Ogni volta che un telescopio spaziale apre gli occhi per la prima volta, è un momento di grande eccitazione.

Il 17 luglio 2013 è stata la volta di IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph), lanciato il 28 giugno scorso.

La prima osservazione, diretta verso gli strati più bassi dell'atmosfera del Sole, ha dato risultati sono a dir poco sorprendenti: l'immagine è nitida e mostra dettagli senza precedenti, variazioni di densità e temperatura mai viste prima.

Gli scienziati hanno scoperto un enorme acceleratore di particelle nel cuore di una delle regioni dello spazio più complicate e più vicine alla Terra: le fasce di Van Allen.

Queste zone a forma di ciambella, dominate da particelle super-energetiche, si trovano tra la cosiddetta orbita geostazionaria (l'orbita dei satelliti per telecomunicazioni) e l’orbita bassa (l'orbita della ISS, Stazione Spaziale Internazionale): intrappolano e scambiano plasma con lo spazio esterno, senza che questo raggiunga la Terra.

La ISON è ormai costantemente sotto osservazione: il 13 giugno 2013 il telescopio spaziale della NASA Spitzer ha ripreso la cometa per 24 ore, durante il suo primo viaggio nel Sistema Solare interno.

La campagna era già in programma: ne avevamo parlato nella timeline riportata nel post "LA TIMELINE DELL'INSIDIOSO VIAGGIO DELLA COMETA ISON".

La cometa ISON sta compiendo il suo primo viaggio verso il Sole: i suoi strati superiori e il materiale che sta rilasciando durante il tragitto sono materia incontaminata che risale alla formazione del nostro Sistema Solare.

Scoperta da due astronomi russi il 21 settembre 2012, utilizzando l'International Scientific Optical Network di 40 centimetri, vicino a Kislovodsk, catalogata come C/2012 S1, ISON è un agglomerato di polveri e ghiaccio: il grande interrogativo è se riuscirà a sopravvivere o scoppierà in mille pezzi quando si avvicinerà alla nostra stella.

Il telescopio spaziale della NASA Hubble ha scoperto una nuova luna in orbita intorno a Nettuno, il lontano pianeta dal colore blu/verde del nostro Sistema Solare.

Provvisoriamente chiamata S/2004 N 1, sarebbe la quattordicesima in orbita intorno al pianeta gigante: con un diametro di appena 19 chilometri è la più piccola luna conosciuta del sistema nettuniano.

Per la prima volta gli astronomi sono stati in grado di osservare il colore di un pianeta extrasolare nelle lunghezze d'onda della luce visibile: la sua atmosfera è di un affascinante profondo blu cobalto.

Il pianeta è HD 189733b a soli 63 anni luce dalla Terra: secondo gli scienziati, piogge di vetro e venti superveloci creerebbero questa colorazione a noi tanto familiare.

Da molto tempo è stato ipotizzato che il nostro Sistema Solare avesse la coda, proprio come una cometa.
Si comporterebbe esattamente come farebbe una meteora entrata nell'atmosfera terrestre ed ogni altro oggetto in movimento che, attraversando un mezzo, lascia un flusso di particelle dietro di sé.

Ma la coda della nostra bolla solare, chiamata eliosfera, non è mai stata effettivamente osservata.

I buchi neri sono praticamente invisibili ma gli astronomi stanno sviluppando una tecnologia che permetterà di catturare immagini senza precedenti della zona immediatamente circostante, in grado di confermare l'esistenza teorizzata dell'"ombra del buco nero".

La difficoltà principale è che questi oggetti si trovano tutti molto lontani da noi: il buco nero supermassiccio più vicino è proprio quello al centro della nostra galassia, la Via Lattea, conosciuto come Sagittarius A* e si trova a circa 26.000 anni luce di distanza.

Se i nostri occhi vedessero le emissioni radio, allora il cielo notturno apparirebbe pieno di lampi provenienti da galassie lontane.

Un team internazionale di scienziati, utilizzando il telescopio da 64 metri CSIRO Parkes in Australia, ha individuato quattro esplosioni misteriose che hanno generato potenti e rapide onde radio (fast radio bursts FRB) da miliardi di anni luce di distanza, oltre la nostra galassia.

Mercurio, il pianeta del nostro Sistema Solare più vicino al Sole, svelato in questi anni ultimi anni dalla missione della NASA MESSEGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging), continua a riservare sorprese.

Secondo un nuovo studio la superficie che vediamo oggi sarebbe vecchia solo di 4 - 4,1 miliardi di anni, mentre le origini del pianeta dovrebbero risalire alla nascita del Sistema Solare: i primi 400 - 500 milioni di anni di storia sarebbero stati cancellati.

Il telescopio spaziale Hubble ci ha ormai abituati ad immagini mozzafiato, così come nel caso della prima ripresa della cometa ISON del 10 aprile scorso, quando si trovava a 621 milioni di chilometri dal Sole e a 634 milioni di chilometri dalla Terra.

Decisamente una bella foto, ma cosa dire allora di questo video pubblicato poco fa sul sito NASA?
Semplicemente meraviglioso.

Secondo un recente studio della NASA, finanziato dal Rensselaer Polytechnic Institute (Troy, New York), le colonie di batteri cresciuti a bordo dello Space Shuttle Atlantis si comportavano in modo mai osservato sulla Terra.

Le recenti scoperte forniscono informazioni importanti sugli effetti del volo spaziale sul comportamento delle comunità batteriche e rappresentano un passo fondamentale verso la comprensione e la mitigazione del rischio che queste possono rappresentare per gli astronauti durante le missioni di lunga durata.

Grazie alle osservazioni del telescopio Pan-STARRS-1, posizionato a 3.000 metri sul cratere Haleakala a Maui, gestito dall'università delle Hawaii, ora siamo a quota 10.000 tra asteroidi e comete che passano vicino alla Terra.

L'ultimo scoperto è l'asteroide 2013 MZ5, individuato la notte del 18 giugno 2013.

Sempre più pianeti extrasolari, sempre più pianeti che potrebbero sostenere la vita!
Ieri, 25 giugno, un team internazionale di scienziati ha annunciato che una stella di un sistema a soli 22 anni luce dalla Terra è sovraffollata di pianeti nella sua zona abitabile.

Stiamo parlando del sistema stellare triplo Gliese 667, nella costellazione dello Scorpione, e della sua stella Gliese 667C, già target di diverse osservazioni.

Un nuovo studio basato su uno dei più comuni composti antigelo, il metanolo, apre nuove possibilità per la vita sui mondi ghiacciati del nostro Sistema Solare.

Il metanolo, noto anche come alcol metilico, è il più semplice degli alcoli, incolore, infiammabile e tossico.
Utilizzato nell'industria come antigelo, dovrebbe ovviamente aiutare a prevenire il congelamento ma gli scienziati ritengono che possa essere presente sulla grande luna di Saturno, Titano, intrappolato in gabbie simili al ghiaccio.

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

coelum logo

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2022.

StatisticaMENTE

Tiangong orbit

Tiangong orbit

Evoluzione dell'orbita della Stazione Spaziale Cin...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 19 Maggio. ...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 20 maggio. Statistiche sul...

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte e del s...

LIBRO CONSIGLIATO

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora