Scritto: Sabato, 01 Dicembre 2012 19:23 Ultima modifica: Sabato, 01 Dicembre 2012 19:28

La vita nascosta nei ghiacci dell'Antartico


In uno dei remoti laghi dell’Antartide, a circa 65 metri sotto la superficie ghiacciata, gli scienziati della NASA, del Desert Research Institute (DRI) di Reno (Nevada), dell’University of Illinois di Chicago e altre nove Istituzioni, hanno trovato un ambiente ricco di vita.

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Antartico - Lago Vida

Antartico - Lago Vida
Credit: NASA Ames/Chris McKay

In uno dei remoti laghi dell’Antartide, a circa 65 metri sotto la superficie ghiacciata, gli scienziati della NASA, del Desert Research Institute (DRI) di Reno (Nevada), dell’University of Illinois di Chicago e altre nove Istituzioni, hanno trovato un ambiente ricco di vita.

La scoperta di batteri in uno dei posti più bui e freddi della Terra, in uno degli habitat più salati, è fondamentale perchè ci fa capire quanto sia ancora limitata la nostra conoscenza sugli ambienti estremi che sono comunque in grado di sostenere la vita.

Il lago Vida, il più grande dei laghi della McMurdo Dry Valleys, non contiene ossigeno, è in gran parte congelato e possiede i più alti livelli di ossido di azoto di qualsiasi altro bacino idrico terrestre. Un’acqua sei volte più salata di quella del mare, con una temperatura media di -13° Celsius.

Il team di scienziati, ha perforato il lago Vida per due volte, nel 2005 e nel 2010 e, il 26 novembre scorso, i risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

I campioni prelevati in entrambe le spedizioni, contenevano circa un decimo del quantitativo di cellule che normalmente si trovano in laghi di acqua dolce delle zone temperate.
Alcune cellule misuravano circa 1 micrometro di diametro, come un normale microbo ma la maggior parte, era di soli 0,2 micrometri di diametro.

L’analisi genetica suggerisce che la maggior parte delle cellule rinvenute, sia quelle normali che le micro-cellule, sono di batteri noti, tranne un tipo, che sembra non avere nulla in comune con altre forme conosciute e potrebbe quindi rappresentare un nuovo phylum.

“Questo studio fornisce una finestra su uno degli ecosistemi unici sulla Terra”, ha detto Alison Murray, ricercatore presso il DRI e autore principale della ricerca.
“La nostra conoscenza di processi geochimici e microbici in un ambiente ghiacciato senza luce, soprattutto a temperature sotto lo zero, è stata molto scarsa finora. Questo espande la nostra conoscenza dei tipi di vita che possono sopravvivere in questi isolati crio-ecosistemi e delle strategie utilizzate per sopravvivere in questi ambienti difficili”.

Nonostante le condizioni estreme, il lago Vida ospita una varietà sorprendente di batteri che vivono senza la luce e l’energia del Sole. Studi del 1996 hanno indicato che questo habitat era rimasto isolato da oltre 3000 anni.

La squadra ancora non ha determinato come questi batteri producano l'energia necessaria per la vita. Potrebbero emulare altre forme note che vivono dissolvendo carbonio organico, oppure utilizzare qualche sorgente esotica, come, ad esempio, i batteri nelle miniere d’oro che sopravvivono con l’idrogeno molecolare prodotto dalle reazioni chimiche nelle rocce.

“Questo, è probabilmente il miglior esempio che abbiamo di ecosistemi possibili per le acque sotterranee della luna di Saturno, Encelado e della luna di Giove, Europa”, ha dichiarato Chris McKay, scienziato al NASA Ames Research Center, a Moffett Field, California e coautore dello studio.

Ulteriori analisi sono attualmente in corso: i risultati potrebbero aiutare a spiegare il potenziale di vita in altri ambienti criogenici salati, al di là della Terra, come le presunte falde acquifere del sottosuolo di Marte.

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