In alto, l'orbita dell'asteroide, praticamente tutta esterna all'orbita terrestre, con la posizione attuale; il cerchio verde indica il punto di incontro con la Terra, ingrandito in basso con la traiettoria geocentrica in verde, lievemente incurvata dalla gravità terrestre; l'orbita e la posizione della Luna sono in grigio mentre la linea rossa indica il massimo approccio e la freccia a sinistra indica la direzione del Sole

 L'oggetto si chiama 2020 GO1 e, la sera di Mercoledì scorso, è passato a circa 69000 km dal centro della Terra con una velocità relativa di 7,65 km/s. Nonostante il visitatore fosse ben visibile durante il massimo avvicinamento (magnitudine apparente inferiore e 12 ed elongazione dal Sole oltre i 150°), la scoperta è avvenuta solo il giorno dopo e l'evento appare solo da ieri sulle tabelle cneos/MPEC. Questo la dice lunga sulle falle ancora presenti nel sistema di rilevazione di eventuali imminenti impattatori, in termini di prontezza e copertura; va comunque detto che, anche se più grande della media degli oggetti che si avvicinano molto a noi, quasi certamente si sarebbe disintegrato in atmosfera senza raggiungere la superficie terrestre se non in forma di piccoli frammenti relativamente lenti e innocui. E' l'ottavo passaggio più ravvicinato negli ultimi 12 mesi, come illustrato nella nostra rubrica dedicata agli incontri con asteroidi NEO.