Gli ingegneri nel centro di controllo di Cape Canaveral non sono riusciti a venire a capo della perdita di idrogeno nell'interfaccia (Quick DIsconnect) tra la linea di alimentazione dell'idrogeno liquido e il primo stadio del vettore SLS (Space Launch System). Pertanto, i responsabili della missione si sono incontrati e hanno deciso di rinunciare ad ulteriori tentativi di lancio all'inizio di settembre. A questo punto, volendo svolgere ulteriori indagini e riparazioni e dovendo anche ricaricare le batterie a bordo, il missile verrà riportato nell'edificio VAB e ci vorranno almeno 25 giorni prima che possa tornare sulla piattaforma di lancio.

 L'enorme, martellante campagna pubblicitaria ha agito come un boomerang su una missione che non è nata sotto i migliori auspici. Come spiegato molto bene da Roberto Paradiso su Facebook, si sono voluti ripetere i fasti (e le fortune) del programma Apollo, utilizzando un lanciatore "a perdere" di vecchia concezione, derivato in gran parte dalla tecnologia degli Space Shuttle. I continui tentennamenti e cambi di programma delle amministrazioni che si sono succedute alla Casa Bianca, insieme ai tagli di bilancio, non hanno certo giovato allo sviluppo del sistema e anche la gestione degli ultimi problemi tecnici si è mostrata, a parere del sottoscritto, un po' "pressappochista"  e superficiale. Rimane la speranza (o l'illusione) che i problemi vengano realmente e definitivamente risolti e che, non prima di un mese, si possa assistere davvero al primo passo verso il ritorno dell'uomo sulla Luna da parte della NASA e dei partner europei... intanto, dietro l'angolo, i cinesi non stanno certo a guardare e si preparano a soffiare il primato!