L'evento si chiama S240428dr e la forma dell'onda indica che è stata prodotta dalla fusione di due buchi neri situati a circa 2,5 miliardi di anni luce. Tuttavia, nonostante l'elevata significatività del segnale (tale da poter essere generato da una fluttuazione casuale del rumore solo una volta ogni 1,5 milioni di anni), le tre antenne gravitazionali non sono riuscite a discriminare da quale lato sia arrivata l'onda e hanno circoscritto la sua provenienza in due regioni diametralmente opposte, due dischi sottili visti di taglio nei due emisferi opposti, come si vede nella mappa celeste a sinistra e nelle proiezioni tridimensionali a destra; il disco settentrionale, tuttavia, sembra la sorgente più probabile.

 Si è trattato del quinto e più potente segnale da quando, lo scorso 10 aprile, è ricominciata la caccia alle onde gravitazionali con la campagna osservativa O4b, che durerà per altri 9 mesi. Ulteriori dettagli e statistiche aggiornate le trovate nella rubrica dedicata.