Alle 15 italiane (le 7 del mattino a Boca Chica, Texas meridionale) del 30 marzo, il prototipo SN11 del rivoluzionario veicolo spaziale Starship, è decollato. L'obiettivo di questo volo, come i precedenti SN8, SN9 ed SN10, raggiungere almeno i 10.000 metri, spegnere i motori, scendere in orizzontale e poi, a meno di 1.000 metri dal suolo, riaccendere i motori, raddrizzarsi (manovra conosciuta come 'belly flop'), far scendere le sei piccole zampe per atterrare su una piazzola di cemento a poche decine di metri dalla rampa di lancio. Questa volta una nebbia fittissima avvolgeva il sito della SpaceX ma la compagnia ha deciso, insolitamente, di svolgere lo stesso il volo. Addirittura subito all'apertura della finestra di lancio (che si sarebbe estesa fino al tramonto) senza attendere le poche ore che avrebbero permesso il diradarsi della nebbia. Le poche immagini in diretta sono arrivate dalla SpaceX stessa ed hanno ripreso i tre motori Raptor a metano/ossigeno e una delle fiancate del veicolo in volo. Tutto è sembrato svolgersi bene fino al momento di riaccendere i motori per l'atterraggio. A quel punto le immagini di SpaceX si sono 'congelate' a T+5'49”. Il commentatore non ha più saputo cosa dire e, dopo un'imbarazzante silenzio di quattro minuti la diretta è stata terminata senza dare nessun indizio di cosa fosse accaduto. Certo l'impressione che si è subito avuto è che qualcosa, anche questa volta, fosse andato storto nella fase finale. Ma sono state le immagini degli appassionati (NASAspaceflight, Everyday Astronaut e Lab Padre), che ormai riprendono da mille angolazioni il sito di lancio di SpaceX, a fornire la cruda realtà. Al momento della ri-accensione dei motori il veicolo è letteralmente esploso in volo, facendo ricadere detriti su un'ampia area attorno alla piazzola di atterraggio.

spacex starshipsn11 raptor lastframe 30302021

L'ultima immagine trasmessa da SN11, proprio al momento della riaccensione dei tre Raptor, a poche centinaia di metri dal suolo. Credit: SpaceX

Elon Musk, dopo circa un'ora ha pubblicato alcuni tweet dove ha ammesso la distruzione del veicolo. Due motori su tre avrebbero avuto problemi già in fase di ascesa e non avrebbero raggiunto la pressione operativa durante l'accensione per l'atterraggio. Però, in teoria, la SN11 avrebbe dovuto atterrare anche con un solo motore. Elon chiarisce che qualcosa di significativo è avvenuto appena dopo l'avvio dell'accensione per l'atterraggio. Le cause sono in corso di accertamento ma, sempre parole di Musk, SN15 sarà in rampa entro pochi giorni con centinaia di novità dal punto di vista avionica, strutturale, software e di motori. Secondo le ultime tabelle di marcia della SpaceX, BN1, il primo prototipo Super Heavy (il primo stadio del sistema Starship) servirà soltanto per test e BN2 sarà il primo a volare. Probabilmente BN3 eseguirà il primo volo orbitale assieme a SN20... Ma fra il dire ed il fare, come dimostrato anche oggi, c'è di mezzo...tanto, tanto lavoro... ed i motori Raptor, il componente che sembrava essere più testato ed affidabile (anche perchè il suo sviluppo è partito ormai da quasi 11 anni) non pare aver raggiunto ancora la maturità necessaria ad un progetto di queste dimensioni.