Archeologa australiana, la dott.ssa Gorman è nota soprattutto per i suoi studi pionieristici sull'era spaziale, dalle origini fino ai nostri giorni. Nella sua ricerca, la spazzatura spaziale viene vista sotto un’ottica diversa e diventa patrimonio di tutta l’umanità.

Nota anche come “Dr Space Junk”, proprio per il suo interesse verso i detriti spaziali, in 10 Q&A, ci racconta di lei, com'è nata la sua passione per l’archeologia spaziale e cos'è questa nuova scienza.

 

Dott.ssa Gorman, una breve presentazione. Come ha deciso di unire l’archeologia tradizionale all'archeologia spaziale?

Mi sono interessata all'astronomia e all'astrofisica sin dall'infanzia. Ma ero ugualmente affascinata dal comportamento umano. Questo mi ha portata verso l’archeologia “tradizionale”. Ho lavorato sul patrimonio aborigeno australiano e fatto ricerche sugli strumenti in pietra e sui loro usi nel profondo passato. Mi interessava capire cosa significasse diventare umano e come le persone usassero i manufatti come simboli.

Tutto è cambiato una notte, poco dopo aver finito il dottorato di ricerca, mentre guardavo le stelle. Improvvisamente mi venne in mente che anche la spazzatura spaziale era parte della testimonianza archeologica. Non importava che fosse recente; la spazzatura spaziale avrebbe potuto raccontare una storia di cambiamento culturale umano. Quindi ho iniziato un percorso completamente diverso.

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