Scritto: Giovedì, 19 Novembre 2020 05:18 Ultima modifica: Giovedì, 19 Novembre 2020 07:38

Dentro e fuori il Sole: indizi per prevedere un brillamento solare


C’è una relazione tra brillamenti solari, sunquakes ed increspature sulla fotosfera ma la sorgente del sisma solare non è così superficiale come ci si potrebbe aspettare. Ulteriori approfondimenti su questi eventi potrebbero aiutare a migliorare i modelli previsionali della meteorologia spaziale.

 

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I brillamenti solari innescano onde acustiche (terremoti) che viaggiano verso il basso ma, a causa dell’aumento delle temperature, vengono piegate o rifratte verso la superficie, dove producono increspature che possono essere viste dai telescopi in orbita attorno alla Terra. I brillamenti solari innescano onde acustiche (terremoti) che viaggiano verso il basso ma, a causa dell’aumento delle temperature, vengono piegate o rifratte verso la superficie, dove producono increspature che possono essere viste dai telescopi in orbita attorno alla Terra.

 

I brillamenti solari (flare, in inglese) e le espulsioni della massa coronale (CME, Coronal Mass Ejection) sono le più grandi esplosioni di materia che pervadono il nostro Sistema Solare.
I primi sono eruzioni stellari che, sprigionate dalla fotosfera della stella, rilasciano una grande quantità di energia sotto forma di onde elettromagnetiche e particelle energetiche. A volte, queste esplosioni sono rivolte verso la Terra dove, fortunatamente, siamo protetti dall’atmosfera e dalla magnetosfera ma rimangono un rischio per gli astronauti e la tecnologia coinvolta nelle attività spaziali.

I CME sono, invece, giganteschi getti di  <plasma che vengono espulsi dalla corona solare, ossia la parte più esterna dell’atmosfera del Sole, spesso in concomitanza dei brillamenti. Quando raggiungono la Terra, accendono il cielo alle alte latitudini con spettacolari aurore. Oppure, innescano vere e proprie tempeste geomagnetiche che possono provocare danni ai satelliti in orbita o abbattersi sulle reti elettriche al suolo, a seconda dell’intensità. Il blackout che oscurò l’intera provincia canadese del Quebec nel 1989 è uno degli esempi più famosi.

Anche se alcuni grandi eventi furono osservati nel corso della storia, è nel XX secolo che la meteorologia spaziale è diventata scienza. Questa materia studia e monitora il “tempo” nel Sistema Solare e i relativi effetti dell’attività solare sulla magnetosfera, ionosfera, termosfera ed esosfera terrestre. Oggi abbiamo molti occhi elettronici di telescopi, satelliti e sonde puntati sul Sole, eppure prevedere quando e come ci sarà un brillamento è ancora impossibile.

Gli scienziati, che sono sempre alla ricerca di un modo per migliorare i modelli previsionali, hanno scoperto che il Sole ha un’attività sismica e alcune scosse insorgono in relazione alle regioni attive. Questo legame non è ancora chiaro ma recenti scoperte suggeriscono che i transitori acustici legati ai sismi solari e le increspature che essi generano sulla superficie della nostra stella, potrebbero fornire importanti indizi sulla dimensione e la potenza dei flare.

 ....continua su #oggiscienza.

 

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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