Scritto: Giovedì, 14 Aprile 2022 05:36 Ultima modifica: Giovedì, 14 Aprile 2022 06:18

Quando è iniziata la vita sulla Terra?


Un nuovo studio stravolge la visione convenzionale suggerendo che diverse forme di vita microbiche erano presenti sul nostro pianeta già 3,75 miliardi di anni fa.

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Il dottor Dominic Papineau con in mano un campione della roccia, che si stima abbia fino a 4,28 miliardi di anni.
Il dottor Dominic Papineau con in mano un campione della roccia, che si stima abbia fino a 4,28 miliardi di anni.
Crediti: UCL / FILMBRIGHT

I ricercatori dell'University College London (UCL) hanno analizzato una roccia delle dimensioni di un pugno proveniente dal Quebec, in Canada, stimata tra 3,75 e 4,28 miliardi di anni.

In un precedente articolo su Nature, il team ha trovato minuscoli filamenti, manopole e tubi nella roccia che sembravano essere stati prodotti da batteri. Tuttavia, non tutti gli scienziati concordavano sul fatto che queste strutture fossero di origine biologica perché risalenti a circa 300 milioni di anni prima rispetto al momento, comunemente accettato, della nascita delle prime forme di vita sulla Terra.  i fossili più antichi precedentemente segnalati sono stati trovati nell'Australia occidentale e datati a 3,46 miliardi di anni. In ogni caso, dopo un'analisi approfondita della roccia, il team ha scoperto una struttura molto più grande e complessa, uno stelo con rami paralleli su un lato lungo quasi un centimetro, nonché centinaia di sfere distorte, o ellissoidi, accanto a tubi e filamenti.

Il team afferma che, mentre alcune delle strutture potrebbero essere state create attraverso reazioni chimiche casuali, lo stelo "a forma di albero" con rami paralleli era molto probabilmente di origine biologica. A sostegno di questa teoria, nella roccia sarebbero presenti anche diversi sottoprodotti chimici mineralizzati coerenti con il metabolismo di antichi microbi che vivevano di ferro, zolfo e forse anche anidride carbonica e luce attraverso una forma di fotosintesi che non coinvolgeva l'ossigeno

Queste nuove scoperte, secondo i ricercatori, suggeriscono che:

una varietà di vita microbica potrebbe essere esistita sulla Terra primordiale, potenzialmente solo 300 milioni di anni dopo la formazione del pianeta

L'autore principale dello studio, pubblicato su Science Advances, il dottor Dominic Papineau (UCL Earth Sciences, UCL London Center for Nanotechnology, Center for Planetary Sciences e China University of Geosciences) ha dichiarato: "Utilizzando molte diverse linee di prova, il nostro studio suggerisce fortemente che esistessero diversi tipi di batteri su Terra tra 3,75 e 4,28 miliardi di anni fa".
"Ciò significa che la vita potrebbe essere iniziata appena 300 milioni di anni dopo la formazione della Terra. In termini geologici, questo è veloce, circa un giro del Sole attorno alla galassia".
"Questi risultati hanno implicazioni per la vita extraterrestre. Se la vita è relativamente veloce ad emergere, date le giuste condizioni, ciò aumenta le possibilità che la vita esista su altri pianeti".

primi fossili sulla terra 2Filamenti pectinati di dimensioni centimetriche e allineati in parallelo composti da ematite rossa, alcuni con torsioni, tubi e diversi tipi di sferoidi di ematite. Questi sono i più antichi microfossili sulla Terra, che vivevano sul fondo del mare vicino alle bocche idrotermali, e metabolizzavano ferro, zolfo e anidride carbonica.
Crediti: Dominic Papineau

 

Un tesoro dal passato

 Per lo studio, i ricercatori hanno esaminato le rocce della Nuvvuagittuq Supracrustal Belt (NSB) del Quebec che il dottor Papineau ha raccolto nel 2008. L'NSB, un tempo un pezzo di fondale marino, contiene alcune delle rocce sedimentarie più antiche conosciute sulla Terra. Si sarebbero formate vicino a su sistema di bocche idrotermali, dove le crepe sul fondo del mare lasciano passare acque ricche di ferro riscaldate dal magma.

Il team ha, quindi, sezionato la roccia in fogli spessi quanto la carta (100 micron) per osservare da vicino le minuscole strutture simili a fossili fatte di ematite, una forma di ossido di ferro o ruggine, e racchiuse nel quarzo. Ha confrontato le strutture e le composizioni con fossili più recenti e con batteri ossidanti che si trovano oggi vicino ai sistemi di sfiato idrotermali, trovando gli equivalenti moderni ai filamenti tortuosi, alle strutture ramificate parallele e alle sfere distorte (ellissoidi irregolari), ad esempio vicino al vulcano sottomarino Loihi vicino alle Hawaii, così come ad altri sistemi di sfiato nell'Oceano Artico e nell'Oceano Indiano.

Oltre ad analizzare i campioni di roccia con vari microscopi ottici e spettroscopia Raman, la squadra ha anche ricreato digitalmente sezioni della roccia utilizzando un supercomputer che ha elaborato migliaia di immagini le quali hanno permesso di ricreare migliaia di modelli 3D. Questi ultimi hanno permesso ai ricercatori di confermare che i filamenti di ematite erano ondulati e contorti e contenevano carbonio organico, che sono caratteristiche condivise con i moderni microbi mangiatori di ferro.

Nella loro analisi, il team ha concluso che le strutture di ematite non avrebbero potuto essere create attraverso la compressione e il riscaldamento della roccia (metamorfismo) nel corso di miliardi di anni, sottolineando che le strutture sembravano essere meglio conservate in quarzo più fine (meno colpito dal metamorfismo ) che nel quarzo più grosso (che ha subito più metamorfismo).

I ricercatori hanno anche esaminato i livelli degli elementi delle terre rare nella roccia carica di fossili, scoprendo che avevano gli stessi livelli di altri esemplari di roccia antica. Ciò ha confermato che i depositi del fondale marino erano antichi quanto le rocce vulcaniche circostanti e non infiltrazioni più recenti.

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Letto: 220 volta/e Ultima modifica Giovedì, 14 Aprile 2022 06:18

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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