Scritto: Mercoledì, 19 Settembre 2012 06:49 Ultima modifica: Mercoledì, 13 Agosto 2014 20:43

Dal ghiaccio del cosmo alla vita sulla Terra


I ricercatori del NASA Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, California, stanno portando avanti una ricerca per ricreare sostanze organiche o molecole contenenti carbonio in laboratorio, dal ghiaccio .

Il loro obiettivo è quello di capire come sia nata la vita sulla Terra.

Il nuovo studio pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal Letters, riguarda la chimica organica che si sviluppa sulle remote particelle ghiacciate presenti nel cosmo.

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Cosmo

Credit: NASA

I ricercatori del NASA Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, California, stanno portando avanti una ricerca per ricreare sostanze organiche o molecole contenenti carbonio in laboratorio, dal ghiaccio .

Il loro obiettivo è quello di capire come sia nata la vita sulla Terra.

Il nuovo studio pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal Letters, riguarda la chimica organica che si sviluppa sulle remote particelle ghiacciate presenti nel cosmo.

Gli scienziati pensano che gli elementi base della vita, tra cui l'acqua e le sostanze organiche, hanno iniziato il loro viaggio solitario verso la Terra dal profondo dello spazio, attraverso comete ed asteroidi. Questi ultimi avrebbero poi offerto gli elementi prebiotici dai quali sarebbe partita la vita.

Anche se non tutte le fasi del processo sono ancora chiare, la ricerca mostra come il materiale organico può iniziare a diventare prebiotico quando è ancora congelato.

I prodotti organici studiati sono idrocarburi policiclici aromatici, chiamati anche IPA o PAH: sono ricchi di carbonio e si possono trovare sulla Terra come prodotti di combustione. Sono anche stati rilevati nello spazio in comete ed asteroidi: il NASA Spitzer Space Telescope ha rilevato questi elementi anche dei dischi di formazione planetaria e nelle galassie più remote.

Il team del JPL ha simulato il laboratorio un ambiente per le molecole IPA freddo come ilo spazio profondo. Prima le particelle sono state bombardate con raggi ultravioletti simili a quelli emessi dalle stelle. Poi, è stato utilizzato un sistema laser noto come MALDI (Matrix Assisted Laser Desorption and Ionization), che colpisce il ghiaccio con infrarossi e ultravioletti, per determinare i prodotti della reazione chimica.
Il risultato ha rilevato che le molecole IPA si sono trasformate incorporando atomi di idrogeno e diventando molecole organiche più complesse.
Secondo il team è questo il tipo di modifica che dovrebbe verificarsi qualora il materiale dovesse diventare amminoacidi e nucleotidi.

I nuovi risultati hanno anche dimostrato che le molecole IPA, una volta che hanno aderito alla superficie ghiacciata, subiscono una trasformazione in prodotti organici complessi, spiegando il motivo per il quale, fino ad oggi, non sono mai state individuate sui grani di ghiaccio nello spazio remoto.

Letto: 1997 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 13 Agosto 2014 20:43
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
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