Scritto: Giovedì, 07 Maggio 2020 06:53 Ultima modifica: Giovedì, 07 Maggio 2020 08:31

La danza del buco


I profili di queste righe spettrali, osservati nella luce di una stella di magnitudine 5,3 nella costellazione del telescopio, mostrano che si tratta di una stella doppia spettroscopica, in cui la componente più interna ruota a sua volta attorno ad un buco nero di massa stellare, il più vicino conosciuto essendo a soli 1000 anni luce da noi.

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Per ciascuna delle quattro righe spettrali, in alto sono riportati i profili registrati in diversi momenti e, in basso, gli stessi profili in funzione del tempo, con intensità codificata dai colori; escludendo il primo caso della riga H-alfa, maggiormente associata alla componente più remota nel sistema triplo, si nota il caratteristico andamento sinusoidale della lunghezza d'onda, dovuto ad un moto orbitale Per ciascuna delle quattro righe spettrali, in alto sono riportati i profili registrati in diversi momenti e, in basso, gli stessi profili in funzione del tempo, con intensità codificata dai colori; escludendo il primo caso della riga H-alfa, maggiormente associata alla componente più remota nel sistema triplo, si nota il caratteristico andamento sinusoidale della lunghezza d'onda, dovuto ad un moto orbitale Credits: Rivinius et al. (Astronomy & Astrophysics)- Processing: Marco Di Lorenzo

 La stella si chiama HR 6819, nota anche come HIP 89605, HD 167128, o QV Telescopii e ne ha parlato anche Elisabetta Bonora in un suo articolo, ieri. Lo spettro indica che, sovrapposta alla luce di una stella di tipo Be (una stella di sequenza principale più calda del Sole con righe in emissione dell'Idrogeno, serie Balmer), ci sono anche righe caratteristiche di una "gigante calda" di tipo B3. Le righe in assorbimento prodotte da quest'ultima, inoltre, non sono stazionarie ma mostrano la caratteristica oscillazione dovuta, per effetto Doppler, ad una variazione di velocità radiale legata al moto rapido intorno ad una terza componente invisibile ed essa vicina, su un'orbita praticamente circolare.

 Sulla base del periodo di rotazione (40 giorni e 8 ore) e della velocità elevata (61,3±0,6 km/s), si è dedotto che la gigante ha una massa di almeno 5,0 masse solari e la sua compagna invisibile deve essere almeno 4,2 volte la massa del Sole. Questa massa, unita al fatto che non emette alcuna radiazione apprezzabile, induce a concludere che il terzo componente del sistema triplo sia un buco nero "quiescente", senza un disco di accrescimento che lo renda appariscente nelle bande dello spettro elettromagnetico. Una cosa simile avviene anche in un altro sistema binario studiato di recente, chiamato ALS 8775 (LB-1), che però indica una massa molto più elevata del buco nero e presenta degli aspetti poco chiari.

 Le misure di Gaia sulla posizione di questa stella sono affette da elevata incertezza dovuta, paradossalmente, alla sua notevole luminosità; una ulteriore fonte di disturbo deriva dal fatto che non si è tenuto conto della natura binaria, che ne fa oscillare lievemente la posizione in cielo; in ogni caso, la parallasse risulta essere dell'ordine di 2,9 millisecondi d'arco (mas), corrispondenti a una distanza di 310 ± 60 parsec.

Sorgente:https://www.aanda.org/articles/aa/pdf/2020/05/aa38020-20.pdf

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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