Aprile e maggio saranno i mesi in cui ci avvicineremo al massimo solare previsto per il ciclo 24, ossia il periodo di maggiore attività della nostra stella. Così, questo sarà il momento migliore per osservare uno dei spettacoli più emozionanti che ci offre la natura, le aurore.

Fonte: AstroPerinaldo – AstroBlog

Ieri, alle 23 ora italiana, la Orbital Sciences Corporation ha lanciato il razzo Antares per il primo volo di test, dalla pattaforma Pad-0A del Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS) del Centro NASA Wallops Flight Facility di Wallops Island, Virginia.

La missione fa parte del programma Commercial Orbital Transportation Services (COTS) della NASA.

Ecco un vero caso di archeologia spaziale: cercando tra i granelli di polvere portati a Terra dai meteoriti, gli scienziati sono in grado di studiare l'Universo che esisteva ancora prima della formazione del nostro Sistema Solare.
Questa tecnica consente di ottenere informazioni che altrimenti non potrebbero essere rilevate con la tradizionale ricerca astronomica.

Venerdì, 19 Aprile 2013 06:04

Le impronte digitali dei pianeti extrasolari

Gli scienziati hanno raccolto le informazioni sulla chimica di quattro grandi pianeti extrasolari, spulciando tra la luce accecante della loro stella madre, un po' come prendere delle vere e proprie impronte digitali

I pianeti analizzati orbitano intorno a HR 8799 una stella cinque volte più luminosa del nostro Sole che si trova a 128 anni luce dalla Terra.

Questo potrebbe essere uno dei momenti più emozionanti nella ricerca degli esopianeti: un team internazionale di scienziati analizzando i dati della sonda della NASA Kepler, ha scoperto un sistema planetario con due piccoli pianeti probabilmente rocciosi, che orbitano all'interno della zona abitabile della loro stella.
Uno di loro è probabilmente molto simile alla Terra.

L'Unione Sovietica fu la prima ad atterrare su Marte nel 1971: la conferma arriva dalle immagini ad alta risoluzione della fotocamera HiRISE a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).

Mentre si parla di razzi a fusione nucleare per raggiungere Marte e di un flyby turistico intorno al Pianeta Rosso per il 2018, un'associazione no-profit cerca quattro volontari per atterrare sul Pianeta Rosso nel 2023: parliamo del progetto Mars One, proposto e guidato dal ricercatore tedesco Bas Lansdorp

Secondo l'astronomo Andrew Levan, "quando hai visto uno scoppio di raggi gamma, hai visto ... un solo scoppio di raggi gamma. Essi non sono tutti uguali".

Tre GRB (Gamma Ray Burst - esplosioni di raggi gamma) sono state recentemente scoperte utilizzando il satellite della NASA Swift e gli osservatori internazionali: una di esse, chiamanta GRB 111209A, è stata la più lunga mai osservata, durata circa 25.000 secondi (7 ore!).

A quanto pare, il Pianeta Rosso può tirare un sospiro di sollievo e soprattutto i due rover di superficie Opportunity e Curiosity: secondo le recenti stime, la cometa C/2013 A1 (Siding Spring) non colpirà Marte.

Gli scienziati della NASA avevano stimato una possibilità pari a 1 su 8.000 che la cometa potesse colpire il pianeta nel mese di ottobre 2014 ma i calcoli, dal giorno della scoperta, sono in continuo aggiornamento ed ora la possibilità di impatto è stata valutata pari a 1 su 120.000.

Analizzando la superficie di Titano, la grande luna di Saturno, nel corso degli anni, la sonda della NASA Cassini ha confermato la longevità dei laghi di idrocarburi.

Un team di ricerca, guidato da Christophe Sotin del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, ha sviluppato un modello in base al quale, la fornitura di metano su Titano potrebbe volgere presto al termine, abbastanza velocemente su scale temporali geologiche.

 

Uno dei misteri astronomici che riguardano la nostra Luna potrebbe essere in parte risolto: un nuovo studio discusso sul British Astronomical Association (BAA) di marzo 2013, analizza la relazione tra i Transient Lunar Phenomena (TLP) e l'attività del Sole.

Potenti esplosioni sotterranee, che hanno coinvolto grandi quantità di ghiaccio, devono aver caratterizzato la formazione dei due crateri in un altopiano nella regione di Thaumasia Planum, a sud della Valles Marineris, il più grande canyon del nostro Sistema Solare, osservati dalla sonda europea Mars Express il 4 gennaio scorso

Nel nostro ultimo report sulle attività dei rover, prima dell'inizio della congiunzione Marte - Sole e del blackout delle comunicazioni tra Marte e la Terra, avevamo anticipato che tra le immagini del sol 227 e del sol 232, erano apparsi una serie di piccoli fori all'interno del foro effettuato con il trapano di Curiosity su John Klein.

L'incredibile vortice apparso su Titano circa un anno fa, non accenna a diminuire e permane come una sorta di cappuccio sul polo sud della grande luna di Saturno, ben visibile anche dalle ultime immagini.

Probabilmente costituito da un mix di ghiaccio sconosciuto, è il segnale dei cambiamenti stagionali in corso.

Mercoledì, 10 Aprile 2013 20:47

Piove su Saturno: tutta colpa degli anelli

Da anni gli astronomi sanno che l'acqua è presente nell'atmosfera superiore di Saturno ma non hanno mai ottenuto conferme circa la sua provenienza.
Ora, nuove osservazioni hanno dimostrato che su Saturno piove e l'acqua arriva dagli anelli del pianeta.

Lo studio, pubblicato ieri sulla rivista Nature, dimostra che l'erosione delle particelle che compongono gli anelli ghiacciati di Saturno, forma molecole d'acqua che ricadono in alcune zone del pianeta.

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