Come si ricorderà, lo scorso 1 dicembre il cedimento dei cavi di sostegno causò il collasso della pesante piattaforma focale, contenente i ricevitori e trasmettitori dell'antenna; questa si abbatté sulla sottostante superficie del riflettore, distruggendola in parte. Adesso, come si vede in questa recente immagine, sia i resti della piattaforma che la porzione danneggiata del riflettore sono state rimosse (di fatto, quasi la metà dei pannelli riflettenti in alluminio); questi lavori di bonifica hanno un costo stimato in 50 milioni di dollari. I prossimi sviluppi dipenderanno essenzialmente dalla concessione di nuovi fondi da parte del Congresso americano, il quale a fine luglio ha inviato una delegazione sul posto. Sulla carta esistono diverse opzioni, la più semplice ed economica è quella di ricostruire una struttura simile alla precedente, un unico riflettore tecnologicamente aggiornato, mentre quella più aggressiva ed impegnativa prevede l'utilizzo di più riflettori di dimensioni ridotte che lavorino in schiera compatta, abbracciando una porzione di cielo più ampia con prestazioni molto elevate (si veda l'articolo pubblicato al riguardo); molto dipenderà anche dalle raccomandazioni della nuova decadal Survey che verrà pubblicata a giorni, ma sembra che in essa la costruzione del "New Generetion Arecibo Telecope" non apparirà tra le priorità...