Scritto: Domenica, 07 Novembre 2021 07:52 Ultima modifica: Domenica, 07 Novembre 2021 14:49

La base di lancio che non esiste


Ecco come si presentava ieri al tramonto il poligono di lancio "Stage Zero" di Starbase, Texas

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RoverCam di LabPadre, ieri alle 19 ora locale
RoverCam di LabPadre, ieri alle 19 ora locale
Credits: LabPadre.com - Processing: Marco Di Lorenzo

 L'espressione sprezzante "base di lancio inesistente" è stata usata dalla compagnia concorrente BlueOrigins quando, un paio di mesi fa, commentò la decisione della NASA di selezionare il progetto di SpaceX di utilizzare una Starship modificata come il lander lunare (scelta la cui validità è stata appena confermata dalla corte federale, con buona pace di Bezos).

 Invece, il complesso "Stage Zero" è ormai praticamente pronto al lancio e qui vediamo le ultime aggiunte: al centro, immediatamente sopra la piattaforma di lancio, vediamo il gigantesco sistema di "catch" agganciato alla porzione inferiore della Torre Orbitale mentre, poco più a destra, c'è la nuova gru targata "SpaceX" che ha appena preso il posto della sua gemella, LB11000, in via di smantellamento come è già accaduto una settimana fa alla sua sorella maggiore LB13500 (soprannominata "Kong" o "Frankencrane"); sulla destra, vediamo anche il complesso di serbatoi "Tank Farm" che riforniranno di combustibile la Starhip; nell'intercapedine tra il guscio esterno e il serbatoio criogenico viene ora inserita una sostanza altamente isolante (perlite).

 All'inizio della settimana, lo stadio orbitale S20 (sulla sinistra) effettuerà nuovi test sui 3 motori orbitali e 3 motori atmosferici; nei giorni successivi dovrebbe essere la volta dei 29 Raptor atmosferici installati sul primo stadio. Nella seconda metà del mese, se l'ente FAA fornirà l'autorizzazione rilasciando la stima di impatto ambientale, dovrebbe finalmente avvenire il primo, attesissimo lancio orbitale da Starbase. Il volo del booster B4 (qui nascosto dietro la torre orbitale) si concluderà nel golfo del Messico, mentre il secondo stadio, effettuata un'orbita quasi completa, dovrebbe ammarare al largo delle isole Hawaii.

 Nel frattempo, come mostrato di seguito, nel sito di produzione Sanchez prosegue speditamente la costruzione della nuova, gigantesca "Wide Bay" in cui verranno assemblati i futuri modelli Starship; quando sarà completata, entro la fine dell'anno, misurerà circa 35x50x95 metri e potrà ospitare 3-4 Starship complete.

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L'impalcatura della costruenda "Wide Bay", ripresa da due diversi punti di vista un paio di giorni fa. Sullo sfondo è visibile la "High Bay" dove è possibile assemblare ora solo una Starship per volta. - Credits; NASA Spaceflight.com - Processing: Marco Di Lorenzo

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Letto: 218 volta/e Ultima modifica Domenica, 07 Novembre 2021 14:49

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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