Scritto: Domenica, 11 Aprile 2021 14:00 Ultima modifica: Mercoledì, 02 Giugno 2021 16:52

I resti di Theia sepolti all'interno della Terra


Circa 4,5 miliardi di anni fa, un antico pianeta chiamato Theia, impattò con la Terra e da quella collisione nacque la Luna. Questa, almeno, è la teoria più accreditata ma qual è stato il destino di Theia?

Rate this item
(4 votes)
I resti di Theia sepolti all'interno della Terra Crediti: NASA/JPL-Caltech/Wikimedia Commons

Ha continuato a sopravvivere nello spazio rimbalzando come una palla da biliardo o si è fuso con la nostra proto-Terra?

Qian Yuan, scienziato presso l'Arizona State University, e i suoi colleghi hanno recentemente suggerito l'esistenza di nuove prove a sostegno di quest'ultima ipotesi, suggerendo che Theia non solo si sia fusa con la Terra ma che potremmo anche indentificare esattamente i sui resti.

La somiglianza dei risultate delle analisi isotopiche condotte sul materiale lunare e terrestre avvalora la tesi dell'impatto gigante, suggerendo che il nostro satellite sia in realtà un pezzo della antica Terra.
Ad ogni modo, nessuno a mai trovato prove dirette di Theia ma la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che, se realmente esistito, il suo nucleo si sarebbe si fuso con il nucleo del nostro pianeta nel giro di poche ore dopo l'impatto. Tuttavia, potrebbero esserci delle tracce nel mantello. Quello terrestre, infatti, non è uniforme: circa l'8% di esso è leggermente diverso dal resto. Queste zone sono dette Large Low-Shear-Velocity Province (LLSVPs), così chiamati perché caratterizzate da basse velocità di taglio delle onde sismiche che si muovono circa l'1 o il 2% più lentamente quando le attraversano. Sono strutture enormi: una è sotto il continente africano e l'altra sotto l'Oceano Pacifico.

Alcuni ricercatori pensano che gli LLSVP rallentino le onde di taglio perché hanno una temperatura più alta rispetto al resto del mantello. Altri, come Yuan, ritengono che siano anche più densi e diversi nella composizione, oltre ad essere più caldi.

La prima mossa di Yuan è stata quella di confrontare le dimensione dei due LLSVP con la dimensione del mantello di Marte, una stima approssimativa per Theia. I risultati hanno mostrato che i due LLSVP sono l'80 o il 90% delle dimensioni del mantello del Pianeta Rosso. Ma, aggiungendo anche la Luna è uscito "quasi un abbinamento perfetto", ha detto lo scienziato. "Allora ho pensato, non è così folle". Inoltre, un documento su Nature del 2012 del geochimico Sujoy Mukhopadhyay dell'Università della California, esaminava gli isotopi dei gas nobili dei basalti vulcanici in Islanda. Mukhopadhyay aveva dimostrato che il mantello terrestre è eterogeneo, con almeno due sorgenti separate e che quelle sorgenti hanno almeno 4,5 miliardi di anni. Cioè, sono più vecchie della Luna e questo "era coerente con la nostra ipotesi", ha affermato Yuan. Una delle fonti potrebbe essere il mantello di Theia, conservato nel mantello terrestre dopo l'impatto.

Successivamente Yuan si è rivolto all'astrofisico dell'ASU Steven Desch, che nel 2019 aveva pubblicato nuove stime sulla composizione dell'impattatore.
I modelli stimavano inizialmente che Theia, fosse all'incirca delle dimensioni di Marte (che è circa la metà delle dimensioni della Terra oggi). Tuttavia, Desch e Katharine Robinson del Lunar and Planetary Institute di Houston, hanno utilizzato la composizione di campioni lunari delle missioni Apollo per modellare un probabile mondo, concludendo che era molto più grande del previsto: circa le dimensioni di 1 proto-Terra, o quattro pianeti Marte. E, ancora più importante, Yuan, Desch e Robinson hanno stimato che il mantello di Theia aveva una maggiore abbondanza di ossido di ferro rispetto a quello della Terra. Ciò significa che era più denso e sprofondò quando i due pianeti si scontrarono.

Quindi, Yuan e Desch hanno unito le forze per capire quale dovesse essere la composizione del mantello di Theia per assomigliare agli attuali LLSVP dopo 4,5 miliardi di anni di convezione del mantello terrestre.
I loro calcoli hanno rivelato che le stime per le dimensioni e la densità di Theia erano giuste.
"Ciò che spicca veramente [dello studio] è quanto sia creativo", ha affermato Susannah Dorfman, geoscienziata della Michigan State University che non è stata coinvolta nella ricerca. "Perché collega due campi che stavano esaminando i problemi in due modi diversi".

Yuan per primo ha precisato che c'è ancora molta incertezza intorno alla nuova idea: "Dobbiamo sottolineare che è un'ipotesi e la stiamo proponendo solo per la prima volta".
"Spero che molti ricercatori metteranno alla prova la nostra ipotesi, per raccogliere più prove per dimostrarla o smentirla".
Un ovvio passo successivo sarà confrontare la composizione degli isotopi di gas nobili nei campioni lunari con quella degli LLSVP.

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 466 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 02 Giugno 2021 16:52

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici anche su Google News

Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro...

StatisticaMENTE

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte e del s...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 3 agosto [updated on 08/03...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 2/8 - Sol 948] - Meteorol...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 31 luglio [Last update:&nbs...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista