La lente gravitazionale è stata fotografata, in alto a sinistra, da uno dei telescopi Keck dotato di ottiche adattive; in alto al centro c'è una simulazione basata su un modello fisico che approssima in maniera eccellente l'originale, come testimoniato dalla differenza pressoché nulla tra le due immagini (in alto a destra); in basso è evidenziata la sola componente di luce deviata (anello di Einstein), reale e simulata, mentre in basso a destra c'è una ricostruzione di come apparirebbe il nucleo attivo (AGN) della galassia sullo sfondo se non ci fossero ostacoli frapposti.

 Questo tipo di osservazioni, effettuate anche con il telescopio Hubble e ripetute su altri due esemplari analoghi di lente gravitazionale, hanno recentemente permesso di stimare il valore della costante di Hubble in maniera indipendente dagli altri metodi, misurando i ritardi con cui le variazioni di luminosità giungevano a noi attraverso differenti percorsi. Come abbiamo raccontato in questo recente articolo, il risultato è stato sorprendente e anche un po' imbarazzante per i cosmologi: 76,8±2,6 km/s/Mpc, decisamente alto e in disaccordo con gli altri due metodi più tradizionali, basati sulle stelle variabili e sulla radiazione fossile (peraltro già in palese disaccordo tra loro!).

https://academic.oup.com/mnras/article/490/2/1743/5568378