Il test, che sembra avere coinvolto i tre motori atmosferici centrali, è il secondo in questo mese e l'accensione è durata circa 1 secondo. Ultimamente però le attività a StarBase sono decisamente rallentate e il motivo è sicuramente legato al freno imposto dalla Amministrazione Aeronautica Federale FAA, che entro la fine dell'anno avrebbe dovuto pubblicare il suo studio sull'impatto ambientale delle future attività di SpaceX, a cominciare dal primo volo orbitale (che sarebbe dovuto avvenire in autunno, secondo le prime dichiarazioni di Elon Musk). Purtroppo, la pubblicazione del "Draft Programmatic Environmental Assessment" (PEA) è stata ulteriormente procrastinata dal 31 dicembre al 28 febbraio e quindi, presumibilmente, non vedremo il lancio inaugurale di Starship nello spazio prima di marzo 2022. La motivazione del ritardo, peraltro, appare piuttosto ridicola rispetto alla posta in gioco, dato che FAA dice di avere bisogno di altri due mesi per poter esaminare tutti i commenti e i suggerimenti giunti nel periodo di indagine sul pubblico, oltre che per confrontarsi con le proprie controparti. Un ritardo di svariati mesi rischia di essere letale per il progetto Starship, dato che SpaceX opera ad un ritmo accelerato e ha bisogno di effettuare molti test in rapida successione per poter migliorare continuamente un lanciatore così innovativo, rendendolo affidabile.

 Questa pessima notizia notizia, peraltro, si abbina alle recenti proteste del governo cinese sui pericoli che i satelliti Starlink di SpaceX costituirebbero per la stazione Tiangong, proteste che curiosamente hanno avuto grande rilievo su tutti i media. Si tratta in realtà di accuse piuttosto pretestuose, probabilmente finalizzate a mettere in cattiva luce quello che, già ora, è il competitor mondiale più pericoloso nel mercato areospaziale; tanto più che i satelliti Starlink, con la loro tecnologia avanzatissima, sono in grado di evitare autonomamente il rischio di collisioni con altri satelliti (ma questo nessuno lo ha messo in rilievo).