Scritto: Mercoledì, 24 Novembre 2021 14:47 Ultima modifica: Mercoledì, 24 Novembre 2021 15:30

L'organismo più grande del mondo sta scomparendo?


Nelle montagne Wasatch degli Stati Uniti occidentali, sulle pendici sopra un lago alimentato da una sorgente, abita un organismo gigante che per migliaia di anni ha fatto da habitat a pianete e animali.

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L'organismo più grande del mondo sta scomparendo? Crediti: Lance Oditt/Friends of Pando

Si chiama Pando e occupa un'area di circa 42 ettari ricoperta da una boscaglia di Pioppo tremulo. Sebbene si tratti di una moltitudine di singoli alberi con una corteccia bianca sorprendente e piccole foglie che svolazzano alla minima brezza, Pando è in realtà composto da 47.000 steli geneticamente identici  che derivano da una rete di radici interconnesse (ricorda molto Avatar!).

Questo singolo individuo pesa circa 6 milioni di tonnellate. Per massa, è il più grande organismo singolo sulla Terra.

Nonostante il fenomeno della clonazione succeda altrove sulla Terra, ciò che rende interessante Pando è la sua enorme dimensione.

Pando esiste da migliaia di anni, potenzialmente ha circa 14.000 anni, nonostante la maggior parte degli steli vivano solo per circa 130 anni.
Alla sua longevità è legato un intero ecosistema di 68 specie di piante e tanti animali che si sono evoluti, hanno vissuto e vivono alla sua ombra. Perché questo avvenga, il pioppo tremulo deve rimanere sano e in posizione eretta. Ma, sebbene Pando sia protetto dal Servizio Forestale Nazionale degli Stati Uniti e non sta rischiando di essere abbattuto, potrebbe scomparire a causa di molti altri fattori.

I cervi mangiano gli steli più giovani

Il pascolo eccessivo di cervi e alci è una delle maggiori preoccupazioni. Lupi e puma una volta tenevano sotto controllo il loro numero, ma ora le mandrie sono molto più grandi a causa della perdita di questi predatori.

Quando gli alberi più vecchi muoiono o cadono, la luce raggiunge il suolo del bosco che stimola la crescita di nuovi steli clonali, ma quando questi animali mangiano le cime degli alberi appena nati, questi muoiono.

Malattie e cambiamento climatico

Anche gli steli più vecchi di Pando sono affetti da almeno tre malattie: cancro fuligginoso della corteccia, macchia fogliare e malattia fungina. Queste malattie ci sono sempre state ma ora si vanno a sommare ai problemi di crescita appena citati.

Ma la minaccia peggiore è quella del cambiamento climatico.
Pando è sorto dopo l'ultima era glaciale e da allora ha avuto a che fare con un clima ampiamente stabile.
A dire il vero, abita in una regione alpina circondata dal deserto, il che significa che non è estraneo a temperature calde o siccità. Ma il cambiamento climatico ne minaccia le dimensioni e la durata di vita dell'albero, così come l'intero ecosistema che ospita.

Sebbene nessuno studio scientifico si sia concentrato in modo specifico su Pando, gli alberi hanno lottato con la riduzione dell'approvvigionamento idrico causato dal caldo estremo. Ciò ha reso più difficile la formazione di nuove foglie, causando cali in copertura. Sempre a causa delle temperature eccessive, il pericolo di incendi è una reale e costante minaccia.

I prossimi 14.000 anni

Eppure Pando è resiliente ed è già sopravvissuto a rapidi cambiamenti ambientali, specialmente quando i coloni europei hanno iniziato ad abitare l'area nel XIX secolo o dopo l'ascesa delle attività ricreative del XX secolo. Ha già affrontato malattie, incendi boschivi e pascolo e rimane il più grande organismo scientificamente documentato al mondo. Tutti ci auguriamo che con la sua tenacia, continui a vivere per almeno altri 14.000 anni. Lunga vita e prosperità Pando!

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Letto: 211 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 24 Novembre 2021 15:30

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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