Scritto: Domenica, 14 Agosto 2022 05:45 Ultima modifica: Lunedì, 15 Agosto 2022 06:30

Bolle spaziali per fermare i cambiamenti climatici


Per fronteggiare il cambiamento climatico, un team del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha proposto di creare delle bolle nello spazio.

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Bolle spaziali per fermare i cambiamenti climatici
Crediti: MIT

La causa principale del riscaldamento globale sono le emissioni dei cosiddetti gas serra, come l'anidride carbonica e il metano. Il problema, dicono gli scienziati, è così grave che qualsiasi tentativo di limitarle sarebbe ormai troppo limitato e tardivo. La situazione è così grave che se domani dovessimo interrompere completamente tutte le emissioni, dovremmo comunque convivere con i danni già fatti per decenni o secoli a venire. Alcuni dei modi proposti per fronteggiare l'emergenza riguardano la rimozione del carbonio dall'aria o in qualche modo limitare la quantità di luce solare che raggiunge la superficie della Terra, ad esempio rilasciando aerosol nell'atmosfera. Ma i ricercatori del MIT pensano allo spazio. L'idea è di sviluppare una serie di sottili membrane simili a bolle che riflettano o assorbano una frazione della luce solare che raggiunge la Terra. Il team sostiene che se la quantità di luce solare che raggiunge la Terra si riducesse di solo l'1,5%, potremmo eliminare completamente gli effetti di tutta la nostra produzione di gas serra.


Di che cosa sono fatte le bolle? E dove verrebbero posizionate?

Di che cosa sarebbero fatte non è ancora chiaro ma il gruppo di ricerca dichiara di averle testate in laboratorio: "abbiamo prodotto un guscio sferico di film sottile nel vuoto a 0,0028 atm e -50 gradi Celsius, spesso 500 nm".
D'altra parte, la scelta del materiale per un film sottile in grado di resistere nello spazio è proprio uno dei punti chiave di questa idea. Ulteriori ricerche indagheranno l'uso di altri tipi di materiali a bassa pressione di vapore per gonfiare e assemblare rapidamente zattere di bolle (inclusi fusi a base di silicio e liquidi ionici rinforzati con grafene che hanno pressioni di vapore ultra basse e densità relativamente basse).
In ogni caso, verrebbero posizionate attorno al punto di Langrage L1 del sistema Terra-Sole dove, in qualche modo, dovranno essere mantenute in posizione, contrastare la pressione delle radiazioni del Sole e sopravvivere ai micrometeoriti.

Bloccare anche solo l'1% della radiazione solare richiederebbe un groviglio di bolle largo migliaia di chilometri, il che renderebbe questa struttura la più grande immessa nello spazio. E se poi si volesse smantellarla, sarebbe piuttosto facile fasciarla fluttuare via. Ma il clima terrestre è davvero complesso e sicuramente valutare a priori tutte le conseguenze di un simile intervento è impossibile. Inoltre, probabilmente, con una soluzione di questo tipo l'uomo sulla Terra continuerebbe a inquinare come ha fatto negli ultimi decenni.

Per ora questo progetto, ispirato da un'idea originariamente proposta dall'astronomo Robert Angel che per primo pensò a uno sciame di piccole navi in L1 in grado di creare una sorta di scudo parasole per raffreddare il pianeta, è ancora solo un concetto o poco più di geoingegneria solare. Questi studi sono un insieme di tecnologie che mirano a riflettere una frazione della luce solare che arriva sulla Terra e offreno l'opportunità di risolvere il problema del riscaldamento globale senza alcun effetto diretto sulla chimica stratosferica.

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Letto: 639 volta/e Ultima modifica Lunedì, 15 Agosto 2022 06:30

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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