Oggi verranno superati i due milioni di casi accertati da inizio epidemia e si sta andando verso quello che sembra un assestamento intorno a 12 migliaia di nuovi casi al giorno (plateau); questa "frenata" inattesa è forse da attribuire alla massiccia presenza, anche nel nostro paese, della "variante inglese" del virus, capace di diffondersi più facilmente nonostante le misure restrittive in vigore.

 Il grafico, tratto dalla nostra rubrica aggiornata quotidianamente, mostra la curva di crescita o contagi giornalieri (in giallo) e quella cumulativa dei contagi totali (in azzurro) da inizio epidemia, su scale lineari. Nelle estrapolazioni future si tiene ora conto anche dell'effetto possibile della campagna di vaccinazioni che inizierà tra pochi giorni e che, si spera, produrrà una definitiva riduzione della curva di crescita, apprezzabile però solo in primavera quando la percentuale di popolazione immunizzata sarà significativa.

 Oltre al modello intermedio (più verosimile) ci sono altri due scenari che danno una idea del possibile intervallo di variazione dell'epidemia nelle prossime settimane: quello ottimistico (in verde) estrapola il calo degli ultimi giorni con una decrescita esponenziale, mentre quello "pessimistico" (in viola) corrisponde a una vera e propria terza ondata, che qui si ipotizza più lenta delle precedenti (date le attuali restrizioni) ma che potrebbe raggiungere livelli simili alla seconda, per poi venire fermata dall'effetto dei vaccini. Secondo queste previsioni, il raggiungimento dei 2,2 milioni di casi totali si realizzerà intorno al 9 gennaio (dal 6 al 13), mentre per il definitivo assestamento dovremo aspettare il mese di maggio, quando la cifra cumulativa si fermerà tra 2,55 e 5 milioni a seconda dello scenario seguito.