Nonostante la missione Gravity Recovery and Interior Laboratory (GRAIL) si sia conclusa il 17 dicembre 2012, i dati ricevuti dalle due sonde Ebb e Flow forniscono ancora spunti per nuove scoperte.

Le due sonde gemelle hanno rilevato la presenza di enormi regioni invisibili responsabili dell'irregolarità della gravità lunare: grazie a questi nuovi risultati, i prossimi veicoli spaziali potranno navigare in modo più preciso.

Una nuova serie di immagini riprese dall'Osservatorio Gemini mostrano la cometa C/2012 S1 (ISON) in avvicinamento, verso il suo pericoloso appuntamento con il Sole.
A fine novembre e nei primi di dicembre di quest'anno, ISON potrebbe offrire uno spettacolo mozzafiato nei nostri cieli, rimanendo brillante e facilmente visibile ad occhio nudo.

Il 17 marzo 2013, un oggetto delle dimensioni di un piccolo masso aveva colpito la superficie lunare nel Mare Imbrium. L'impatto aveva creato un lampo di luce che, per circa un secondo, aveva illuminato il sito facendolo brillare come una stella di magnitudine 4.

Ora, secondo un nuovo documento, il venticinque per cento dei crateri lunari potrebbe aver incorporato i resti dei meteoriti che li hanno generati: questo risultato, se fosse corretto, riaprirebbe nuovamente il dibattito sulla composizione del nostro satellite.

Venerdì, 24 Maggio 2013 06:25

Hubble scruta la forma della Nebulosa Anello

E' sicuramente una delle immagini più note dei libri di astronomia, è la Nebulosa Anello, nota anche come M 57 o NGC 6720: ora, grazie alle osservazioni ottenute con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi sono riusciti ad ottenere una nuova versione tridimensionale.

La foto composta rivela una struttura più complessa del previsto.

Nonostante la missione dell'Osservatorio Spaziale Herschel dell'Agenzia Spaziale Europea sia terminata, i dati a disposizione continuano a fornire incredibili scoperte e a svelare i misteri dell'Universo.
Herschel è riuscito ad osservare una rara e massiccia fusione di due galassie: una collisione chiamata HXMM01, ad 11 miliardi di anni luce dalla Terra, risalente a quando il nostro Universo aveva 3 miliardi di anni.

Il 31 maggio l'asteroide di 2,7 chilometri, 1998 QE2, passerà a 5,8 milioni di chilometri dalla Terra, ovvero a 15 volte la distanza Terra - Luna.

1998 QE2 non rappresenta un pericolo per il nostro pianeta ma offrirà una grande opportunità di studio.

"Il 17 marzo 2013, un oggetto delle dimensioni di un piccolo masso ha colpito la superficie lunare nel Mare Imbrium" (sito di atterraggio dell'Apollo 15), comunica Bill Cooke del Meteoroid Environment Office della NASA.
"E' esploso in un lampo quasi 10 volte più brillante di qualsiasi cosa osservata finora".

Dopo i brillamenti solari del 12 e del 13 maggio che avevano fatto registrare il primo brillamento di classe X e il più potente di quest'anno, continua l'attività della regione AR 1748, sul lato sinistro del Sole.

Il record registrato due giorni fa con il brillamento di classe X2.8, il sedicesimo flare di classe X e il terzo bagliore più intenso di questo ciclo solare, è durato decisamente poco.

Il Sole si sta avvicinando verso il suo massimo solare e il mese di maggio era già iniziato con un intensificarsi dell'attività: tra il 12 e il 13 maggio una successione di importanti eventi hanno fatto registrare il maggior picco del 2013.

Le tempeste di neve nell'emisfero nord di Marte possono essere previste con diverse settimane di anticipo, secondo una recente pubblicazione a cura dei ricercatori dell'Università di Tohoku di Sendai (Giappone) e l'Istituto Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) a Lindau (Germania).

Per la prima volta i calcoli mostrano una relazione tra le nevicate e le fluttuazioni di pressione, temperatura, velocità del vento che si propagano regolarmente e in modo ondulatorio nell'emisfero settentrionale del pianeta.

Grazie alle osservazioni del Green Bank Telescope (GBT), presso il National Radio Astronomy Observatory (NRAO), gli astronomi hanno scoperto un cluster di nubi di idrogeno tra la galassia di Andromeda (M31) e del Triangolo (M33), mai osservato prima.

I ricercatori ipotizzano che questi residui rarefatti di gas facciano parte di serbatoi più grandi di gas caldo e ionizzato, ancora non identificati, che potrebbero accompagnare la materia oscura.

Due potenti telescopi spaziali della NASA hanno rilevato la più potente esplosione stellare mai osservata, un evento cosmico a 3,6 miliardi di anni luce dalla Terra estremamente luminoso, ribattezzato dagli scienziati "eye-wateringly bright".

Il 27 aprile, il telescopio della NASA Swift e il Fermi Gamma-ray Space Telescope hanno registrato una potente emissione di raggi gamma (GRB - Gamma Ray Burst), probabilmente l'esplosione di una stella massiccia.

Il mese di maggio era iniziato con un bel brillamento solare e un'enorme bolla di plasma che si era staccata dalla superficie del Sole, dal lato opposto alla Terra.

Gli occhi elettronici del Solar Dynamics Observatory e delle sonde STEREO avevano ripreso la grande espulsione di massa coronale (CME), partita da una regione attiva dietro al bordo orientale del Sole

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla...

StatisticaMENTE

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte (aggior...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 13 Aprile [Last update...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 13 Aprile [Last update:&nbs...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 11/4 - Sol 843] - Meteoro...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

Aggiornato il 8/4/21. Le manovre della sonda ...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 10 Aprile [updated on 04/1...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista