 39-04B e 39-04C si trovavano nella stiva di carico. Questi satelliti sono diventati il 135esimo, 136esimo e 137esimo della classe Yaogan lanciati dalla Cina.

E' curioso come le fonti ufficiali cinesi si riferiscano ai lanci Yaogan sempre come un unico veicolo mentre sappiamo bene, grazie alle informazioni orbitali fornite dal NORAD (North American Aerospace Defense Command) degli Stati Uniti, che si tratta di tre veicoli distinti che volano in formazione.

Si ritiene che i satelliti Yaogan siano compatibili con ELINT, il che significa che utilizzano sensori elettronici per raccogliere informazioni localizzando il radar dei sistemi di terra. Questa capacità può dare un vantaggio strategico alle attività militari come disturbare qualsiasi tipo di segnale elettronico.

I satelliti sono stati lanciati utilizzando un Chang Zheng 2D, uno dei razzi più potenti della Cina. Questo è stato il suo decimo volo del 2023 e il suo 83esimo lancio totale dal suo primo volo, avvenuto il 2 agosto 1922.

Si è trattato infine del 171esimo lancio orbitale globale del 2023, il 48esimo per la Cina.

 

Shenzhou-17

Il secondo lancio cinese della settimana ha visto la missione abitata Shenzhou-17 diretta verso la stazione spaziale Tiangong con un nuovo equipaggio. Di questo abbiamo trattato approfonditamente in un articolo dedicato.

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Nella foto il decollo del razzo Sojuz 2-1 da Plesetsk. Credito: Ministero della Difesa della Federazione Russa.


Sojuz 2-1b

Le Forze Spaziali della Federazione Russa (RVSN-RF) hanno lanciato un razzo vettore Sojuz verso l'orbita bassa terrestre (LEO) venerdì 27 ottobre alle 2:04 EST (06:04 UTC). La missione non è stata confermata al momento, ma si ritiene che si tratti del satellite di risonanza militare Lotus-S1. Lanciata dal cosmodromo di Plesetsk, in Russia, presso il Sito 43/3, il Sojuz 2.1b ha consegnato in orbita LEO un singolo satellite da 6.000 chilogrammi che si aggiungerà ai sei Lotos-S1 già in orbita.

Questi satelliti da ricognizione sono un aggiornamento dei 130 satelliti Tselina dell’era sovietica che hanno effettuato il loro ultimo volo nel 2007. I Lotos-S1 probabilmente utilizzano ELINT per intercettare segnali radio per uso militare sul tracciamento e sulle risorse militari e sulle comunicazioni di disturbo. Questo è il quarto lancio della Sojuz 2.1b del 2023 e l’84a missione di questo modello di vettore.

Purtroppo, dall'inizio della criminale invasione dell'Ucraina, le missioni orbitali russe, tolte quelle rivolte alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sono prevalentemente di carattere militare. Ed anche sull'ogiva di questo razzo, come per tutte le missioni militari russe dal febbraio 2022, campeggiava la 'Z' simbolo della cosiddetta 'Operazione militare speciale', come chiamano ipocritamente in Russia la guerra contro l'Ucraina.

Si è trattato infine del 173esimo lancio orbitale globale del 2023, il 14esimo per la Russia.

 

Starlink da Vandenberg

La settimana si è conclusa domenica con un lancio di Falcon 9 per il programma Starlink da Vandenberg. Ci sarebbe dovuto essere anche un secondo lancio da Cape Canaveral poche ore dopo ma un problema tecnico l'ha fatto rinviare ad appena 30 secondi dal decollo.

Con l’obiettivo di SpaceX di effettuare 100 lanci quest’anno, nelle prossime settimane SpaceX lancerà molte missioni Starlink. La missione Starlink di questa settimana ha avuto luogo alle 2:00 locali del 29 ottobre (le 09:00 UTC). Come tutte le missioni del Gruppo 7, questo lancio è avvenuto dalla rampa SLC-4E della Vandenberg Space Force Base, in California. Questo Falcon 9 ha portato altri 22 satelliti Starlink v2-mini in LEO: il maggior numero di satelliti lanciati in una missione del Gruppo 7.

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Nella foto il razzo Falcon 9 per la missione Starlink 7-6 mentre vola verso l'orbita. Credito: SpaceX.

Il primo stadio B1075, al suo quinto volo, ha consegnato questi 22 satelliti Starlink su una traiettoria sud-orientale inclinata con un angolo di 53 gradi rispetto all'equatore. Il secondo stadio del Falcon 9 ha poi portato quindi i satelliti su un'orbita di dispiegamento iniziale di 286 x 296 chilometri. Nei prossimi mesi i satelliti innalzeranno la loro orbita fino a raggiungere l’orbita circolare operativa di 530 chilometri.

Questo è il settimo lancio del Booster 1075 ed è stato il suo sesto lancio Starlink, mentre l'unico altro volo è stato quello per i satelliti Tranche 0 dell'Agenzia per lo sviluppo spaziale, tenutosi lo scorso aprile.

Il booster ha quindi completato la sua missione tornando alla nave drone di SpaceX di stanza sulla costa occidentale, Of Course I Still Love You. Questa nave si trovava ormeggiata a 631 chilometri a largo nell'Oceano Pacifico. Le due semiogive protettive del carico utile sono state recuperate anch'esse a circa 681 chilometri al largo.

Si è trattato infine del 174esimo lancio orbitale globale del 2023, il 93esimo per gli Stati Uniti.