Scritto: Venerdì, 18 Dicembre 2020 07:47 Ultima modifica: Venerdì, 18 Dicembre 2020 10:41

Il buco nero perduto


Nonostante le ripetute osservazioni con diversi telescopi, gli astronomi non riescono a trovare il grande buco nero che dovrebbe essere al centro dell'ammasso galattico Abell 2261, a circa 2,7 miliardi di anni luce dalla Terra.

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Il gas caldo in Abell 2261, rilevato da Chandra X-ray. Il gas caldo in Abell 2261, rilevato da Chandra X-ray. Crediti: X-ray: NASA/CXC/Univ of Michigan/K. Gültekin ; Optical: NASA/STScI and NAOJ/Subaru; Infrared: NSF/NOAO/KPNO; Radio: NSF/NOAO/VLA

Quasi ogni grande galassia nell'Universo contiene un buco nero supermassiccio al centro, con una massa che è milioni o miliardi di volte quella del Sole. Poiché la massa di un buco nero centrale di solito rispecchia la massa della galassia stessa, gli astronomi si aspettano che il centro di Abell 2261 contenga un buco nero supermassiccio che rivaleggia con i più grandi buchi neri conosciuti nell'Universo (stimato tra 3 e 100 miliardi di volte la massa del Sole). Tuttavia, fino ad oggi le ripetute osservazioni in raggi x, alla ricerca del materiale surriscaldato in caduta nel pozzo gravitazionale, non hanno prodotto alcun risultato. I ricercatori ritengono che il buco nero mancante potrebbe essere la conseguenza della fusione di due galassie, durante la quale il buco nero è stato espulso dal centro della galassia ospite.

La galassia al centro di Abell 2261 è un ottimo posto per cercare buchi neri in fuga perché gli astronomi hanno individuato alcuni segnali indiretti a testimonianza che lì potrebbe aver avuto luogo la fusione tra due giganti. In primo luogo, le osservazioni ottiche di Hubble e Subaru mostrano la presenza di un nucleo galattico, ossia una regione centrale in cui si ha un'altissima concentrazione di stelle. In secondo luogo, questa densa concentrazione stellare si trova a oltre 2.000 anni luce dal centro della galassia stessa, il che è sorprendentemente distante.

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Crediti: NASA/CXC, NASA/STScI, NAOJ/Subaru, NSF/NRAO/VLA

Durante una fusione, il buco nero supermassiccio di ciascuna galassia sprofonda verso il centro della galassia appena coalizzata. Se sono legati l'uno all'altro dalla gravità e la loro orbita inizia a ridursi, ci si aspetta che i buchi neri interagiscano con le stelle circostanti e le espellano dal centro della galassia. Questo spiegherebbe il grande nucleo "decentrato" di Abell 2261. La concentrazione fuori centro delle stelle potrebbe anche essere stata causata da un evento violento come la fusione di due buchi neri supermassicci e il successivo indietreggiamento del un singolo buco nero più grande risultato. Tuttavia, per ora questa rimane solo una teoria.

Nello studio pubblicato dall'American Astronomical Society, gli autori hanno concluso che o non c'è nessun buco nero in nessuna di queste posizioni, oppure, se c'è, sta attirando il materiale troppo lentamente per produrre un segnale rilevabile.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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