L'immagine è un fotomontaggio, realizzato a partire da una reale ripresa fatta ieri all'alba (quando in Italia erano le 15:35). La parte a sinistra è quella autentica, con il prototipo SN11 pronto allo static fire, che doveva avvenire venerdì ma è stato rinviato a lunedì. A destra, invece, ho immaginato il veicolo completo, montato sulla nuova "piattaforma orbitale" in fase finale di costruzione; il primo stadio "Super Heavy" alto 70 metri, del quale sono attualmente in costruzione due esemplari, è sormontato da uno Starship per una altezza complessiva di 120 metri; una volta realizzato, sarà il razzo più grande e potente nella storia, capace di portare in orbita bassa 150 tonnellate con un singolo volo; l'aspetto più rivoluzionario e importante per abbattere drasticamente i costi, però, sarà la sua completa riutilizzabilità: il "Super Heavy" rientrerà come il primo stadio di un Falcon9, anche se ultimamente Elon Musk ha cambiato idea sulle modalità di atterraggio e, un attimo prima di toccare terra, verrà catturato "al volo" da un dispositivo sulla rampa accanto alla piattaforma (qui non visualizzata), sfruttando come appiglio gli enormi freni areodinamici che si vedono anche nell'immagine, abbassati nella porzione superiore del veicolo. Lo Starship, completata la sua missione, rientrerà invece come faceva lo Shuttle, sfruttando la protezione termica e stabilizzandosi con le appendici aerodinamiche; tuttavia, invece di atterrare orizzontalmente, effettuerà la famosa manovra "Belly flop" posandosi in verticale vicino alla piattaforma di lancio. Grazie a questa riutilizzabilità, il costo per mettere in orbita un satellite potrebbe ridursi di almeno un ordine di grandezza e il biglietto da pagare per inviare un astronauta si avvicinerebbe a 1 milione di dollari, decisamente economico rispetto al passato!