Il nuovo segnale, prodotto dalla fusione di due buchi neri di elevata massa stellare a quasi 2,5 miliardi di anni luce, era estremamente significativo; infatti, la probabilità che una semplice fluttuazione statistica del rumore generi un'onda così somigliante a quella prodotta dal "merging" è infinitesimale: una ogni 1,2·1027 anni (quasi cento milioni di miliardi di volte l'età del'Universo!). Da questo punto di vista, ha battuto anche la fusione tra un buco nero e una stella di neutroni osservata il 14 agosto e avvenuta molto più vicina alla Terra!

 Sfortunatamente l'antenna italiana Virgo non era in funzione e questo rende piuttosto incerta la collocazione della sorgente, mostrata nella parte superiore dell'immagine; infatti non sono state identificate controparti elettromagnetiche, ma questo è ritenuto normale per questo tipo di fenomeno.

 Quello di ieri è il terzo segnale confermato in questa seconda fase del ciclo osservativo O3 ed anche i precedenti due venivano da "black hole merging". Per ora, contrariamente alle aspettative, il tasso di eventi è decisamente basso se comparato a quello della prima fase: 0,73 eventi/settimana contro 1,26.