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2 Petabytes da analizzare

2 Petabytes da analizzare
CREDIT: MIT Haystack Observatory

Questi rack contengono gli hard disk zeppi di informazioni relative all'osservazione di due buchi neri effettuata lo scorso Aprile.

Dopo lunga attesa, anche l'ultimo blocco di informazioni è giunto dal radiotelescopio situato nel Polo Sud, il cui trasporto ha dovuto attendere la fine dalla rigida stagione invernale. Dal 13 dicembre, tutti i dischi sono presso l'Haystack Observatory di Westford, Massachusetts ed ora è in corso la complessa elaborazione dei dati che dovrebbe portare, nei prossimi mesi, alle attesissime prime immagini di due buchi neri supermassicci, uno dei quali al centro della Via Lattea.

 

https://www.nature.com/articles/d41586-017-08676-6

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 29 Marzo 2018 21:28 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Il post “non motiva nè entra nel merito” per il semplice fatto che è solo una “immagine del giorno” e non vuole essere un articolo completo; tuttavia, esso fa riferimento a un articolo più ampio e approfondito da me scritto in precedenza e che peraltro è linkato nel testo, se si fa attenzione!
    Accusare di banalità e addirittura pseudo-scientificità un sito come il nostro, è perlomeno ingiusto e gratuito! I redattori di AliveUniverse continuamente cercano di fare da contraltare alle banalizzazioni e alle spettacolarizzazioni spesso presenti sui mass-media e nella rete; a volte diamo risalto anche a notizie poco pubblicizzate, fornendo comunque su di esse una versione meno superficiale e cercando di approfondirle, quando possibile, con analisi e considerazioni originali. Inoltre, abbiamo più volte cercato di smascherare le frequenti “fake news” che spesso circolano in rete su argomenti astronomici, spiegando come stavano davvero le cose. Evidentemente lei non è un lettore abituale.
    Quanto alla “libertà di rilasciare tale post”, essa non deriva certo dal titolo di studio, che da solo può dare adito a un atteggiamento spocchioso di miope superiorità, ma dall'umiltà, dalla credibilità e dall'impegno quotidiano nel rendere comprensibili certi argomenti, cercando di coinvolgere il grande pubblico senza banalizzare, appunto! E mi pare che la maggior parte dei lettori più affezionati sia d'accordo con questo approccio e apprezzi il nostro sforzo...

  • Link al commento Vic Drake Mercoledì, 28 Marzo 2018 13:19 inviato da Vic Drake

    Salve, sono un fruitore disinteressato ma appassionato in informatica ed astronomia epperò scarsamente tollerante delle banalità e/o altre amenità futili pseudoscientifiche e, senza voler togliere niente a nessuno, affermo che questo post è banale quanto inutile, perchè non motiva nè entra nel merito di ritardi ovvero problematiche in atto; se i dati acquisiti sono corretti o corrotti, se inoltre siano, almeno in percentuale, già intellegibili o meno) di quali siano i previsti tempi di attesa per esito positivo etc, etc.
    Penso che se essere laureati in fisica dà la libertà di rilasciare tale post, beh io sono plurilaureato ahimè (soltanto) a Berkeley (Ca-USA)! Saluti.

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