Scritto: Mercoledì, 06 Gennaio 2021 10:04 Ultima modifica: Giovedì, 07 Gennaio 2021 06:44

INAF entra nel MeerKAT!


Lo scorso 17 dicembre, l'Istituto Nazionale di AstroFisica italiano ha firmato un accordo con SARAO e MPG per il potenziamento del radiointerferometro sudafricano, nell'ambito del progetto SKA.

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Una delle 64 antenne Meerkat e, sulla destra, due radiogalassie immortalate dallo strumento con inedita chiarezza e dettaglio (in alto, PKS 2014-55 con una caratteristica firma ad "X", in basso Una delle 64 antenne Meerkat e, sulla destra, due radiogalassie immortalate dallo strumento con inedita chiarezza e dettaglio (in alto, PKS 2014-55 con una caratteristica firma ad "X", in basso Credit: Gundolf Wieching/MPIfR.

 Lo strumento MeerKAT, situato nel SudAfrica centro occidentale, su un altopiano semidesertico nella regione del Karoo, è sorto come un precursore del futuro Square Kilometer Array e attualmente si avvale di 64 antenne (riflettori) da 13,5 metri di diametro, distribuiti su una regione ampia quasi 8 km (il 70% di essi è concentrato però in una regione centrale ampia 1 km). Esso è gestito dal "South African Radio Astronomy Observatory" (SARAO) e dal "Max Planck Gesellschaft" (MPG), ai quali adesso contribuirà con 6 M€ il nostro ente, per realizzare il progetto di potenziamento MeerKAT+; questo prevede l'installazione di altri 20 riflettori su un'area molto più ampia (massima baseline di 17 km) con una aumento di 10 volte nella potenza di calcolo del correlatore che combina i segnali per ricostruire l'immagine. Questo miglioramento, che dovrebbe realizzarsi in 3 anni, porterà a un raddoppio del potere risolutivo e a un aumento del 50% nella sensibilità, prestazioni vicine a quelle del celebre radiointerferometro VLA/Jansky. Eventualmente, il potenziamento sfocerà nello sviluppo definitivo, con quasi 200 antenne a fine decennio.

 L'organizzazione SKA è un consorzio formato da Australia, Canada, Cina, Germania, India, Italia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia, Olanda e Regno Unito; esso coinvolge anche altre nazioni africane (attualmente Kenya, Mozambico, Madagascar e Mauritius) e prevede la realizzazione di un gigantesco interferometro su base intercontinentale (Africa e Australia) che opererà in tre diverse bande radio con diversi tipi di ricevitore; una volta realizzato, sarà in grado di esplorare contemporaneamente diverse zone di cielo con una risoluzione che arriverà ad essere 50 volte migliore di quella dei telescopi Hubble e James Webb!

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Letto: 35 volta/e Ultima modifica Giovedì, 07 Gennaio 2021 06:44
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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