Scritto: Martedì, 07 Agosto 2018 09:25 Ultima modifica: Mercoledì, 15 Agosto 2018 08:04

Hayabusa 2 in caduta libera


 L'altroieri sera la sonda giapponese ha effettuato il test di caduta libera per misurare la massa di Ryugu, ecco il filmato ricavato dalle immagini pubblicate in tempo reale e il mio tentativo di calcolare la massa da queste immagini.

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Variazione del diametro apparente di Ryugu (in pixel) nelle riprese della ONC-W1; la data/ora è in Tempo Universale Variazione del diametro apparente di Ryugu (in pixel) nelle riprese della ONC-W1; la data/ora è in Tempo Universale Credit: JAXA - Processing: M. Di Lorenzo

 Ieri mattina la sonda aveva acceso i motori e, nell'arco di circa 12 ore, aveva ridotto da 20 a soli 5 km la sua distanza dall'asteroide (per l'occasione avevo già realizzato un filmato di quell'approccio, visibile qui). Successivamente, dopo aver utilizzato nuovamente i retrorazzi per fermarsi, la sonda ha iniziato a precipitare verso l'asteroide, spinta dalla sua debole forza di gravità, nell'ambito della "Gravity-Measurement Operation". Qui sotto il filmato relativo a questa fase di caduta libera, si tratta in pratica della continuazione del filmato precedente, stavolta con 22 frames ripresi tra le 16:23 di ieri e le 2:13 di stamane (Tempo Universale, a cui vanno aggiunte 2 ore per conoscere l'ora italiana legale):

20180806cs

Filmato "ritagliato" basato sulle ultime immagini ONC-W1, opportunamente allineate - Credit: JAXA - Processing: M. Di Lorenzo

 Come si vede, dopo un moto accelerato verso l'asteroide (primi 15 frames), intorno alle 23:30 UTC c'è stato un "rimbalzo" evidentemente dovuto alla riaccensione dei motori, necessaria per evitare lo schianto! L'immagine più ravvicinata, ripresa alle 23:23 UT (l'una e 23 ora italiana) mostra un evidente gradiente di luminosità sulla sinistra, dove l'asteroide tende ad essere decisamente più chiaro. Questo non è un difetto ma è una ben nota conseguenza della ripresa ad "angolo di fase nullo", cioè con illuminazione frontale: la polvere di regolite che copre Ryugu, infatti, tende a "riflettere" la luce nella stessa direzione da cui arriva, un pò come farebbe un catarinfrangente. Si tenga presente che queste sono immagini grandangolari (paragonabili a quella ripresa con una focale intorno ai 30mm con una macchina fotografica tradizionale), anche se nell'animazione ho tolto i 112 pixel più esterni (gli originali misurano 512x512 pixel).

 A questo punto, mi sono divertito a misurare le dimensioni angolari apparenti in pixel (media tra larghezza e altezza, corretta in base alla distorsione dichiarata delle ottiche) e il grafico risultante è quello mostrato in apertura; nonostante la forma irregolare dell'oggetto, la progressione è abbastanza regolare e questo fatto sembrava incoraggiante.Successivamente, avrei dovuto stimare la distanza da cui sono state scattate le singole immagini e, conseguentemente, l'accelerazione e la massa dell'asteroide; tuttavia, non è dato sapere l'esatta geometria con cui funziona l'ottica grandangolare e anche il valore del campo di vista effettivo della telecamera W1 oscilla (da 54° a 65° a seconda delle fonti). Se a queste incertezza sommiamo il fatto che, a tutt'oggi, neanche le dimensioni esatte dell'asteroide sono state rese pubbliche, una stima decente della massa con questo metodo risulta impossibile!

 

Riferimenti:

http://www.hayabusa2.jaxa.jp/en/galleries/onc/nav20180805/

https://darts.isas.jaxa.jp/pub/hayabusa2/onc_bundle/browse/

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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