Come comunicato dall'agenzia spaziale russa Roscosmos, la manovra di innalzamento (detta "re-boost") è stata effettuata a partire dalle ore 22:14 italiane del 19 Marzo utilizzando il sistema di propulsione della nave da carico Progress MS-13 attraccata al modulo Pirs del segmento russo della stazione. L'accensione è durata quasi 9 minuti (534 secondi) e deve essere avvenuta in prossimità dell'apogeo, poiché ha innalzato soprattutto la quota di perigeo riducendo l'eccentricità dell'orbita, con un aumento di velocità di 0,6 m/s. Lo scopo di questo innalzamento è quello di favorire le manovre balistiche legate al prossimo "cambio della guardia", ovvero l'aggancio di una MS-16 Soyuz che, il prossimo 9 aprile, dovrebbe portare a bordo l'equipaggio della "Mission 63", per sostituire i colleghi della missione precedente, i quali dovrebbero rientrare 8 giorni dopo con una MS-15 Soyuz. Il condizionale è d'obbligo visto che la pandemia COVID-19 potrebbe modificare i piani all'ultimo momento, anche se per ora non si hanno segnalazioni al riguardo.

 Il diagramma qui sopra, basato sui dati "Two Line Elements" pubblicati sul sito Celestrak, dimostra che in meno di due anni l'orbita della ISS ha subito ben 17 innalzamenti (in media uno ogni 40 giorni), di entità variabile tra un minimo di 150 metri a oltre 4,5 km; al netto del modesto frenamento atmosferico, questo ha innalzato l'orbita di quasi 6 km e ha portato il periodo di rivoluzione a quasi 93 minuti, valori mai registrati nella storia della Stazione Spaziale da quando il primo elemento venne lanciato nel 1998.

https://blogs.nasa.gov/spacestation/2020/03/19/space-cardiac-research-as-station-orbits-higher-for-next-crew/